Da quando il governo Starmer è salito al potere nel 2024, ha fatto una serie di annunci che hanno posto il Regno Unito all'avanguardia del cosiddetto Rinascimento Nucleare. Il governo parla di una "Età dell'Oro del Nucleare" in questo paese. Tuttavia, un esame più attento mostra che questi annunci riguardano principalmente ciò che il governo spera di fare e ciò che spera di poter realizzare, in assenza di nuovi progetti in cantiere. Ad oggi l’onere di presentare proposte è a carico del settore privato.

Per quanto riguarda i progetti nucleari correnti, ce n'è uno in costruzione, Hinkley Point C, uno, Sizewell C, per il quale è stata presa una decisione di investimento e la cui costruzione potrebbe iniziare tra 2-3 anni, e un progetto per tre piccoli reattori modulari Rolls Royce (SMR) per il sito di Wylfa, dove si spera di prendere una decisione di investimento nel 2029. Il progetto Hinkley Point C per due reattori pressurizzati europei francesi (EPR, 3,2 GW) è in ritardo di sette anni, ha superato il budget del 90% e necessita almeno di sei anni per il suo completamento. Si prevede che il progetto Sizewell C debba essere costruito sulla falsariga del progetto di Hinkley e la sua costruzione avrebbe dovuto seguire di circa due anni Hinkley, in modo che la forza lavoro potesse trasferirsi agevolmente da Hinkley a Sizewell. Il che significa che è in ritardo di almeno nove anni. Anche se la data di completamento stimata dal governo venisse rispettata, Sizewell non inizierà a generare energia prima del 2039. Il costo stimato di questo impianto, pari a 40,5 miliardi di sterline (finanziamento 2024), è superiore del 70% rispetto al costo reale stimato del progetto di Hinkley Point al momento della Decisione Finale di Investimento. Questo ridicolizza le affermazioni secondo cui Sizewell sarebbe più economico di Hinkley grazie all'"expertise" costruita a Hinkley Point. Se andasse in porto, il progetto Wylfa non inizierà a generare energia prima del 2035. Se non ci saranno ulteriori ritardi in questi progetti, ci vorrà il 2040 prima che la capacità nucleare del Regno Unito torni ai livelli del 2015, ovvero circa 9 GW.

Nel 2022, il governo di Boris Johnson ha fissato un obiettivo “fino a 24 GW” di nuova capacità nucleare, in aggiunta al progetto Hinkley, da raggiungere entro il 2050. La specificazione "fino a" lasciava spazio all’indefinitezza e di fatto il governo Starmer non ha palesemente  adottato questo obiettivo.

Allora perché è così difficile e ci vuole così tanto tempo per costruire una capacità nucleare? E il Regno Unito non ha raggiunto buoni risultati in tal senso?  Una ricerca commissionata dal governo britannico ha rilevato che, in media, a livello mondiale, la costruzione di un impianto nucleare, dalla decisione di investimento alla prima accensione, richiede 13-17 anni. A questo si aggiunga il periodo necessario per arrivare alla decisione finale di investimento. Questo include: la scelta del fornitore e della tecnologia; la valutazione del progetto da parte dell'autorità nazionale di regolamentazione della sicurezza; l'individuazione e la verifica dell'idoneità del sito prescelto; e la definizione di un modello finanziario per fornire i capitali, possedere l'impianto e acquistare l'energia. È improbabile che questo processo richieda meno di cinque anni, anzi, ne richiede di più. Pertanto, il tempo di realizzazione di un progetto nucleare è verosimilmente di almeno 20 anni.

È stato a lungo difficile stabilire nuovi siti per centrali nucleari. Nel 2010, il governo britannico ha individuato otto siti, tutti costieri, idonei per nuovi impianti e che già ospitavano  capacità nucleare esistente. Tuttavia, tre di questi sono già stati assegnati (Hinkley Point, Sizewell e Wylfa) e due (Heysham e Hartlepool) sono sufficientemente vicini ai centri abitati da rendere necessaria una modifica dei criteri di ubicazione. Il criterio di densità di popolazione semiurbana del Regno Unito stabilisce una soglia di 30 km entro cui realizzare una centrale  e questi due siti, scelti 60 anni fa, non soddisfano tale criterio. Inoltre degli otto siti prescelti, si   tutti, tranne Wylfa, sono costieri o previsti sorgere su estuari soggetti a maree, quindi a rischio di essere sommersi dalle acque entro il 2050. Data la rapidità con cui si sta modificando la percezione della velocità del cambiamento climatico, sembrerebbe opportuno rendere più rigorosi i processi di ubicazione, non semplificarli come sta cercando di fare il governo. Quest’ultimo ha in programma di individuare nuovi siti e di lasciare che siano gli sviluppatori, anziché il governo, a scegliere il posto più adatto, ma questo sistema è ancora lontano dall'essere implementato.

In passato, le centrali nucleari sono state costruite da aziende di servizi pubblici che godevano di un monopolio di fatto sulla generazione, che consentiva loro di trasferire ai consumatori i costi sostenuti. I progetti nucleari sono sempre stati finanziariamente rischiosi, ma il monopolio delle aziende di servizi pubblici ha fatto sì che questi rischi ricadessero sui consumatori di elettricità. Le aziende di servizi pubblici sono ora sempre più esposte alla concorrenza nei mercati della generazione, quindi non possono rischiare di scegliere opzioni  non economiche. Molte delle grandi aziende di servizi pubblici sono state smembrate o hanno perso quote di mercato a favore di nuovi entranti e non hanno più la forza di finanziare progetti nucleari. Persino Electricité de France (EDF), la più grande azienda di servizi pubblici al mondo, non può finanziare un programma di sei nuovi reattori in Francia senza il sostegno del governo e accordi di acquisto di energia che eliminino qualsiasi esposizione ai mercati all'ingrosso competitivi. Il Regno Unito ha cercato di aggirare il problema del reperimento di finanziatori coinvolgendo investitori istituzionali come i fondi pensione per il progetto Sizewell C. Tuttavia, nonostante condizioni estremamente generose, con il rischio che ricada interamente sui consumatori, solo poco più della metà del costo dell'impianto sarà sostenuto da investitori privati, mentre il resto ricadrà sui contribuenti.

Esistono due progetti che soddisfano gli attuali standard di sicurezza, il Framatome EPR e il Westinghouse AP1000, ma entrambi non si sono rivelati efficienti  in termini di costi e tempi di costruzione. Un terzo progetto, il coreano APR1400, necessiterebbe di costosi aggiornamenti rispetto al progetto finora realizzato (in Corea e negli Emirati Arabi Uniti) per soddisfare gli standard europei. Il progetto è concesso in licenza da Westinghouse, che non è disposta a consentirne la costruzione in Europa, fatta eccezione per la Repubblica Ceca. Pertanto non è un'opzione percorribile per il Regno Unito. Tutti e tre i progetti risalgono al XX secolo, prima delle sfide progettuali poste dall'attacco terroristico dell'11 settembre a New York, dal disastro di Fukushima e dalle problematiche sollevate dall'invasione russa dell'Ucraina e dal sito di Zaporizhia. Non sono in fase di sviluppo progetti di grandi reattori fondamentalmente nuovi.

Nonostante la loro presentazione mediatica come progetti collaudati ed economici, gli SMR non sono testati e si basano su presupposti altamente discutibili. Ad esempio, in passato, le dimensioni dei reattori sono aumentate per ottenere economie di scala e ridurre i costi. Ora ci viene detto che ridurre le dimensioni significa ridurre i costi. L'unico ordine commerciale per un SMR è per il sito di Darlington in Canada per un GE Vernova BWRX-300, ma la sua costruzione non è ancora iniziata a febbraio 2026.

Ciò che manca vistosamente nel Regno Unito sono i progetti successivi a Sizewell C e Wylfa. Per i grandi reattori non esiste un processo consolidato, né in fase di sviluppo, per la scelta delle tecnologie, l'identificazione dei siti idonei, l'individuazione degli investitori e lo sviluppo di un modello finanziario sostenibile ed equo sia per gli investitori che per i consumatori. Esiste anche un problema di credibilità dei progetti di grandi reattori disponibili, a causa dei loro scarsi risultati. La conclusione logica è che nessun grande reattore potrà entrare in funzione nel Regno Unito dopo Sizewell C prima della metà degli anni '40 del XXI secolo e che Sizewell C potrebbe rivelarsi l'ultimo grande progetto di reattore nel Regno Unito nel prossimo futuro. Questo pone l'attenzione sugli SMR.

È probabile che si debba attendere la fine degli anni '30 del XXI secolo prima che si abbia esperienza a livello mondiale con uno qualsiasi dei progetti di SMR disponibili e tutte le esperienze con l'energia nucleare suggeriscono che, finché non ci sarà tale esperienza, sarebbe estremamente rischioso ordinare SMR. Ciò significa che, anche se gli SMR si dimostrassero più facili da localizzare e costruire rispetto ai grandi reattori, non potrebbero contribuire in modo significativo alla capacità di generazione prima della metà degli anni '40 del XXI secolo.

Indipendentemente dal fatto che vengano costruiti reattori piccoli o grandi, rimane la questione di chi ne sarà il proprietario. Data la difficoltà di attrarre investitori privati per Sizewell C, è difficile non concludere che il principale o unico investitore per i futuri progetti nucleari sarà il governo centrale, che fornirà anche i finanziamenti. Dispone della liquidità e può assumersi rischi finanziari che le aziende private non potrebbero contemplare. La presenza di una partecipazione governativa significativa darebbe agli investitori privati di minoranza una certa sicurezza sul fatto che il progetto non sarà lasciato fallire, a prescindere da quanto male stia andando. Anche per il governo centrale questo metterebbe a dura prova le sue capacità finanziarie e gestionali. Ad esempio, se si perseguisse l'obiettivo di 24 GW del Regno Unito, ciò richiederebbe un investimento di oltre 300 miliardi di sterline da qui al 2050. I costi opportunità di un simile investimento per il governo sarebbero enormi.

Il governo del Regno Unito non è disposto ad affrontare le sfide radicate nella tecnologia nucleare sollevate da queste questioni e si concentra sulle riforme della pianificazione e della regolamentazione. Sostiene che le inefficienze in questi settori siano alla base dei ritardi e degli sforamenti di costo subiti dai progetti nucleari del Regno Unito. Non fornisce alcuna prova a sostegno di queste affermazioni, e non ce n'è alcuna.

Nel febbraio 2025, il governo ha nominato una task force per esaminare i processi di regolamentazione e pianificazione nucleare, ma sembrava aver già deciso quali conclusioni aspettarsi. Starmer dichiarò: "Metto fine a tutto questo, cambiando le regole per sostenere i costruttori di questa nazione e dicendo no a chi ostacola e soffoca le nostre possibilità di ottenere energia più economica, crescita e posti di lavoro per troppo tempo". Il rapporto finale della task force si inseriva in questa retorica e, entro un giorno dalla sua pubblicazione, il governo aveva promesso di attuare tutte le sue raccomandazioni entro due anni.

Nel febbraio 2025, il governo ha inoltre completato una nuova politica di ubicazione delle centrali nucleari, EN7, volta ad ampliare il numero di siti disponibili per le centrali nucleari. L'onere di proporre i siti spettava al settore privato: "spetta ai richiedenti presentare proposte".

Nel febbraio 2026, il governo ha pubblicato il suo Advanced Nuclear Framework.  Come per la politica di ubicazione, l'attenzione si è concentrata sulla facilitazione degli investimenti del settore privato: "Il governo riconosce i progetti nucleari avanzati più credibili per contribuire a sbloccare gli investimenti privati e far decollare i progetti". Il documento si è soffermato sulla necessità di una massiccia espansione della domanda di elettricità, trainata dai centri di intelligenza artificiale. È intuitivamente plausibile che la domanda di elettricità cresca a causa dell'elettrificazione delle automobili e della sostituzione del riscaldamento a gas con quello elettrico, ma la domanda di intelligenza artificiale è speculativa e dà l'impressione di una bolla che potrebbe scoppiare. Il governo ha costantemente sottovalutato l'entità della riduzione della domanda da parte delle misure di efficienza energetica. Nel 2005, il governo del Regno Unito prevedeva che la domanda di elettricità sarebbe cresciuta di circa il 25% entro il 2025. Dal 2005, la domanda è costantemente diminuita (-22% al 2024), con un divario tra la previsione e i risultati effettivi equivalente alla potenza del programma nucleare da 24 GW.

La narrazione di un settore nucleare britannico paralizzato da processi normativi e di pianificazione ostruzionistici e con un settore privato alla disperata ricerca di opportunità di investimento in progetti nucleari è una pericolosa fantasia. Nella migliore delle ipotesi, distoglierà risorse da opzioni in grado di raggiungere gli obiettivi di lotta al cambiamento climatico in modo rapido, affidabile ed economicamente vantaggioso e, nella peggiore delle ipotesi, smantellerà i processi di pianificazione e regolamentazione dei progetti nucleari, che devono essere rafforzati e non indeboliti.

La traduzione in italiano è stata curata dalla redazione. La versione inglese di questo articolo è disponibile qui