Nel 2025 eolico e solare hanno generato più elettricità nell’UE dei fossili per la prima volta (30% contro 29%), come riportato nella European Electricity Review di Ember. Uno storico sorpasso che mostra quanto velocemente l’Unione Europea si stia muovendo verso un sistema elettrico alimentato da sole e vento. Mentre la dipendenza dai fossili contribuisce all'instabilità geopolitica, la posta in gioco della transizione verso l'energia pulita è più chiara che mai.

Il sorpasso di eolico e solare sui fossili nel 2025 è dovuto soprattutto al solare, cresciuto più di un quinto (+20,1%) per il quarto anno consecutivo e balzato al 13% della produzione di elettricità dell’UE, un nuovo record positivo, superando carbone e idroelettrico.     

Quota nella produzione di elettricità (%) grafico a sinistra e produzione di elettricità (TWh) grafico di sinistra

Fonte: Ember

L'inizio del 2025 è stato meno ventoso e piovoso, ma più soleggiato rispetto all'inizio del 2024. Le stesse condizioni meteorologiche che hanno causato un calo annuale dell'energia idroelettrica (-12%) e dell'energia eolica (-2%) hanno incentivato la produzione di energia solare.

La crescita record dell'energia solare è dovuta principalmente all'espansione del parco impianti dell'UE. La capacità solare, infatti, è aumentata di 65,1 GW nel 2025, quasi equamente suddivisa tra centrali solari su larga scala e nuove installazioni sui tetti. Si tratta di un incremento del 19% della capacità installata cumulativa totale in un solo anno, superiore a quello di qualsiasi altra fonte energetica.

L'energia eolica è rimasta la seconda fonte di energia elettrica più importante dell'UE, con il 17% del totale. Un parco eolico UE più ampio, grazie ai 5,3 GW di nuova capacità eolica entrati in funzione nella prima metà del 2025, non è stato sufficiente a compensare le velocità del vento eccezionalmente basse di inizio anno. La produzione eolica è stata inferiore del 18% nei primi quattro mesi del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. Tuttavia la share dell’eolico sul mix elettrico è riuscita a superare il gas.

Idroelettrico e nucleare sono rimasti stabili o in lieve calo.

Lato fossili, la produzione di gas è aumentata dell'8% rispetto al 2024, principalmente a causa della riduzione della produzione idroelettrica. Resta, però, in declino strutturale, -18% rispetto al picco del 2019. I costi delle importazioni di gas per la produzione di elettricità in UE hanno raggiunto i 32 miliardi di euro (+16% rispetto al 2024). È il primo incremento dalla crisi energetica del 2022, con Italia e Germania a pagare di più per l’import di gas ai fini della generazione elettrica. Le ore in cui si è fatto maggior uso di centrali termoelettriche a gas per soddisfare i consumi elettrici hanno spinto in alto i prezzi medi dell’elettricità in UE dell’11% rispetto al 2024.

Il carbone, invece, è sempre più marginale nell'UE: solo il 9,2% dell’elettricità è stata generata da questa fonte, un minimo storico, e in 19 paesi membri l'energia prodotta dal carbone è stata inferiore al 5%. Nell'ultimo decennio, la riduzione del carbone non è stata compensata da un pari aumento del gas o di altri combustibili fossili.

Nel 2025, la diffusione delle batterie ha conosciuto una significativa accelerazione, con l'annuncio di progetti su scala di rete in tutta l'UE. Grazie a questa accelerazione, il ruolo delle batterie nel soddisfare la domanda serale potrebbe crescere rapidamente, riducendo la dipendenza dalle centrali a combustibili fossili e abbassando i prezzi all'ingrosso quando la domanda di elettricità è elevata.  L'Italia è uno dei leader nell'Unione Europea per diffusione delle batterie e detiene il 20% della capacità operativa totale di accumuli di grandi dimensioni dell'UE. Nel 2025, il sistema di storage in Italia ha contribuito a soddisfare la domanda durante le ore serali, una tendenza che potrebbe accelerare alla luce dell'attesa espansione, visto che si stima una crescita delle batterie di grande scala di quasi sei volte rispetto al 2025.

La trasformazione del settore elettrico interessa tutti i paesi dell’Unione, e l'Italia non fa eccezione. Nel 2025, la produzione elettrica da solare è cresciuta in ogni paese dell’UE rispetto al 2024 grazie soprattutto a nuove installazioni. Il solare ha fornito oltre un quinto dell’elettricità prodotta in Ungheria, Cipro, Grecia, Spagna e Paesi Bassi. In Italia, la generazione solare è cresciuta del 24% nel 2025 rispetto al 2024, raggiungendo il 17% della produzione elettrica. Dei primi dieci paesi con la più alta quota di solare a livello mondiale, sette si trovano nell'UE. A giugno 2025, l'energia solare è diventata per la prima volta la principale fonte di energia elettrica dell'UE in un singolo mese.

Segni di un cambiamento strutturale sono chiari in tutta l’UE: nel 2025, complessivamente eolico e solare hanno superato i fossili in 14 dei 27 Paesi. In cinque anni la loro quota nella produzione elettrica UE è cresciuta dal 20% (2020) al 30% (2025), mentre i fossili sono scesi dal 37% al 29%.

Questo è un estratto dell'ultimo European Electricity Review, pubblicato il 22 gennaio 2026 dal think tank globale Ember. Il rapporto fornisce la prima panoramica completa della transizione dell'UE dai combustibili fossili all'energia pulita registratasi nel 2025.