L’Italia è stata il maggior beneficiario delle risorse dedicate dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) al settore idrico negli ultimi dieci anni, con operazioni finanziate per oltre 4,3 miliardi di euro. Nel solo 2025 la BEI ha finanziato il settore idrico italiano per 837 milioni di euro, quasi il 20% dell’importo complessivamente dedicato all’idrico nell’anno (pari a circa 5 miliardi di euro a livello globale). Un livello maggiore era stato raggiunto solo nel 2023, con il record di oltre un miliardo di euro per sette gestori italiani. Secondo recenti stime della Commissione Europea, nel periodo 2021-2027 la BEI contribuisce con un 5% ai finanziamenti totali per investimenti dedicati alle risorse idriche in Italia.
Dieci le operazioni sostenute lo scorso anno dall’istituto finanziario europeo nella Penisola, nove delle quali a favore di utility del settore e la restante di una Regione. Il bacino complessivamente interessato è di 3,4 milioni di abitanti nel segmento di acquedotto e 4,7 milioni in quello fognario-depurativo. Le risorse sono per lo più destinate a interventi compresi nei programmi d’investimento al 2029/2030, volti a obiettivi come rafforzare e modernizzare le infrastrutture idriche e fognarie, migliorare la qualità, la resilienza e l’affidabilità del servizio, assicurare la gestione sostenibile delle risorse e la conformità alle norme vigenti. Molte delle operazioni sono sostenute da garanzie Sace e/o del programma InvestEU.
Tra l’altro, la BEI ha sottoscritto integralmente la sesta emissione dell’Hydrobond di Viveracqua (200 milioni di euro), il consorzio veneto dei 12 gestori pubblici del servizio idrico integrato. L’operazione, strutturata come private placement, finanzia i piani di investimento di cinque operatori che servono circa 330 comuni, con garanzia Archimede di Sace. Si tratta come detto della sesta emissione realizzata da Viveracqua con il supporto della BEI, che porta la raccolta obbligazionaria dei gestori veneti attraverso questo strumento – di fatto un basket bond – a circa un miliardo di euro dal 2014, abilitando investimenti totali per 2,4 miliardi. Quello di Viveracqua è un caso scuola che la BEI cita sovente come esperimento di successo per il settore: utility medio-piccole che da sole non avrebbero la possibilità di accedere al mercato dei capitali ci riescono, a condizioni vantaggiose, unendo le forze.
Sono stati inoltre erogati finanziamenti ai gestori lombardi MM (100 milioni di euro), CAP (100 milioni) e BrianzAcque (45 milioni), ai gestori piemontesi Smat (prima tranche da 100 milioni di euro di un pacchetto da 200 milioni) e Acqua Novara VCO (150 milioni), nonché all’Aca di Pescara, primo caso di green loan BEI in Abruzzo (è stata sottoscritta la prima tranche di 20 milioni su un totale approvato di 30). Veneto ancora protagonista in un finanziamento ad Acque Veronesi – non interessata dall’ultima emissione dell’Hydrobond Viveracqua – con 30 milioni forniti dalla BEI indirettamente attraverso Crédit Agricole Italia, nel quadro di una più ampia operazione che vede coinvolta anche la BCC Veneta del Gruppo BCC Iccrea con altri 30 milioni di euro. Sempre nel 2025 è stata sottoscritta con Acea l’ultima tranche (90 milioni) di un finanziamento complessivo da 525 milioni di euro per investimenti nel settore idrico, accordato dalla Banca europea nel 2023. Infine, la Regione Calabria ha ottenuto 2 milioni di euro per investimenti relativi alle risorse idriche e alle acque reflue, nell’ambito di due accordi di finanziamento per complessivi 100 milioni dedicati alla sostenibilità ambientale e al settore agricolo.
Il contributo della BEI a investimenti nel settore idrico risponde alla sua mission di istituzione finanziaria pubblica e “banca del clima” dell’UE, che ha il compito di supportare la realizzazione degli obiettivi dell’Unione Europea, tra cui quelli ambientali, puntando al benessere della popolazione e allo sviluppo delle economie europee. L’intervento della BEI ha inoltre un valore “catalitico” di attrazione di ulteriori investitori, grazie al segnale di affidabilità e qualità che l’Istituto imprime ai progetti che sostiene.
Un ruolo fondamentale nel favorire il sostegno BEI al settore idrico italiano lo ha avuto la regolazione indipendente sviluppata a partire dal 2012 da Arera, fornendo una base di regole stabile e trasparente che giova all’affidabilità del comparto. La regolazione ha garantito il recupero dei costi operativi e la remunerazione degli investimenti, e con essi la solidità degli indicatori economico-finanziari delle gestioni. Un quadro – spiega Milena Messori, Capo Ufficio Gruppo BEI in Italia – che “ha consentito alle utility idriche italiane di sviluppare piani di investimento sempre più ambiziosi per rafforzare la loro offerta di acqua potabile e la sostenibilità ambientale, anche attraverso innovazione tecnologica e digitalizzazione. Tutti questi aspetti sono di forte interesse per la BEI, perché pienamente allineati agli obiettivi europei di resilienza delle infrastrutture, economia circolare, riduzione degli sprechi, tutela delle risorse naturali e miglioramento dei servizi essenziali per i cittadini”.
“Le tensioni geopolitiche e gli effetti del cambiamento climatico aumentano il valore strategico dell’acqua e rendono ancora più urgente rafforzare resilienza e sicurezza idrica”, evidenzia Messori. Per l’Italia, “in futuro sarà fondamentale garantire continuità agli investimenti oltre la conclusione del PNRR, una spinta straordinaria che va trasformata in un percorso strutturale e duraturo”. Del termine del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza risentiranno soprattutto le gestioni più piccole e quelle comunali in economia, avendo più difficoltà ad accedere al credito bancario. In quest’ottica, spiega Messori, “i processi di aggregazione che rafforzano la scala industriale e la capacità di rivolgersi ai mercati saranno sempre più centrali. Per queste ragioni la BEI continuerà a sostenere il settore, anche nelle aree ancora in fase di consolidamento”, prevedendo per il 2026 volumi in linea con quelli degli ultimi anni.
Tra le più recenti iniziative di rilievo per il settore idrico, la BEI ha lanciato nel 2025 l’Italian Utilities Lending Envelope, pacchetto da un miliardo di euro a sostegno degli investimenti delle utility italiane nei settori idrico, energetico e dei rifiuti, che facilita l’accesso in tempi brevi a finanziamenti di lungo termine, anche attraverso InvestEU. Inoltre, la Banca supporta la Strategia UE per la resilienza idrica, lanciata dalla Commissione Europea nel giugno 2025, con il Water Resilience Programme, che mette a disposizione 15 miliardi di euro per il periodo 2025-2027 con tre obiettivi prioritari: migliorare l’accesso all’acqua potabile e al trattamento delle acque in UE e nei paesi partner; sostenere innovazione e competitività della filiera idrica europea; rafforzare la resilienza dei territori.



















