L’evento di Hera Academy che si è svolto a Bologna lo scorso 27 Novembre ha avuto come focus il prepararsi all’imprevedibile. Quali le nuove opportunità per l’evoluzione industriale? La rapida evoluzione tecnologica sta cambiando i processi aziendali: con l'AI, molte attività che oggi svolgiamo con risorse umane saranno automatizzate, ma non sappiamo ancora come. Nelle aziende, i manager e i professionisti dovranno evolvere, non più con compiti operativi, ma integrandosi con gli strumenti tecnologici. La sfida è capire come coniugare gli investimenti in tecnologia con la crescita delle persone per mantenere la competitività. Ciò genera incertezze: quali competenze sviluppare, su quali tecnologie investire, e come affrontare un mercato che appare sempre più incerto?

E cambiano anche i modelli di business: si passa da aziende specialistiche a multiservizio. Oggi più che mai abbiamo bisogno di sviluppare nuovi talenti e lavorare in squadra, con team eterogenei, di mentalità, esperienze e generazioni diverse.  I percorsi di carriera tradizionali non sono più sufficienti: è necessario essere contemporaneamente più sistemici e specialisti. Inoltre, le nuove tecnologie richiedono un lavoro  multidisciplinare: economisti, ingegneri, filosofi, ricercatori, informatici e legali devono lavorare insieme per adattarsi ai processi in cambiamento.

Gli scenari geopolitici aggiungono grande incertezza al contesto e il cambiamento climatico – sebbene se ne parli sempre meno – non accenna ad arrestarsi. Le sfide che ci attendono sono immense – climatiche, tecnologiche, sociali – e chiedono un nuovo modo di stare al mondo. Qual è la formula magica che può guidarci?

DallAntartide -il regno dell’incertezza- arriva una lezione preziosa. Il mondo di oggi è un territorio estremo: interconnesso, instabile, sorprendente. L’Antartide ne è la metafora perfetta. Un luogo dove imparare a muoversi nell'incertezza, a prendere decisioni coraggiose e ad agire con lucidità e rapidità, anche quando tutto è imprevedibile, anche quando tutto intorno a noi continua a cambiare. Come in Antartide, anche oggi i talenti indispensabili sono il saper accogliere l’incertezza come opportunità di espansione e il saper creare connessioni efficaci per affrontare, insieme agli altri, la sfida della complessità.

In Antartide si comprende velocemente che non c’è una formula magica, una competenza, un metodo che ci permetterà di affrontare l’imprevedibile. Eppure, c’è qualcosa che possiamo fare: possiamo trasformare noi stessi, possiamo cambiare il nostro mindset.

Ho guidato cinque missioni in Antartide, il luogo più estremo del nostro pianeta. Qui, ogni giorno è una sfida. Risorse scarse, tempi strettissimi, tecnologie all'avanguardia, e team diversissimi per età e competenze. In un ambiente dove ogni decisione è cruciale, l’efficacia personale e la collaborazione non sono un’opzione, ma l’unica via per il successo. Questa esperienza ha cambiato la mia prospettiva sul rapporto che abbiamo con ciò che non conosciamo. Da qui nasce l’Antarctic Mindset.

L’Antarctic Mindset è un approccio per prosperare nell’incertezza. Si tratta di un’applicazione pratica che fonde gli studi delle scienze della complessità, così come sistematizzate da Edgar Morin, e le esperienze polari, e mira ad aiutare gli individui e le organizzazioni a creare team più resilienti e più efficaci.

È un percorso di accompagnamento che ci aiuta ad affrontare l’incertezza, percependo l’urgenza del cambiamento come alleata.  È un altro modo di pensare i cambiamenti: non cerca di controllare l’ignoto, lo esplora. L’Antarctic Mindset ci insegna a non sprecare energia nel conflitto, ma a trasformare ogni sfida in un’occasione di crescita individuale e collettiva. Ci aiuta a rimanere lucidi anche durante le tempeste e a co-creare insieme alla situazione che stiamo vivendo, non contro di essa.

Radicato nelle scienze della complessità e forgiato dalle esperienze in contesti estremi, lAntarctic Mindset non è solo teoria: è un approccio pratico per affrontare il presente e prepararsi al futuro.

Ci aiuta a sviluppare self-leadership, per diventare capaci di accogliere l’incerto e tutto quello che scatena dentro di noi, prima di metterci alla guida di altri. Ci aiuta a sviluppare una mentalità strategica ed essere capaci di decision-making nell’incertezza, per scegliere la direzione anche senza avere tutte le informazioni a disposizione. E soprattutto ci aiuta a sviluppare relazioni vive, gravide di fiducia,  per  integrare i diversi punti di vista e creare innovazione.

Evidentemente non ci sono formule magiche per prepararsi ad affrontare l’inaspettato, ma sviluppando la consapevolezza individuale, l’azione collettiva può diventare effettivamente più efficace e generare valore sul lungo periodo. Come in Antartide, non possiamo sapere quali sfide ci attendono. Ma possiamo prepararci ad affrontarle. Insieme.

Chiara Montanari è un ingegnere, esploratrice, trainer con oltre 15 anni di esperienza nell'organizzazione e gestione di missioni polari. È stata la prima italiana a guidare una spedizione in Antartide e ha partecipato a cinque missioni rappresentando Italia, Francia e Belgio. Oltre alle esperienze polari la sua esperienza di leader spazia anche in vari settori aziendali, dalle startup di broadcasting digitale in UK, alle partnership strategiche Italia-Cina e all’Osservatorio Astrofisico CTAO. Dall’unione delle sue esperienze polari con le sue attività di manager in azienda nasce l'Antarctic Mindset, un approccio che aiuta individui e aziende a prosperare nell'incertezza. È stata insignita dell’Ambrogio d’oro dal comune di Milano per le sue attività sul trasferimento tecnologico. Ed è anche una stimata keynote speaker e divulgatrice: condivide le sue esperienze per ispirare resilienza e adattabilità.