Il settore dell’energia è in profonda trasformazione. Basti pensare alla ormai consolidata diffusione delle fonti rinnovabili, la crescente attenzione all’efficienza energetica, l’elettrificazione della mobilità, l’avvento di un crescente numero di impianti di generazione distribuita, il tema della flessibilità, del demand-response e delle comunità energetiche. In questo contesto, la competitività delle imprese dell’energia sta diventando sempre più legata alla capacità di sviluppare e offrire servizi che rispondono alle nuove esigenze del mercato e dei clienti, e quindi alla capacità di sviluppare nuove tecnologie, soluzioni e modelli di business per un mondo sempre più digitale, urbanizzato, interconnesso, ed elettrico.

La trasformazione digitale è vista come una grande opportunità di rinnovamento del vantaggio competitivo per le imprese energy, come ha evidenziato l’Energy Innovation Report 2019 del gruppo Energy & Strategy del Politecnico di Milano. Lo studio ha coinvolto più di 100 manager e professionisti operanti in imprese multi-utility, fornitori di servizi per l’energia e imprese impegnate nello sviluppo di tecnologie per i mercati dell’energia. Esso ha mostrato che la grande maggioranza delle imprese vede l’innovazione come elemento chiave per il futuro, ma ha anche evidenziato una crescente consapevolezza che tale progresso non può che passare da un profondo ripensamento delle competenze professionali e capacità individuali che hanno tradizionalmente caratterizzato le imprese del settore. In questo quadro, lo sviluppo di competenze “digitali” emerge come elemento chiave per abilitare e supportare la gestione del cambiamento.

Le competenze digitali, o “digital skills”, si riferiscono ad un ampio mix di conoscenze e competenze necessarie per affrontare con successo un processo estensivo di trasformazione digitale. Esse si compongono di una dimensione “hard”, ossia competenze tecniche necessarie per lo svolgimento di attività specifiche. Altrettanto importante è la dimensione “soft” delle “digital skills”, ossia competenze trasversali che possono essere applicate in vari contesti e che non sono strettamente legate all’attività specifica svolta.

Tra le “hard” digital skills, più del 40% dei manager intervistati sostengono che le competenze più rilevanti siano quelle negli ambiti in ambito di Cloud Computing, Big Data, così come la Cybersecurity e Artificial Intelligence. D’altra parte, competenze come la programmazione di apps e software 2.0, così come le competenze in ambito Blockchain risultano come meno rilevanti.  

Quali sono le digital skills attualmente più rilevanti per il settore Energy?

Fonte: Energy & Strategy Group

Tra gli aspetti “soft” spicca la Digital Awareness, ovvero la consapevolezza dell’importanza e delle dimensioni della trasformazione digitale: il 54% dei manager intervistati crede che essa sia fondamentale per anticipare i cambiamenti e le sfide attuali. Altrettanto importante è la capacità di lavorare in modalità agile, ossia utilizzando strumenti e soluzioni digitali per abilitare il lavoro da remoto e l'interazione a distanza con i colleghi, ritenuta indispensabile per il 53% degli intervistati. Altre competenze digitali ritenute importanti sono la capacità di progettare e/o mappare e/o analizzare il processo di interazione tra consumatore e azienda sui diversi canali fisici e digitali (29%), e di identificare opportunità imprenditoriali abilitate dall'innovazione digitale e svilupparle in modo imprenditoriale (33%).

Rispetto a tali trend, è interessante osservare come il ricorso allo Smart e Agile Working sia stato drammaticamente accelerato dall’attuale crisi globale generata dalla pandemia COVID-19. Secondo molti, gli effetti dell’attuale crisi non si limiteranno ad una momentanea recessione economica, ma daranno vita ad un sostanziale cambiamento dell’economia globale, accelerando i profondi cambiamenti strutturali già in atto prima della crisi. Di certo, in questo contesto, anche la Digital Awareness sarà fondamentale per abilitare la trasformazione. In essenza, un utilizzo consapevole e pervasivo delle tecnologie e degli strumenti digitali non può che passare dalla combinazione di aspetti hard e soft.

Definire il giusto set di competenze per affrontare la sfida della trasformazione digitale risulta quindi una forte priorità per le imprese dell’energia. Ma altrettanto importante è la comprensione dei processi attraverso i quali tali competenze possono essere sviluppate e integrate in maniera pervasiva nei processi di business. In relazione allo sviluppo delle nuove competenze digitali, si riscontra che la maggior parte delle imprese dell’energia (63%) ricorrono principalmente alla formazione interna e all’assunzione di nuove risorse con normali contratti di lavoro. Tuttavia, tali approcci allo sviluppo delle competenze digitali possono non essere sufficienti a fronte della velocità e pervasività della trasformazione digitale. Si riscontra, infatti, un crescente ricorso all’outsourcing (il 41% degli intervistati vi fa ricorso frequente), al coinvolgimento di consulenti esterni in modalità “time & material” (il 26%), ma anche a soluzioni più flessibili come lo staff leasing, usate frequentemente dal 20% degli intervistati, saltuariamente dal 42%.

Modalità con cui le imprese acquisiscono le digital skills

Fonte: Energy & Strategy Group

Chiaramente, il tema delle competenze digitali si estende ben oltre la gestione delle risorse umane. L’integrazione pervasiva delle competenze digitali nei processi di business richiede una forte attenzione alla trasformazione digitale da parte del top management, ed un supporto diretto del vertice aziendale affinché manager e dipendenti siano propensi a sperimentare nuove idee e metodi di lavoro, anche accettando rischi e fallimenti inevitabili in un così profondo processo di trasformazione. Abbiamo infatti osservato come il 66% dei manager intervistati dichiari che il top management esprime un forte supporto alla digitalizzazione, e il 50% di essi esprime una netta propensione a valutare la trasformazione digitale come opportunità. Tuttavia, il 61% ritiene che il livello di condivisione delle competenze digitali all’interno della propria azienda non sia soddisfacente. Per questo motivo, circa il 30% delle imprese dell’energia si stanno adoperando per creare delle Business Unit digitali dedicate a creare e testare progetti di innovazione digitale e traghettare l’impresa verso la trasformazione. La creazione di una Business Unit digitale emerge come soluzione vincente per acquisire competenze digitali e metterle a disposizione di tutta l’impresa, in quanto essa permette di bilanciare, attraverso una separazione delle strutture organizzative, le necessità di sviluppo del core business attuale con la necessità di sviluppare progetti innovativi digitali.

In chiusura, è evidente che gli investimenti programmati dalle imprese dell’energia e le trasformazioni che ne conseguiranno richiederanno un forte aumento delle competenze digitali di manager e professionisti attivi nel settore. Temi come la definizione delle competenze digitali più decisive, le modalità di sviluppo di tali competenze, e la loro integrazione nei processi di business sono ormai centrali per abilitare l’innovazione e rinnovare il vantaggio competitivo delle imprese dell’energia.

Il gruppo Energy & Strategy del Politecnico di Milano continua a monitorare questi trend attraverso un nuovo lavoro di ricerca che confluirà nella prossima edizione dell’Energy Innovation Report. Il nuovo studio, che sarà presentato a settembre 2020, è volto ad evidenziare i cambiamenti nelle strategie di innovazione delle imprese dell’energia studiandone gli investimenti in imprese e start-up e imprese innovative. Inoltre, il nuovo studio offrirà nuove prospettive come un approfondimento sulle principali start-up attive nei comparti tecnologici e di innovazione più rilevanti per il mondo energy, ed un focus sul mondo della ricerca di base e applicata al fine di tracciare le traiettorie di innovazione di breve, medio e lungo periodo.