L'operazione statunitense avvenuta in Venezuela nelle prime ore del 3 gennaio è a dir poco storica. Se da un lato, rappresenta la fine del regime di Nicolás Maduro, dall'altro è anche l'inizio di un nuovo periodo di cui, al momento, sappiamo ben poco. Dieci giorni dopo tali eventi, il contesto attuale è di shock e incertezza, un contesto in cui abbondano gli interrogativi e le risposte sono scarse.
Lo stesso giorno dell’attacco il presidente Trump annunciò che gli Stati Uniti "avrebbero governato" il Venezuela e che l'allora vicepresidente Delcy Rodriguez, da tempo vicina a Maduro, sarebbe succeduta a Maduro. Nei giorni successivi, lo stesso regime, senza Maduro e con una grande flotta della Marina statunitense nelle vicinanze dei Caraibi, nominò Delcy Rodriguez presidente ad interim, ma nelle strade non sono mancate le repressioni e gli attacchi da parte di gruppi armati in motocicletta noti come colectivos. Più avanti nella settimana, il Segretario di Stato Marco Rubio ha spiegato che gli Stati Uniti, anziché governare il Venezuela, stavano esercitando "controllo e influenza su ciò che quelle autorità ad interim" fanno e saranno in grado di fare, mentre Trump ha delineato un piano per vendere fino a 50 milioni di barili di petrolio prodotto in Venezuela sotto sanzioni al "prezzo di mercato", e poi quel denaro sarebbe stato utilizzato a "beneficio del popolo venezuelano e degli Stati Uniti". I dettagli di tale piano devono ancora essere resi pubblici.
Fin dal primo giorno, il petrolio venezuelano è stato al centro di quasi tutti i discorsi e le interviste di Trump e di tutti i membri del suo gabinetto. Ciò non sorprende, dato che il Venezuela detiene le maggiori riserve di petrolio al mondo, circa il 17% del totale. Tuttavia, si tratta di un potenziale sulla carta, visto che la produzione venezuelana non è rilevante sul mix di offerta globale, rappresentando meno dell'1%, con circa 0,9 milioni di barili al giorno (mil. b/g). Questo fatto evidenzia un dato importante, ovvero che detenere le maggiori riserve di petrolio greggio non si significa che rapidamente verranno immesse sul mercato ingenti quantità di petrolio. Tra l’altro, il petrolio greggio venezuelano si distingue per essere noto come petrolio extra-pesante, il che significa che è più denso e fangoso rispetto ad altri tipi di greggio. Per questo motivo, la sua estrazione richiede un maggiore consumo di energia, infrastrutture dedicate, competenze tecniche e la miscelazione con distillati di petrolio. Più energia per l'estrazione del petrolio significa maggiori emissioni di carbonio, il che rende il petrolio venezuelano uno dei più inquinanti in termini di emissioni di carbonio al mondo, insieme alle sabbie bituminose canadesi e ad alcune miscele iraniane. Inoltre, questo greggio è anche acido, ovvero con un alto contenuto di zolfo, il che richiede impianti speciali per la sua raffinazione e lavorazione.
Guardando al passato, la produzione petrolifera venezuelana raggiunse il picco nel 1998, con circa 3,5 mil. b/g, trainata dalla compagnia statale Petróleos de Venezuela (PDVSA) e da joint venture con compagnie petrolifere internazionali. Nel 2007, l'allora presidente Hugo Chávez impose un aumento della partecipazione della PDVSA nell'industria petrolifera e le aziende che si rifiutarono di raggiungere un accordo si videro espropriare i beni. Anni di cattiva gestione, mancanza di investimenti, corruzione e, successivamente, le sanzioni portarono al collasso dell'industria petrolifera venezuelana, con una riduzione della produzione dell'80% a meno di 0,7 mil. b/g al giorno nel 2020, per poi tornare lentamente ai livelli attuali prossimi a 1 mil. b/g
Produzione petrolifera del Venezuela (1990-2024, mil. b/g)

Fonte: Energy Institute, 2025
Le dichiarazioni di Trump sull'opportunità e le modalità di un aumento della produzione di petrolio in Venezuela rimangono parole vuole, perchè qualsiasi aumento significativo della produzione di petrolio in Venezuela richiede ingenti investimenti, nell'ordine di decine di miliardi di dollari. Invertire una tendenza che dura da quasi due decenni non è impossibile, ma richiederebbe, oltre ai finanziamenti, allo sviluppo e alla ristrutturazione delle infrastrutture, molto tempo. Ciò sarebbe possibile solo con alcune precondizioni minime di governance e stabilità, nonché con un solido quadro giuridico e normativo, regolamenti e leggi e chiari incentivi per le aziende a investire in Venezuela, cosa più facile a dirsi che a farsi, perché ad oggi un insieme minimo di queste precondizioni non sussistono. Ne sono prova alcuni dei commenti di dirigenti del settore petrolifero alla Casa Bianca il 9 gennaio. L'amministratore delegato di Exxon Mobil è stato forse il più chiaro, affermando ad alta voce alla Casa Bianca ciò che forse alcuni dei suoi colleghi avevano condiviso: il Venezuela è attualmente "non investibile".
Se poi si guarda al futuro, le prospettive di crescita della domanda globale di petrolio appaiono piuttosto incerte e in molti scenari, come quelli di Rystad, BP e dell'Agenzia Internazionale per l'Energia, si prevede una crescita molto limitata e un plateau intorno al 2030. Ad esempio, la domanda del settore trasporti è un fattore chiave per i prodotti petroliferi, tuttavia i trend globali dell'elettrificazione stanno crescendo in modo robusto e lo scorso anno 1 auto su 5 vendute in tutto il mondo era elettrica.
Inoltre, lato offerta, l'attuale mercato petrolifero è relativamente in eccesso e qualsiasi potenziale volume aggiuntivo di greggio venezuelano si troverebbe ad affrontare una dura concorrenza da parte di altri produttori. Solo nell'area latinoamericana, Brasile e Argentina hanno aumentato significativamente la loro produzione di petrolio negli ultimi cinque anni, mentre la Guayana è passata da zero a quasi superare l'attuale produzione venezuelana, secondo i dati preliminari del 2025. In sintesi, la dittatura di Maduro è finita, ma quale sarà l'evoluzione del panorama politico è al momento tutt'altro che chiara e questa sarebbe una variabile cruciale per l'impatto che potrebbe avere o meno sulla produzione petrolifera venezuelana.
La traduzione in italiano è stata curata dalla redazione. La versione inglese di questo articolo è disponibile qui



















