Negli ultimi anni la gestione dei rifiuti industriali ha assunto un ruolo sempre più strategico per la competitività e la sostenibilità delle imprese, spingendo il settore verso soluzioni capaci di valorizzare anche le frazioni più complesse. In questo scenario si inserisce l'attività di Herambiente Servizi Industriali (HASI), la società del Gruppo Herambiente specializzata nei servizi ambientali per le aziende, oggi guidata da Federica Ravaioli, ingegnera ambientale e Direttrice Generale dal maggio 2024.

Valorizzare ogni rifiuto industriale rappresenta la vostra identità. A Ecomondo 2026 si sono fatti notare I RigenHERAtori, le sculture del progetto SCART che rappresentano le sinergie fra i comportamenti virtuosi dei cittadini e le attività del Gruppo Hera, che attraverso impianti, tecnologie e competenze trasforma quelle azioni in nuova materia, nuova energia, nuove opportunità. In che modo HASI dà il suo contributo?

Supportando le aziende nella gestione dei propri scarti industriali e nella loro valorizzazione in nuove risorse. L’impegno che stiamo portando avanti da anni è proprio quello di massimizzare il recupero di materia ed energia e aiutare piccole, medie e grandi imprese a migliorare le proprie performance ambientali, con un approccio che integra sicurezza, circolarità ed efficienza nei processi, quindi anche riduzione dei costi. È il percorso che ha portato HASI a diventare il primo operatore in Italia nella gestione dei rifiuti industriali. Le sculture I RigenHERAtori, che il nostro Gruppo ha portato quest’anno a Ecomondo, sono realizzate con materiali di recupero e sono state pensate proprio per rendere visibile a tutti, con un linguaggio immediato, l’importanza delle azioni di ciascuno per la tutela delle risorse e per l’economia circolare. In questo senso, come HASI facciamo la nostra parte, commercializzando ogni anno 1,7 milioni di tonnellate di rifiuti industriali prodotti da oltre 5.300 aziende distribuite lungo tutto il territorio nazionale: nel tempo siamo diventati un partner strategico che mette a disposizione i propri impianti, servizi e competenze per guidare la transizione sostenibile delle imprese. Il Gruppo Hera, così come tutta Herambiente, è in continua evoluzione: da questo punto di vista penso alla recente acquisizione del Gruppo Sostelia, completata nel marzo 2026: grazie a questa integrazione siamo diventati il player di riferimento italiano anche nel trattamento delle acque.

Proprio Sostelia era presente a Ecomondo in un’area espositiva dedicata. A pochi mesi dall'acquisizione, quali risultati sta producendo l'ingresso nel Gruppo Hera e quali prospettive si intravedono per il futuro?

Innanzitutto, si è rafforzato il posizionamento del Gruppo Hera nei settori water e waste, con riferimento al trattamento delle acque civili e industriali. Sostelia ha una base di 1.200 impianti in gestione, oltre 1.200 clienti attivi, circa 350 lavoratori e un’elevata diversificazione commerciale, con un portafoglio che combina grandi player industriali nel mercato privato e importanti commesse pubbliche nel segmento municipale. Sul piano geografico, poi, associa la forte copertura del Nord Italia a una presenza internazionale già ben avviata che genera circa il 10% del fatturato. La società ha anche un presidio diretto sul waste treatment, grazie a un impianto di trattamento avanzato per rifiuti liquidi. Come HASI, possiamo adesso proporre un’offerta integrata su tutta la filiera: dalla progettazione e costruzione alla gestione e manutenzione, fino al trattamento e smaltimento dei rifiuti liquidi e fanghi correlati ai processi di depurazione. Ai clienti possono essere forniti servizi come il revamping e la progettazione di nuovi impianti, oppure la gestione e la manutenzione di quelli esistenti, assicurando una continuità tecnico-operativa che si traduce in maggiore affidabilità e minori costi di esercizio. In definitiva, la combinazione di competenze tecniche, presidio impiantistico e capacità commerciale di Sostelia sta consentendo al Gruppo Hera e, quindi anche a HASI, di ampliare la propria base clienti, diversificare i ricavi e aumentare la resilienza del business in un ambito che richiede velocità di intervento, qualità del servizio e innovazione continua.

Strategiche sono anche le partnership, ci fa qualche esempio?

Abbiamo attive diverse collaborazioni con importanti aziende nazionali finalizzate alla transizione ecologica: penso ad esempio alla partnership con Fincantieri, che ha portato alla nascita della newco Circular Yard, la società attiva in diversi loro cantieri – da Monfalcone a Marghera, fino ad Ancona e altri – che a regime arriverà a trattare 100.000 tonnellate annue di scarti industriali, aumentando il recupero di materiali valorizzabili quali ferro, legno, plastica e carta. Stiamo mettendo a terra 13 milioni di euro di investimenti tra nuovi impianti di selezione e differenziazione, puntando a ridurre al minimo gli scarti indifferenziati destinati allo smaltimento.

E Ducati rappresenta un'altra eccellenza del territorio con cui collaborate da anni. Come si è evoluta la partnership e quali risultati sta producendo sul fronte della sostenibilità ambientale?

L'impegno per la tutela dell'ambiente e la riduzione dell'impronta ambientale si confermano obiettivi fondamentali sia per il Gruppo Hera sia per Ducati e costituiscono il cuore di una collaborazione consolidata nel tempo. Operando sullo stesso territorio, la multiutility e la casa motociclistica condividono da anni un percorso orientato all'adozione di processi e tecnologie sostenibili per ridurre gli impatti ambientali delle attività dello stabilimento di Borgo Panigale, con particolare attenzione alla gestione dei rifiuti, al trattamento delle acque reflue e all'efficienza energetica.

In che modo viene resa operativa questa collaborazione con la casa motociclistica bolognese?

Sul fronte dei rifiuti, Herambiente Servizi Industriali ha recentemente rinnovato fino al 2028 il contratto con Ducati, ampliando ulteriormente il perimetro delle attività. Oggi gestiamo non solo i rifiuti industriali tradizionali, ma anche gli scarti metallici e non metallici e quelli derivanti dalla demolizione controllata dei veicoli. Grazie a un sistema che parte dalla corretta separazione dei materiali, passa attraverso l'ottimizzazione logistica e punta alla massimizzazione del recupero, nel 2025 Ducati ha avviato a recupero il 99% dei rifiuti prodotti. A questo si aggiungono progetti di economia circolare come il recupero dei bancali in legno e le attività in corso di sviluppo per valorizzare materiali innovativi, fra cui gli scarti in fibra di carbonio, attraverso l'impianto FIB3R di Imola. La collaborazione si è poi estesa alla gestione delle acque reflue industriali. Sempre nel 2025, HASI ha assunto anche la conduzione dell'impianto di depurazione dello stabilimento, avviando una serie di interventi per migliorare le performance operative e il controllo dei processi. Tra questi rientrano l'ottimizzazione delle attività di disoleazione e nuovi progetti finalizzati ad aumentare il recupero e il riutilizzo dell'acqua di processo, contribuendo agli obiettivi di sostenibilità ambientale fissati da Ducati. Un ulteriore ambito strategico riguarda, infine, l'energia. Nello stabilimento di Borgo Panigale opera, infatti, la centrale di trigenerazione gestita da Hera Servizi Energia, la ESCo del Gruppo Hera: l'impianto produce contemporaneamente energia elettrica, termica e frigorifera, consentendo di ridurre in modo significativo le emissioni di CO₂. Nel 2025 ha generato oltre 12.500 MWh di energia elettrica, coprendo circa l'84% del fabbisogno dello stabilimento. Dalla sua entrata in funzione, nel 2016, ha evitato l'emissione di oltre 13.300 tonnellate di CO₂, di cui quasi 1.400 tonnellate nel solo 2025, confermandosi un esempio concreto di come innovazione industriale e sostenibilità possano procedere insieme.

Tornando alle M&A, da tempo avete integrato diverse realtà, tra cui Recycla, Vallortigara, ACR Reggiani, SEA (Servizi Ecologici Ambientali) e TRS Ecology. A queste si aggiunge HEA, la società paritetica con Eni Rewind, che ha portato alla creazione di una piattaforma per il trattamento dei rifiuti industriali nel ravennate. Qual è la direttrice che guida queste operazioni e quale ruolo rivestono nella strategia di HASI?

Seguiamo la traiettoria definita dal piano industriale del Gruppo Hera: consolidamento geografico e industriale per estendere i servizi di global waste management nei territori a maggiore concentrazione manifatturiera e, allo stesso tempo, crescita per linee esterne per rafforzare le nostre competenze nell’economia circolare. L’ingresso di Recycla e Vallortigara ci ha permesso di potenziare la presenza nel Triveneto; ACR ha portato in dote un know-how da primato nazionale nelle attività di bonifica e decommissioning. Mentre con SEA ci occupiamo del trattamento e recupero dei rifiuti industriali soprattutto nelle Marche, Umbria e Abruzzo: da quelli speciali, pericolosi e non, a quelli liquidi, solidi e fangosi. E arriviamo fino a TRS Ecology, che grazie alla piattaforma polifunzionale di Caorso (PC) effettua stoccaggio, trattamento, riutilizzo e smaltimento o recupero di varie tipologie di rifiuti, garantendo peraltro anche un pronto intervento h24. Continueremo su questa linea per gestire anche gli scarti più complessi, chiudendo il cerchio del recupero e valorizzando le sinergie di gruppo. La stessa logica guida lo sviluppo di infrastrutture strategiche come quella di HEA. L’obiettivo è mettere a disposizione delle imprese una filiera sempre più completa, capace di gestire anche i flussi più complessi secondo i principi dell’economia circolare, privilegiando il recupero di materia ed energia rispetto allo smaltimento. Puntiamo a integrare competenze, tecnologie e presenza territoriale per offrire soluzioni sempre più efficaci e sostenibili, contribuendo al contempo a rafforzare la competitività del sistema produttivo e l’autonomia impiantistica del Paese.

In conclusione, dobbiamo necessariamente alzare lo sguardo al complesso scenario geopolitico, alle tensioni internazionali, al rincaro di materiali ed energia che comportano nuove difficoltà e sfide per la manifattura italiana. A venire impattate sono anche le attività di HASI?

Se la produzione delle aziende cala, di conseguenza si riduce anche il volume dei rifiuti industriali da trattare: questo è evidente. Tuttavia, possiamo contare su una base clienti molto diversificata in settori che vanno dall’alimentare alla chimica, dalla metalmeccanica alla farmaceutica, dall’Oil&Gas alla GDO. E questo ci consente di ridurre il rischio. Anche la nostra presenza diffusa sull’intero territorio nazionale così come alcune partnership all’estero, unitamente alla capacità di trattare ogni tipologia di rifiuto con un parco impianti unico in Italia ci permettono di intercettare costantemente nuove opportunità, in un mercato che vede ancora forti divari tra Nord e Sud in termini infrastrutturali.