A chiudere l’evento del 1° luglio a Roma organizzato da Assorisorse, “Energia e materie prime per la competitività delle filiere produttive", è l’intervento della Presidente Francesca Zarri che fa la sintesi di quanto emerso in una lunga mattinata di scambi di idee ed opinioni. Insieme a Lei, RiEnergia ha ripercorso i punti salienti di una giornata ricca di spunti e di consapevolezze: serve una visione di insieme in uno scenario di mercato che cambia, serve superare l’approccio individualista e puntare a una strategia industriale di lungo periodo che garantisca stabilità, tempi certi e un quadro regolatorio coerente, serve, infine, riconoscere l’importanza delle materie prime critiche e il ruolo che in questo comparto riveste il nostro paese.

Presidente Zarri, l'evento ha riunito istituzioni, imprese, ricerca e finanza. Qual è il messaggio più importante che ASSORISORSE voleva lanciare?

L'obiettivo era creare un momento di confronto tra tutti gli attori che contribuiscono alla competitività del nostro sistema industriale. Oggi energia e materie prime non possono più essere affrontate come temi separati o settoriali: sono fattori strategici che incidono sulla sicurezza degli approvvigionamenti, sulla capacità delle imprese di investire, innovare e competere e, in definitiva, sulla sovranità industriale del Paese.

Dal dibattito, di grande concretezza, è emersa una forte consapevolezza: nessun attore, da solo, può affrontare sfide così complesse. Serve una visione condivisa che coinvolga istituzioni, industria, ricerca e sistema finanziario, perché solo un approccio integrato consente di trasformare le criticità in opportunità di sviluppo.

Nel corso dei lavori si è parlato molto di filiere. Perché oggi è così importante ragionare in questa prospettiva?

Perché la competitività non si costruisce più all'interno dei confini della singola impresa, ma lungo tutta la filiera. Le interdipendenze tra energia, materie prime, industria manifatturiera, infrastrutture, ricerca e finanza sono sempre più strette e richiedono un coordinamento che in passato non era necessario.

È proprio qui che Assorisorse può offrire un contributo distintivo. La nostra associazione rappresenta l'intera filiera delle risorse naturali e dell'energia e, proprio per questa posizione, può favorire il dialogo tra mondi che spesso operano separatamente. Mettere in relazione competenze, esigenze e progettualità significa creare le condizioni per una transizione che sia non solo sostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche economicamente e industrialmente competitiva.

Dal confronto con le istituzioni e con il mondo produttivo quali priorità sono emerse per rafforzare la competitività del Paese?

Il confronto ha evidenziato una convergenza significativa su alcuni punti. Innanzitutto, la necessità di una strategia industriale di lungo periodo che garantisca stabilità, tempi certi e un quadro regolatorio coerente. Le imprese sono pronte a investire, ma hanno bisogno di condizioni che permettano di programmare gli investimenti e sviluppare progetti complessi.

È emersa inoltre l'importanza di rafforzare l'intera catena del valore, dalla produzione delle risorse alle tecnologie di trasformazione, fino al riciclo e all'innovazione. La competitività europea dipenderà sempre di più dalla capacità di sviluppare filiere resilienti e integrate, riducendo le dipendenze strategiche e valorizzando le competenze industriali già presenti nel nostro Paese.

Le materie prime critiche sono ormai considerate una priorità strategica per l'Europa. Quale ruolo può giocare l'Italia?

L'Italia può e deve essere protagonista. Troppo spesso si pensa che l'attività estrattiva appartenga al passato, mentre il nostro Paese dispone di un patrimonio industriale, tecnologico e di competenze che rappresenta un asset strategico per il futuro. Oggi sono attive circa 76 miniere e Assorisorse rappresenta circa 30 siti estrattivi che producono oltre 7 milioni di tonnellate di minerali ogni anno.

L'Italia dispone inoltre di una produzione consolidata di minerali industriali, tra cui feldspato, fluorite, bentonite, caolino e salgemma, impiegati in numerose filiere strategiche, dalla ceramica al vetro, dalla chimica alla siderurgia. A questo si aggiunge il contributo della produzione nazionale di gas naturale e petrolio, che continua a concorrere alla sicurezza energetica del Paese, favorendo una maggiore diversificazione delle fonti di approvvigionamento.

Accanto alle risorse, il nostro Paese può contare su un patrimonio di competenze ingegneristiche, tecnologiche, impiantistiche e logistiche: una piattaforma di conoscenze che può rivelarsi decisiva non solo per valorizzare le risorse nazionali, ma anche per contribuire alla realizzazione di filiere produttive internazionali, rafforzando il ruolo dell'Italia come partner industriale di riferimento.

La vera sfida è valorizzare queste risorse in una prospettiva moderna, investendo in innovazione, tecnologie avanzate e sostenibilità, nel pieno rispetto dei più elevati standard ambientali.

Le materie prime critiche sono oggi un fattore determinante per la competitività industriale, la transizione energetica e l'autonomia strategica dell'Europa. L'Italia ha tutte le condizioni per dare un contributo concreto a questo percorso. Per questo ASSORISORSE propone di favorire una collaborazione strutturata tra imprese, istituzioni, ricerca e finanza, favorendo lo sviluppo di una filiera integrata delle materie prime e dell'energia capace di sostenere la crescita, l'innovazione e la competitività del nostro sistema produttivo.

Lei ha parlato di minerali critici e del potenziale dell’Italia e ASSORISORSE, con le aziende che vi fanno parte, rappresenta questa filiera, che però non è l’unica. Perché il settore estrattivo è ampio e a differenza di quanto l’immaginario collettivo a volte pensi, non è assolutamente un settore obsoleto e in crisi. Ci vuole spiegare perché?

È importante cambiare prospettiva. Le attività estrattive non appartengono al passato, ma rappresentano una componente essenziale dell'economia moderna e della competitività industriale. Ogni giorno utilizziamo prodotti e tecnologie che dipendono dalla disponibilità di risorse minerarie: dalla manifattura alle infrastrutture, dalla digitalizzazione alla transizione energetica.

Il settore oggi è profondamente diverso rispetto alla percezione che spesso se ne ha. È un comparto ad alta intensità tecnologica, nel quale innovazione, automazione, sicurezza e sostenibilità hanno assunto un ruolo centrale. La sfida non è semplicemente estrarre una risorsa, ma gestire in modo responsabile l'intero ciclo, attraverso tecnologie avanzate, efficienza dei processi, recupero e valorizzazione delle competenze.

Negli ultimi decenni, tuttavia, il tema delle risorse minerarie ha progressivamente perso centralità nel dibattito pubblico e anche in alcuni percorsi formativi universitari. In molti Paesi, Italia compresa, alcune competenze legate alla geologia applicata, all'ingegneria mineraria e alle tecnologie estrattive si sono progressivamente ridotte, proprio mentre il mondo tornava a interrogarsi sulla sicurezza degli approvvigionamenti e sulla necessità di disporre di materie prime strategiche.

Oggi abbiamo quindi anche una sfida culturale e formativa: dobbiamo tornare a investire nelle competenze, coinvolgendo università, centri di ricerca e imprese per costruire le professionalità necessarie ad affrontare le nuove esigenze industriali e rendere nuovamente attrattivi questi percorsi per le nuove generazioni.

Quali saranno i prossimi passi di ASSORISORSE per dare seguito al percorso avviato?

Dall'evento è emersa una forte disponibilità al confronto tra tutti gli attori coinvolti. Ora il nostro obiettivo è trasformare questa volontà in iniziative concrete, creando occasioni di lavoro e approfondimento.

Per questo ASSORISORSE intende assumere un ruolo sempre più attivo come luogo di confronto e di costruzione di progettualità comuni. La proposta che ho lanciato al termine dell'evento è quella di lavorare insieme alla costruzione di una vera filiera nazionale dei minerali critici, capace di mettere in rete imprese, istituzioni, ricerca, università e sistema finanziario. Non si tratta solo di rafforzare un settore, ma di contribuire alla competitività dell'intero sistema industriale italiano ed europeo.

Questo percorso proseguirà già nei prossimi mesi con appuntamenti di grande rilievo. ASSORISORSE continuerà a essere protagonista all'interno dell'Osservatorio Italiano Materie Prime Critiche ed Energie (OIMCE), contribuendo attivamente ai lavori dei gruppi di approfondimento e al 3° Simposio OIMCE, previsto nei prossimi mesi, che rappresenterà un'importante occasione di confronto tra imprese, istituzioni, ricerca e mondo finanziario sullo sviluppo delle filiere strategiche. Il percorso culminerà poi nel 2027, in occasione di OMC Med Energy, dove celebreremo i 110 anni di ASSORISORSE con un evento dedicato all’evoluzione dell’associazione nel tempo, con uno sguardo rivolto alle sfide future delle risorse naturali e dell’energia. Sarà l'occasione per fare il punto sui risultati raggiunti e rilanciare il contributo che il nostro sistema industriale può offrire alla sicurezza energetica, alle materie prime critiche e alla competitività del Paese.