Il settore delle bonifiche ambientali sta assumendo un ruolo sempre più strategico per il raggiungimento degli obiettivi della transizione ecologica, favorire l’innovazione e stimolare lo sviluppo economico dei territori. Nonostante ciò, le reali potenzialità di questo mercato non sono mai state analizzate in modo organico e strutturato. La governance del settore risente infatti di una marcata frammentazione istituzionale: competenze divise tra ministero, regioni, enti locali e agenzie ambientali hanno prodotto disomogeneità nell’accesso ai dati e nelle conoscenze sulla gestione dei procedimenti e sul reale valore del comparto.

Colmare questa lacuna è stato l’obiettivo prioritario dello studio di REF, realizzato con il sostegno di RemTech e grazie al contributo di un ampio Comitato di operatori industriali.

Lo studio, presentato a Ferrara il 18 settembre in occasione di RemTech Expo, parte da un presupposto chiaro: le bonifiche non possono più essere considerate soltanto un obbligo e un costo per la collettività, ma devono diventare il primo tassello di una più ampia strategia di rigenerazione territoriale. Da qui la necessità di analizzare in modo intersettoriale le diverse determinanti (normative, amministrative, tecniche, economiche) che si intrecciano nel settore, mettendone in evidenza criticità e opportunità.

La ricerca si fonda su interviste a operatori pubblici e privati che quotidianamente operano nelle bonifiche ambientali. Le principali evidenze raccolte sono state poi verificate e integrate con banche dati tecniche ed economiche: oltre 1.100 bilanci aziendali, informazioni sugli operatori iscritti al Rembook, dati sui siti in procedura di bonifica, bandi di gara pubblici e survey sui costi effettivi di intervento.

Occupazione e generazione del valore economico del settore

Fonte: Elaborazione REF Ricerche su bilanci aziendali

Secondo le stime elaborate a partire dai bilanci aziendali, i ricavi annuali del comparto ammontano a circa 3,5 miliardi di euro, con un valore aggiunto superiore a 1,3 miliardi (pari a circa lo 0,06% del PIL). Il settore occupa circa 23 mila addetti specializzati, distribuiti in 1.600 imprese.

Si tratta in prevalenza di aziende micro, piccole e medie, diffuse su tutto il territorio nazionale. Il numero di operatori di grandi dimensioni risulta invece contenuto.

Dal punto di vista tecnico, molte imprese italiane mostrano livelli di eccellenza nella gestione di interventi complessi. Permane tuttavia una forte dipendenza da brevetti e know-how esteri, a conferma della necessità di investire di più in ricerca e sviluppo. Il mercato soffre inoltre la discontinuità della domanda e procedure amministrative lente e incerte, che rendono i tempi autorizzativi poco prevedibili.

Distribuzione operatori iscritti al Rembook per classe dimensionale (valori percentuali)

Fonte: Elaborazione REF Ricerche

Il potenziale è straordinario: i siti da risanare comprendono 42 Siti di Interesse Nazionale (SIN) – 18 al Nord, 7 al Centro e 17 tra Sud e Isole – per una superficie di circa 148 mila ettari a terra e 77 mila a mare (esclusa l’Area vasta di Giugliano, in Campania, ancora in attesa di perimetrazione), oltre a quasi 37 mila siti di competenza regionale o comunale, di cui oltre 17 mila in corso. Il fabbisogno di interventi è enorme: 545 milioni di mq ancora da indagare, a cui si aggiungono altri 525 milioni di mq che necessitano di interventi di bonifica. Il valore complessivo del mercato in Italia si colloca in una forbice compresa tra 43 e 92 miliardi di euro.

Il Rapporto stima che la piena realizzazione dei programmi di bonifica nei SIN e nei siti di competenza regionale e comunale richiederà investimenti di almeno 5 miliardi di euro l’anno per i prossimi dieci anni, di cui un terzo a carico del settore pubblico.

Le ricadute attese sono significative: miglioramento della salute pubblica, incremento del valore immobiliare, rigenerazione urbana e attivazione di filiere legate all’economia circolare e alle energie rinnovabili. Non si tratta dunque solo di un onere ambientale, ma di un vero e proprio volano per la transizione ecologica ed economica del Paese.

Il valore complessivo del mercato delle bonifiche: un potenziale da sbloccare

Fonte: Elaborazione REF Ricerche su survey di costo e bandi gara pubblici

L’analisi restituisce l’immagine di un comparto tecnicamente maturo, economicamente rilevante e con forti potenzialità di sviluppo, pur frenato da criticità strutturali e amministrative. A tal fine il Rapporto individua alcune linee strategiche:

  • Normativa intelligente e site-specific, capace di accompagnare l’innovazione senza ostacolarla, con riforme orientate a snellire i procedimenti attraverso uno sportello unico nazionale, linee guida condivise e un Osservatorio nazionale dei prezzi, utile a monitorare i costi reali e a favorire una corretta allocazione delle risorse.
  • Ruolo chiave delle Regioni, con governance vicina ai territori ma coordinata a livello nazionale.
  • Promozione delle tecnologie innovative e rafforzamento delle competenze specialistiche.
  • Procedure di gara improntate a legalità e qualità, per premiare operatori affidabili e innovativi.
  • Pensare a una nuova narrazione del settore, capace di passare dalla dimensione del danno a quella della rigenerazione, raccontando le bonifiche come parte integrante della transizione ecologica e della valorizzazione territoriale, anche attraverso strumenti di conoscenza condivisa.
  • Finanziamenti stabili e attrattività per i capitali privati, con strumenti come fondi rotativi e partenariati pubblico-privati.

Il mercato delle bonifiche italiane è dunque un comparto già solido e ad alto valore aggiunto, ma ancora in cerca di riconoscimento e stabilità. Perché possa esprimere appieno il suo potenziale servono investimenti in conoscenza e legalità, una governance coordinata con processi autorizzativi ottenibili in tempi certi, più ricerca e formazione, e una nuova narrazione che restituisca le bonifiche all’opinione pubblica come uno dei pilastri della transizione ecologica e dello sviluppo sostenibile del Paese.

Con queste condizioni, le bonifiche possono diventare un asset cruciale della transizione ecologica, una leva per costruire un futuro più sostenibile, capace di coniugare rigenerazione ambientale, innovazione tecnologica e sviluppo economico.