Numero 433 - Da Mosca a Teheran: evoluzione di un conflitto globale

06 marzo 2026

Analisi

Perché non è facile “chiudere” lo stretto di Hormuz?

L’aggressione Israelo-americana all’Iran ha sollevato i consueti allarmi sul futuro immediato delle forniture globali di petrolio e di gas. A parere dello scrivente, questo allarmismo è esagerato, per i motivi che tenterò di spiegare in questa breve nota.

Approfondimento

La partita del Golfo: ambiguità araba e calcolo strategico dopo il 28 febbraio

Il conflitto esploso il 28 febbraio 2026, con l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro obiettivi strategici iraniani e la successiva risposta militare di Teheran, segna una nuova fase nella ridefinizione degli equilibri mediorientali. Più che un episodio isolato di escalation – ormai ricorrente dall’ottobre 2023 – esso appare come l’ennesima incrinatura all’interno di una trasformazione già in atto nella regione allargata. 

Approfondimento

Gli Stati Uniti e la guerra all’Iran: un’equazione a tante incognite

L’opinione pubblica statunitense ha accolto in modo decisamente critico l’inizio delle operazioni militari contro l’Iran. I sondaggi condotti negli ultimi giorni mostrano in modo concorde come – al di là delle divisioni partitiche e del maggior favore espresso dagli elettori repubblicani per le scelte della Casa Bianca – gli atteggiamenti prevalenti fra gli intervistati siano il timore per un conflitto che per molti può rivelarsi più lungo di quanto ipotizzato e il dubbio riguardo al modo azzardato in cui l’amministrazione Trump avrebbe gestito l’intera vicenda. 

Approfondimento

Russia ed Europa: il quadro macroeconomico dopo quattro anni di conflitto in Ucraina

A quattro anni dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia (24 febbraio 2022), il panorama macroeconomico in Russia e in Europa appare profondamente trasformato. Mosca ha ricalibrato la propria economia in direzione dello sforzo bellico, mostrando una certa capacità di resistenza rispetto all’impatto delle sanzioni; l’Europa, da parte sua, ha attraversato una fase di shock energetico, rispondendo con un progressivo distacco economico ed energetico dalla Russia e rivisitando il proprio modello energetico e industriale. 

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