La Francia dispone, in media annua, di un mix elettrico a basse emissioni di carbonio. La sfida è ormai garantire che resti a basse emissioni, affidabile e accessibile quando il clima cessa di essere “nella norma” e si verificano siccità prolungate, ondate di calore, bassi deflussi, meno idroelettrico e più vincoli sul raffreddamento delle centrali. Se si confrontano il 2022 e il 2024, emergono due facce dello stesso parco, con la stessa flotta e la stessa geografia: 54% di disponibilità nucleare e 445 TWh prodotti nel 2022; 95% di elettricità a basse emissioni e 539 TWh nel 2024.
Nel bel mezzo dell'ondata di caldo, il 30 giugno Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ha proposto “un grande piano di equipaggiamento per la climatizzazione”, rivolto a “ospedali, scuole, case di riposo e trasporti pubblici”. Dal Primo Ministro a Gabriel Attal, Marine Tondelier e LFI, il dibattito pubblico ha ruotato intorno a questa proposta, come documentato da Les Echos.
Finalmente, dopo quasi 16 anni, il disegno di mercato nel settore dell’elettricità ha trovato pieno compimento con l’introduzione di un sistema esplicito per la remunerazione della capacità elettrica tramite aste organizzate di “Reliability options”.
Ma cosa sono le Reliability Options (RO) e perché sono state introdotte?