Oggi viviamo in uno scenario di mercato che è profondamente diverso da quello che ha caratterizzato gli ultimi 50 anni. Una delle caratteristiche che differenzia questo contesto è legata alla velocità dei cambiamenti tecnologici, sociali e politici. Questo impone alle imprese una capacità reattiva differente per poter continuare ad essere competitive nel breve, medio e lungo termine.
A questo si aggiunge il fatto che essendo energia e materie prime oggi elementi essenziali di competitività per tutte le aziende, in un contesto di mercato dove ormai sono cambiate le caratteristiche di contorno, diventa fondamentale trovare nuove leve di resilienza e competitività per tutte le filiere.
Velocità di cambiamento e contesto di mercato, diventano quindi due tra gli elementi essenziali che riguardano la sicurezza industriale, la competitività e la capacità del Paese di affrontare le grandi trasformazioni in corso.
In questo scenario, le filiere produttive non possono più essere lette come sistemi verticali e indipendenti. Sono reti sempre più integrate, nelle quali la disponibilità di energia, l'accesso alle materie prime, la stabilità degli approvvigionamenti, l'innovazione tecnologica e gli investimenti si influenzano reciprocamente.
La competitività di ciascun comparto dipende sempre più dalla solidità dell'intera catena del valore.
È da queste consapevolezze che siamo partiti per promuovere l'evento "Energia e materie prime per la competitività delle filiere produttive", organizzato lo scorso 1° luglio a Roma.
L'obiettivo non era semplicemente aprire un confronto, peraltro già in essere, tra gli operatori del settore, ma rimarcare il fatto che la soluzione di questa equazione non può che essere traguardata con approccio integrato dove però la velocità delle azioni diventa determinante.
Serve favorire un dialogo tra tutti gli attori coinvolti: imprese, istituzioni, ricerca, università e mondo della finanza nella ormai accertata consapevolezza che le sfide che abbiamo di fronte non possono essere affrontate da un singolo comparto, ma richiedono una visione integrata e un approccio di sistema.
Il confronto, dove abbiamo con piacere rilevato entusiasmo partecipativo, ha confermato che la collaborazione tra pubblico e privato, tra filiere produttrici e filiere utilizzatrici, leve tecnologiche e finanziarie, semplificazione normativa, sono fattori essenziali a costruire filiere nazionali ed europee più solide e resilienti.
Questi sono i motivi per cui, ASSORISORSE ha avviato e sta percorrendo un percorso di maggiore integrazione con il sistema confindustriale, condividendo progettualità, competenze e iniziative comuni.
L'evento del 1° luglio oltre a rappresentare un momento di confronto, ha rappresentato anche un invito all’integrazione e a trovare, in modo sempre più’ rapido, ma con le competenze e la professionalità di tutti, soluzioni valide e sostenibili nel tempo.
Dobbiamo avere la capacità di essere competitivi nel nuovo scenario di cui parlavamo in apertura.
In quest’ottica, la transizione non è solo industriale, ma deve anche essere vista come l’acquisizione di una capacità trasformativa della quale negli scorsi 50 anni non c’è stata necessità.
In questo senso le aziende dovrebbero acquisire e sviluppare skills e capacità adattive del tutto nuove rispetto al passato, perché questa sarà una caratteristica primaria per essere competitivi domani.
E l'Italia dispone delle adeguate competenze professionali, industriali, oltre alle capacità tecnologiche.


















