Il gas naturale continua a rappresentare un pilastro del sistema energetico globale ed europeo. Secondo l’International Energy Agency, la domanda mondiale ha raggiunto circa 4.100 miliardi di metri cubi nel 2024, registrando una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente, ed è prevista aumentare a un tasso medio annuo di circa l’1,6% fino al 2030. Queste dinamiche confermano il ruolo strutturale del gas naturale nel garantire sicurezza degli approvvigionamenti, flessibilità operativa e stabilità complessiva di sistemi energetici sempre più caratterizzati dalla crescente diffusione di fonti rinnovabili non programmabili.

In Europa, il gas naturale rappresenta circa il 22% del consumo energetico primario complessivo e continua a svolgere un ruolo centrale nei settori civili e industriali, contribuendo in modo significativo alla copertura dei fabbisogni energetici e alla resilienza del sistema energetico. In Italia, il gas naturale rappresenta circa il 38% del fabbisogno energetico nazionale e alimenta oltre 21 milioni di punti di riconsegna distribuiti su tutto il territorio, confermandosi un’infrastruttura energetica essenziale per il funzionamento del sistema economico e produttivo del Paese.

In questo contesto, le reti di distribuzione continuano a svolgere una funzione centrale per la sicurezza e l’affidabilità del sistema energetico nazionale. Alla tradizionale funzione di garanzia della continuità del servizio si affiancano oggi nuove responsabilità connesse agli obiettivi di sostenibilità ambientale e al processo di decarbonizzazione. Il Regolamento (UE) 2024/1787 sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico introduce obblighi stringenti di monitoraggio, rilevazione e riduzione delle emissioni lungo l’intera filiera, rafforzando il ruolo delle infrastrutture esistenti nel conseguimento degli obiettivi climatici e richiedendo investimenti crescenti in tecnologie di controllo, monitoraggio e gestione delle reti. Parallelamente, lo sviluppo della produzione nazionale di biometano, sostenuto dagli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima — che prevede una produzione fino a 5 miliardi di metri cubi annui entro il 2030 — e dalle recenti misure introdotte anche con la Legge di Bilancio 2025, conferma il ruolo delle reti quale infrastruttura abilitante per l’integrazione dei gas rinnovabili e per la progressiva decarbonizzazione dei consumi finali.

In questa prospettiva, le reti di distribuzione sono destinate a svolgere un ruolo sempre più centrale nell’evoluzione del sistema energetico, anche attraverso processi di innovazione tecnologica e digitalizzazione che consentiranno una gestione più integrata ed efficiente delle infrastrutture gas.

Queste trasformazioni intervengono in una fase di significativa evoluzione della struttura industriale del settore della distribuzione del gas. Negli ultimi anni, il settore ha registrato un progressivo processo di concentrazione, che ha contribuito a rompere gli equilibri competitivi e a modificare il contesto in cui si sviluppano le dinamiche industriali e concorrenziali. In questo scenario, il ruolo delle istituzioni assume particolare rilevanza nel garantire che l’evoluzione del settore resti coerente con i principi di concorrenza e competitività che hanno ispirato la riforma avviata con il decreto legislativo n. 164/2000. La promozione di un assetto industriale efficiente e, al tempo stesso effettivamente contendibile, rappresenta una condizione essenziale per assicurare efficienza al sistema Paese, con benefici concreti per gli utenti finali e per gli enti locali.

In questo contesto si inserisce il contributo di Assogas, che ha già rappresentato in diverse sedi istituzionali come il completamento del processo di riforma richieda condizioni che consentano un’effettiva contendibilità delle gare, presupposto essenziale affinché i benefici attesi dal modello competitivo possano concretamente realizzarsi. In particolare, la previsione di un periodo transitorio volto a favorire processi di aggregazione tra operatori, anche attraverso l’introduzione di norme finalizzate a tale scopo, indicativamente compreso tra 24 e 36 mesi, può contribuire alla formazione di soggetti dotati di adeguata capacità industriale e finanziaria, in grado di competere efficacemente anche a livello territoriale. Parallelamente, l’adozione di misure correttive limitate nel tempo potrebbe contribuire a preservare condizioni di effettiva concorrenza nella fase iniziale delle gare, assicurando una maggiore coerenza tra obiettivi normativi e risultati conseguibili.

In questo quadro, la finalizzazione del cosiddetto Decreto Gare Ter rappresenta un passaggio particolarmente rilevante per completare la cornice attuativa della riforma e favorire il riavvio di un percorso di riassetto del settore avviato oltre vent’anni fa.

I contributi raccolti in questo numero di RiEnergia si inseriscono in questo contesto e affrontano, da prospettive complementari, alcune delle principali questioni aperte legate all’evoluzione del settore della distribuzione del gas. Nel loro insieme, essi offrono elementi utili a orientare la riflessione in una fase decisiva per il settore. In un contesto in cui il gas continua a svolgere un ruolo essenziale nel sistema energetico e le infrastrutture sono chiamate a sostenere nuove sfide tecnologiche e ambientali, assicurare la coerenza tra evoluzione industriale, quadro regolatorio e strumenti di mercato rappresenta una condizione imprescindibile per garantire stabilità, efficienza e sostenibilità nel lungo periodo.