La sostenibilità della distribuzione carburanti dipende dalla solidità dell’intera filiera del downstream. In una fase di profonda complessità e trasformazione, la disponibilità di prodotto, la capacità di approvvigionamento e l’accesso alla logistica diventano condizioni essenziali sia per la tenuta delle imprese che per la sicurezza energetica del Paese.
La neutralità tecnologica si misura nelle regole con cui si orienta la transizione. Se il criterio scelto per valutare un’automobile è quello delle emissioni allo scarico, alcune soluzioni vengono escluse in partenza, indipendentemente dal contributo che potrebbero offrire alla decarbonizzazione. È qui che emerge il limite dell’impostazione europea: aver fatto coincidere l’obiettivo ambientale con una scelta tecnologica, affidando alla norma il compito di guidare una trasformazione che deve confrontarsi anche con il mercato e con le possibilità dei consumatori.
La distribuzione dei carburanti occupa una posizione centrale nel downstream energetico e garantisce servizi essenziali ai cittadini e alle attività economiche. La rete capillare di impianti per il rifornimento dei veicoli leggeri e pesanti costituisce un patrimonio imprenditoriale che ha assicurato continuità anche nei momenti di crisi. Tutelarlo, valorizzarlo e modernizzarlo significa accompagnare le profonde trasformazioni tecnologiche, energetiche e competitive in corso, mettendo le imprese nelle condizioni di contribuire alla transizione.