La transizione energetica non è più un orizzonte lontano. È un movimento che pulsa già oggi nelle reti, nelle fabbriche, nei centri di ricerca e nelle città. È un cambiamento che non si limita a sostituire tecnologie, ma ridisegna il modo in cui produciamo, consumiamo e immaginiamo l’energia. E come ogni trasformazione profonda, ha bisogno di persone nuove: professionisti capaci di muoversi tra ingegneria, dati e sostenibilità con la stessa naturalezza con cui si attraversano le stanze di una casa familiare.
Negli ultimi anni, il settore energetico ha vissuto una metamorfosi silenziosa ma radicale. L’elettrificazione dei consumi, la crescita delle rinnovabili, l’esplosione dei dati e la pressione climatica hanno iniziato a intrecciarsi, creando un ecosistema in continua evoluzione. Chi osserva questo mondo con attenzione lo capisce subito: la vera rivoluzione non è solo tecnologica, è umana. Le competenze richieste cambiano più velocemente dei percorsi formativi, e le aziende si trovano a cercare figure che, fino a pochi anni fa, non esistevano nemmeno.
La rete elettrica non è più un’infrastruttura statica. È un organismo vivo, distribuito, interconnesso, che respira al ritmo delle rinnovabili e dei consumi. In questo scenario emergono professioni che sembrano uscite da un laboratorio del futuro.
C’è l’Energy Transition Specialist, che interpreta scenari, traduce regolazioni, costruisce strategie di decarbonizzazione. C’è l’ingegnere delle rinnovabili di nuova generazione, che non progetta solo impianti, ma ecosistemi energetici complessi. C’è l’esperto di sistemi di accumulo, che lavora su batterie, materiali avanzati e cicli di vita. E poi c’è il Grid Flexibility Analyst, una figura che vive a cavallo tra ingegneria elettrica e data science, capace di modellare flussi energetici in tempo reale.
Crescita della domanda delle professioni energetiche (2020–2030)

Fonte: Elaborazioni dell’autore su dati del World Energy Employment 2024 della IEA
Il grafico racconta una storia chiara: la domanda di queste competenze non cresce, accelera. Le figure legate ai dati e alla flessibilità di rete sono quelle che corrono più veloci. La digitalizzazione non è un settore parallelo: è il motore invisibile che tiene insieme tutto. Ogni sensore, ogni smart meter, ogni algoritmo genera informazioni che diventano la materia prima dell’innovazione.
Il Data Scientist per l’energia analizza pattern e anticipa consumi. L’AI Energy Engineer costruisce algoritmi che prevedono guasti e ottimizzano reti complesse. Il Cybersecurity Specialist difende infrastrutture critiche da minacce sempre più sofisticate. Il Digital Twin Architect crea copie digitali di impianti e città, permettendo simulazioni che fino a ieri erano fantascienza.
Nel mondo clean tech, la creatività incontra la scienza. Qui nascono professioni che richiedono immaginazione e rigore: il Circular Economy Designer, l’esperto in carbon management, l’Hydrogen Specialist, gli ingegneri della mobilità elettrica.
Sono figure che ridisegnano prodotti, processi e materiali, trasformando la sostenibilità in un vantaggio competitivo.
Casi studio: quando l’innovazione prende forma
ENERCER – La Comunità Energetica Rinnovabile di ENERCOM. ENERCER non è solo un progetto: è un laboratorio sociale ed energetico. Persone, imprese e territorio collaborano per produrre e condividere energia rinnovabile, creando valore ambientale e comunitario.
G.E.I. – Idrogeno e Digital Twin nella rete gas. G.E.I. porta innovazione in un settore spesso percepito come tradizionale. Da un lato si è attivata per sperimentare l’integrazione dell’idrogeno verde nelle reti locali; dall’altro crea gemelli digitali delle cabine Re.Mi, aprendo la strada a manutenzione predittiva e maggiore sicurezza.
Le Comunità Energetiche: un fenomeno che cresce come un’onda. Le CER stanno diventando uno dei pilastri della transizione energetica italiana. Il loro sviluppo racconta una storia di partecipazione, innovazione e autonomia energetica.
Crescita delle Comunità Energetiche Rinnovabili (2018–2025

Fonte: Elaborazioni dell’autore su dati GSE, Energy&Strategy Group, Fondazione Nest e Rivista Energia
Il numero di CER e la potenza installata crescono insieme, come due curve che si inseguono verso l’alto. Il biennio 2024–2025 segna un’accelerazione decisiva, spinta dall’evoluzione normativa e dall’interesse crescente di cittadini e imprese.
In un mondo così complesso, le competenze tecniche non bastano. Servono capacità di leggere dati, visione interdisciplinare, conoscenza delle normative, attitudine all’innovazione continua. E soprattutto serve la capacità di comunicare temi tecnici a interlocutori diversi. È qui che si gioca la vera partita del capitale umano.
Le professioni del futuro non sono un esercizio di immaginazione: stanno già lavorando nelle aziende, nelle utility, nelle startup. La convergenza tra energia, digitale e clean tech non è solo un cambiamento tecnologico, ma culturale. Chi saprà interpretarlo diventerà protagonista della nuova economia dell’energia.



















