L'elettricità sta assumendo quasi il ruolo di "soluzione risolutiva" nel percorso dell'Europa verso la neutralità climatica. In una crescente serie di applicazioni nei settori dell'industria, dei trasporti e del riscaldamento, l'elettrificazione rappresenta l'opzione più matura ed economicamente vantaggiosa per decarbonizzare i consumi energetici. Tuttavia, negli ultimi anni, in Europa la transizione dai combustibili fossili all'elettricità è avanzata a rilento, senza praticamente alcun slancio negli investimenti in settori chiave come quello delle industrie ad alta intensità energetica. Con un piano d'azione dedicato all'elettrificazione, pubblicato nel luglio 2026, la Commissione europea mira a rimuovere gli ostacoli agli investimenti in tecnologie basate sull'elettricità.
Il piano definisce, per la prima volta, un chiaro obiettivo generale per l'elettrificazione: entro il 2040, la quota di elettricità nel consumo finale di energia dell'UE dovrà raddoppiare, passando dall'attuale 23% al 46%. Il piano individua una serie di ostacoli tecnici e comportamentali che si frappongono al raggiungimento di tale obiettivo. Tali ostacoli sono riconducibili a due sfide economiche principali. La prima è il rapporto costi-benefici sfavorevole dell'uso dell'elettricità rispetto ai combustibili fossili, che continuano a dominare il mercato. In 23 dei 27 Stati membri dell'UE, nel 2025 i prezzi dell'elettricità per l'industria risultavano più che doppi rispetto a quelli del gas naturale. Tale squilibrio è dovuto in parte a incentivi fiscali insufficienti per l'elettricità nell'ambito dei regimi nazionali di tassazione dell'energia. Soprattutto, a pesare sono i costi di coordinamento della trasformazione dei sistemi energetici. La transizione in atto verso un approvvigionamento elettrico basato su fonti rinnovabili intermittenti sta creando nuove sfide di bilanciamento, a fronte di una struttura della domanda che rimane in gran parte rigida. Ciò ha portato a un netto aumento degli interventi necessari da parte dei gestori di rete per mantenere la stabilità del sistema. Inoltre, tale situazione esercita una pressione significativa sull'espansione e sulla digitalizzazione delle reti elettriche. I costi associati alla gestione della rete vengono trasferiti ai consumatori di energia elettrica attraverso gli oneri di rete.
In alcuni Stati membri, gli oneri di rete rappresentano un terzo della bolletta elettrica. In tale contesto, la Commissione europea ha integrato il piano d'azione con una proposta di normativa UE che definisce un nuovo quadro europeo per il calcolo degli oneri di rete. In particolare, gli oneri di rete sono concepiti per riflettere i costi di sistema associati ai profili della domanda di energia elettrica. Si intendono incentivare i consumatori a modulare i propri consumi in funzione delle esigenze di bilanciamento del sistema, che variano nel corso del tempo. Tuttavia, la competenza giuridica in materia di adeguamento degli oneri di rete rimane a livello nazionale.
La seconda importante sfida economica è rappresentata dagli elevati costi iniziali degli investimenti necessari per le applicazioni di utilizzo finale, quali i veicoli elettrici a batteria e le pompe di calore. Oltre agli alti costi dell'energia elettrica, le incertezze relative alla tempestiva realizzazione delle infrastrutture necessarie (ovvero reti elettriche e punti di ricarica) e alla stabilità a lungo termine del quadro normativo rendono difficile finanziare questo enorme fabbisogno di investimenti. Di conseguenza, la mancanza di coordinamento nella pianificazione delle infrastrutture e nel sostegno politico rischia di ritardare la diffusione delle tecnologie di utilizzo finale basate sull'elettricità. Come misure correttive, il piano d'azione prevede un potenziamento del sostegno pubblico agli investimenti tramite sovvenzioni dell'UE, nonché un miglior coordinamento della pianificazione infrastrutturale.
In definitiva, affrontare queste complesse problematiche di coordinamento richiede ben più di semplici sovvenzioni agli investimenti e di una maggiore supervisione pubblica. In un futuro sistema energetico caratterizzato dalla disponibilità variabile di energia eolica e solare, sfruttare il potenziale di flessibilità a breve termine è di fondamentale importanza. In primo luogo, ciò richiede un'infrastruttura di riserva ben sviluppata, costituita da centrali pulite per la copertura dei picchi di domanda, sistemi di accumulo a batteria su larga scala e reti intelligenti (smart grid). In secondo luogo, anche il lato della domanda deve essere pronto a contribuire efficacemente alla stabilizzazione del sistema. A tal fine, occorre accelerare l'installazione di contatori intelligenti nelle abitazioni. I veicoli elettrici a batteria devono essere dotati di caricabatterie di bordo che consentano la ricarica bidirezionale. Il processo di modernizzazione tecnologica deve essere accompagnato da forti incentivi economici. Il valore sistemico della flessibilità della domanda deve essere remunerato attraverso modelli tariffari variabili nel tempo.
Una simile transizione verso tariffe elettriche basate sui tempi di utilizzo rischia di generare effetti distributivi indesiderati. I consumatori residenti in regioni caratterizzate da un'offerta altamente variabile saranno maggiormente sollecitati a modificare le proprie abitudini di consumo. A livello settoriale, le industrie di base che dipendono da una fornitura elettrica stabile dovranno sostenere costi più elevati, il che aggraverà ulteriormente la pressione competitiva cui sono già sottoposte. Pertanto, l'adozione di tariffe variabili in funzione del tempo deve essere accompagnata da migliori opportunità di copertura del rischio di prezzo basate sui meccanismi di mercato. A tal fine, la strategia dell'UE per l'elettrificazione dovrebbe porre maggiore enfasi sull'ulteriore sviluppo dei mercati dei contratti *futures* sull'energia elettrica e degli accordi di acquisto di energia a lungo termine (PPA). A differenza degli interventi normativi sulla struttura degli scambi di energia elettrica, tali strumenti offrono una modalità di copertura del rischio flessibile e compatibile con le esigenze del sistema, evitando di distorcere i segnali di mercato. Tuttavia, la liquidità e la trasparenza dei mercati dei PPA e dei *futures* continuano a essere ostacolate da barriere all'ingresso, e i volumi di scambio risultano distribuiti in modo disomogeneo in tutta Europa. Strumenti di condivisione del rischio, quali le controgaranzie pubbliche, possono contribuire efficacemente a promuovere mercati dei PPA liquidi e competitivi. Per favorire una migliore integrazione dei piccoli consumatori di energia elettrica in tali mercati, le piattaforme di aggregazione finanziate con fondi pubblici rappresentano un'opzione che merita di essere approfondita.
Infine, una maggiore cooperazione a livello normativo è essenziale per garantire un'equa ripartizione dei costi dell'elettrificazione. Per potenziare le possibilità di copertura transfrontaliera del rischio di prezzo, l'UE deve adottare un approccio più ambizioso che punti all'armonizzazione dei quadri normativi dei mercati nazionali. Ciò dovrebbe comprendere sia un approccio congiunto per rimuovere le barriere tecniche agli scambi transfrontalieri di contratti a lungo termine, sia una strategia armonizzata per promuovere i mercati dei contratti a termine (futures) sull'elettricità in tutti gli Stati membri.
La traduzione in italiano è stata curata dalla redazione. La versione inglese di questo articolo è disponibile qui



















