L’emergenza epidemiologica da COVID-19 attualmente in corso avrà un impatto sul sistema economico italiano diretto e indiretto per la sua connessione alle economie di altri paesi, di dimensioni ragguardevoli e, ad oggi, non misurabili. La stima indicata nel recente DEF di una riduzione del PIL nel 2020 dell’8% viene da molti ritenuta ampiamente sottostimata: un valore, considerate la predominanza di scenari avversi e la probabile debolezza anche della domanda estera, del 15% potrebbe, per quanto severo, essere più realistico. L’impatto economico, e non solo, sui cittadini e sulle imprese si manifesterà su un lasso temporale assai più ampio rispetto alla mera, pur grave, fase pandemica.

Gli interventi di sostegno all’economia, in diverse forme tra CIG in deroga ed erogazioni bancarie, faticano a diventare operativi per la nota vischiosità del sistema italiano. In questo contesto, si inserisce il tema del tasso crescente di insoluto che stanno affrontando le società di vendita di energia elettrica e gas: analisi più puntuali saranno disponibili nella prima metà del mese di maggio, a valle della chiusura del secondo ciclo di fatturazione dall’inizio della crisi ma già oggi i venditori energetici segnalano un sensibile aumento dell’insoluto ed una importante richiesta di rateizzazioni da parte della clientela.

Ad oggi, gli interventi tempestivi dell’Autorità di regolazione, ARERA, hanno teso da un lato a proteggere le fasce di clienti domestici e le PMI, sospendendone i distacchi in casi di morosità, e dall’altro ad alleggerire in modo limitato gli oneri che i venditori devono riconoscere ai gestori delle infrastrutture in caso di minori incassi. Tali decisioni, frutto anche della sfera di poteri di ARERA, potrebbero comunque non riflettere adeguatamente l’ampiezza della crisi economica, lasciando supporre che le PMI e le aziende medio-grandi saranno comunque sostenute (con che tempi?) degli interventi del DL “liquidità”. Nella recente segnalazione al Parlamento e al Governo, ARERA pur segnalando il tema come critico sia per il gas che per l’energia elettrica, chiude con una proposta di intervento limitato al settore elettrico. Proposta poi ripresa integralmente dal Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli lo scorso 28 aprile 2020.

La strada sin qui percorsa crea una evidente tensione finanziaria sulle società di vendita chiamate comunque a riconoscere per intero le diverse componenti di costo, tra cui imposte ed accise, e in parte, come detto, quelle per le infrastrutture, a fronte di minori incassi. In una fase di così rilevante tensione del sistema produttivo, non pare opportuno ricordare alle medesime società di vendita che esse possono distaccare le aziende, non coperte dai provvedimenti tutelativi dell’ARERA. Sulla base dei dati disponibili (Relazione ARERA 2019), la quota di consumo di gas naturale non distaccabile per morosità supera di poco il 31%, valore assolutamente rilevante. Tra l’altro, l’insoluto ingloba sicuramente una componente legata ad una comunicazione confusa ed inappropriata che ha trasmesso il concetto che il pagamento delle bollette fosse sospeso e in qualche modo non dovuto.  Sorprende inoltre, ma forse non dovrebbe, cogliere la soddisfazione espressa da alcuni operatori, tendenzialmente i più grandi, circa le difficoltà finanziarie che iniziano ad avere alcune società di vendita, tendenzialmente le più piccole, come una opportunità di selezione della specie, per favorire pratiche antropofaghe.

Alla politica spetta il compito di valutare se parte dell’insoluto sarà da finanziare temporaneamente o diverrà non recuperabile, nel caso di perdite tali da condurre ad una mortalità del tessuto imprenditoriale del Paese. Nel mentre, dal momento che le difficoltà di pagamento dei clienti domestici e delle aziende non pare destinata ad essere superata nel breve termine, potrebbe essere opportuno prevedere un intervento che:

  • limiti l’esposizione finanziaria e il conseguente rischio di fallimento delle società di vendita di energia elettrica e gas (e degli altri operatori delle due filiere), tutelando al contempo l’erogazione di un servizio essenziale ai clienti finali;
  • consenta alle società di vendita di beneficiare di un finanziamento bancario, garantito dalla Cassa Depositi e Prestiti e contro-garantito dallo Stato, per il tasso di insoluto al netto del coefficiente di morosità storica dell’operatore (pari alla media annuale del tasso di morosità registrato dalle imprese di vendita di energia elettrica e gas nei due anni solari antecedenti all’entrata in vigore del provvedimento). Si mira cosi a normalizzare i portafogli degli operatori, evitando strumentali benefici finanziari diretti a coprire anche insoluti derivanti da clientela strutturalmente morosa;
  • Non crei indebiti stress alla clientela in obiettiva difficoltà: il fatto che le PMI, temporaneamente non distaccabili e le aziende medio-grandi possano beneficiare del sostegno finanziario previsto dal decreto liquidità non pare creare un’inutile sovrapposizione con l’intervento diretto ai venditori di gas naturale ed energia elettrica, comunque sensibilmente impattati dal crescente insoluto dei clienti domestici;
  • pertanto offra una soluzione lineare di applicazione rapida, sottoposta comunque a procedure di verifica di competenza di ARERA, nel mentre il dibattito orientato a rivedere sia l’articolazione degli oneri di sistema che la loro imputazione nelle bollette si continua ad esplicare anche con la finalità di alleggerire il costo delle bollette per i clienti finali;

infine, per rispondere ad alcune osservazioni colte nel dibattito circa il rischio che alcune società di vendita, ritenute più spregiudicate, possano richiedere ed ottenere il finanziamento bancario senza poi però onorare i debiti nell’ambito della filiera di appartenenza, potrebbe essere inserito il finanziamento a copertura diretta di fatture relative ai pagamenti all’interno della filiera.