Lo sfociare della pandemia ha travolto le economie mondiali ponendole di fronte a nuovi rischi sociali e ad accresciute esigenze di spesa. Gli investimenti nel sistema sanitario, i fondi per la ricerca medica e scientifica ed il sostegno al salario per le categorie più colpite dalle misure di contenimento, sono alcuni degli esempi di spesa ad impatto sociale che hanno spinto enti pubblici e privati a finanziarsi sul mercato tramite emissioni di social bond. Nel 2020 (stima di novembre 2020) le emissioni di social bond, a livello globale, sono quintuplicate rispetto al 2019, passando da circa 36 miliardi di euro a 157 miliardi. Oltre ai fattori contingenti dettati dalla pandemia, ad incoraggiare la crescita è stato il consolidamento di standard di mercato e l’impulso dato dall’UE.

Quanto ai primi, a giugno 2020, l’International Capital Market Association (ICMA) ha aggiornato i Social Bond Principles espandendo la lista dei progetti idonei ed inquadrandoli all’interno di un framework più ampio che comprende obiettivi, in generale, in linea con i principi ESG (Enviromental, Social, Government), ossia i Sustainability- Linked Bonds Principles. La BCE, poi, a partire dal 1° gennaio 2021, accetterà come garanzia nelle operazioni di rifinanziamento bond aventi cedole legate alle performance rispetto a uno o più obiettivi di sostenibilità ed in linea con la Tassonomia europea e/o con gli obiettivi delineati dalle Nazioni Unite (United Nations Sustainable Development Goals).

Quanto al ruolo dell’Unione Europea, si evidenzia l’emissione da parte di quest’ultima, a partire da ottobre 2020, di quattro SURE social bond per un ammontare totale pari a 31 miliardi di euro. Il SURE è lo strumento europeo di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un'emergenza; è  a disposizione degli Stati membri che si trovano nelle condizioni di dover mobilitare notevoli mezzi finanziari per contrastare le conseguenze economiche e sociali della pandemia di coronavirus sul loro territorio. I primi due SURE social bond di ottobre 2020 aventi scadenza 10 e 20 anni sono stati emessi per un totale di 17 miliardi e hanno ricevuto ordini per più di 233 miliardi; nel mese di novembre l’Unione Europea ha collocato due bond con scadenza 5 e 30 anni per 14 miliardi, per un totale complessivo annuo di 31 miliardi di euro. Altri 57 miliardi saranno collocati sul mercato nel corso del 2021, così come previsto dal Funding Plan approvato dal Consiglio Europeo che ha allocato 88 miliardi nel biennio 2020/2021.

Emissioni nette ed ammontare outstanding di green e social bond: un confronto (miliardi di euro)

Fonte: Bloomberg, Intesa Sanpaolo

Così come i social bond, anche i green bond hanno conosciuto nel 2020 un pattern di crescita, raggiungendo a livello globale i 214 miliardi di euro, superando i 175 miliardi del 2019. Le emissioni di debito green sono cresciute notevolmente nel terzo trimestre raggiungendo gli 80 miliardi di euro, il doppio rispetto ai 40 miliardi collocati nel secondo trimestre. Anche le emissioni governative sono cresciute del 33% rispetto al 2019 grazie all’ingresso di nuovi emittenti. Il governo tedesco, ad esempio, dopo aver collocato il primo green Bund a dieci anni per 6,5 miliardi di euro, ha emesso ad inizio novembre un nuovo Bobl green a 5 anni per 5 miliardi di euro, diventando il secondo paese europeo per ammontare emesso dopo la Francia. Un’ulteriore crescita è prevista per l’anno in corso, visto che nuovi governi hanno lanciato il loro primo green bond – l’Italia, ad esempio, a inizio marzo e molti altri hanno annunciato che saranno attivi sul mercato dei green bond in tempi brevi.

Nei prossimi anni, una spinta al mercato dovrebbe venire dall’Unione Europea. Il 16 settembre scorso, infatti, la Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato che il 30% dei fondi del Next Generation EU, ossia 225 miliardi, saranno finanziati tramite emissioni di green bond che verranno collocate sul mercato tra il 2021 ed il 2026. L’UE, oltre a diventare in breve tempo il primo emittente di green bond per ammontare emesso, creerà una curva dei rendimenti green che costituirà un nuovo benchmark per l’area euro.

Emissioni nette globali di green bond (miliardi di euro)

Fonte: Bloomberg, Intesa Sanpaolo

 

Articolo tratto da una elaborazione dei dati della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo