Gli Amici della Terra hanno realizzato il rapporto “L’attuazione in Italia del Regolamento (UE) 2024/1787 sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore energetico”, un’analisi approfondita della prima fase di applicazione della nuova normativa europea sul metano. Il Rapporto è stato presentato e discusso in un evento pubblico a Roma, nella mattinata di martedì 19 maggio, presso Palazzo Baldassini.
Alla luce dei punti di forza e delle criticità che stanno caratterizzando il processo di attuazione del Regolamento (1787/2024) si possono individuare una serie di indicazioni di intervento per favorire il conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di metano del settore energetico nella UE e a livello globale.
L’esperienza italiana mostra che l’attuazione della norma agli impianti presenti nel territorio dell’UE è possibile. Nel caso italiano, questo processo costituisce anche un’opportunità per valorizzare sia il know how delle imprese italiane del settore nella riduzione delle proprie emissioni di metano, che quello degli operatori che hanno sviluppato e offrono tecnologie e servizi per questo tipo di intervento.
Per l’Italia, è urgente l’approvazione del DDL governativo all’esame dell’ottava commissione del Senato (AS 1836), che individua formalmente il MASE come autorità competente e che lo renderà pienamente operativo, a partire dal coinvolgimento dei soggetti istituzionali da attivare a supporto delle nuove attività previste dal Regolamento come quelle di ispezioni e controlli ambientali che dovranno essere svolte dal Sistema Nazionale di Protezione Ambientale (SNPA).
Insieme alla attivazione delle autorità è necessario che l’Italia valorizzi la propria esperienza, svolgendo un ruolo più incisivo e proattivo nei confronti della Commissione UE, spingendola ad assumere un ruolo guida più forte nel processo di attuazione del Regolamento. Questa iniziativa dovrà avere innanzitutto come oggetto la richiesta del Governo italiano di una maggiore funzionalità della rete delle autorità competenti.
Il Governo, infatti, deve considerare prioritarie le iniziative di cooperazione con paesi produttori di petrolio e gas naturale per la riduzione delle emissioni di metano come una parte essenziale delle proprie politiche.
La Commissione Europea, invece, deve fare in tempi rapidi un salto di qualità nel ruolo che le è attribuito per consentire una efficace attuazione del Regolamento 1787/2024.
Sono urgenti: 1) l’emanazione delle norme tecniche richieste che dovrà elaborare il CEN; 2) l’atto di esecuzione della Commissione con le prescrizioni tecniche per le attività LDAR (Leak Detection And Repair) richieste dal Regolamento; 3) l’atto di esecuzione con i template per le comunicazioni richieste alle imprese, 4) l’attivazione della Banca dati europea per la trasparenza sulle emissioni di metano, e 5) le linee guida per l’attuazione delle norme in materia di import. Il ritardo della Commissione su questi adempimenti sta compromettendo la possibilità di un’efficace attuazione del Regolamento.
È necessario che venga rilanciato dalla Commissione il programma di sostegno alle iniziative di cooperazione con paesi produttori di idrocarburi finalizzate alla valorizzazione del gas naturale recuperato tramite le azioni di riduzione delle emissioni di metano negli impianti upstream.
È indispensabile che la Commissione, tramite linee guida per l’attuazione delle norme in materia di import, indichi i criteri omogenei di flessibilità che i paesi membri potranno utilizzare nell’attuale fase di emergenza per gestire le criticità di sicurezza energetica derivanti dalla crisi mediorientale. Un altro intervento decisivo a livello della UE è il rafforzamento della rete delle autorità competenti come motore della governance necessaria al processo di attuazione del Regolamento.
L’esperienza dell’Italia e la crescente partecipazione a iniziative ad adesione volontaria del settore Oil&Gas globale costituiscono una realtà che conferma le politiche per la riduzione delle emissioni di metano del settore energetico come una delle forme più efficaci ed efficienti per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti nel breve e medio periodo. Non bisogna dimenticare che il metano nel breve periodo ha un potere climalterante 80 volte superiore alla CO2.
Nel complesso, il posizionamento dell’Italia nell’attuazione del Regolamento evidenzia un livello di avanzamento relativamente elevato nel contesto europeo, come desumibile anche dall’European Methane Regulation Tracker, strumento di monitoraggio sviluppato dalla società civile europea che consente una lettura comparata dello stato di implementazione nei diversi Stati membri. Le evidenze disponibili confermano un quadro in cui l’Italia risulta tra i Paesi con maggiore grado di attuazione, in particolare per la quota di obblighi completati e in fase di implementazione.
Oggi la principale sfida della UE nella gestione del processo di attuazione del Regolamento 1787/2024 resta quella di dare risposte pragmatiche alla nuova crisi nella sicurezza degli approvvigionamenti energetici senza compromettere gli sforzi per la riduzione delle emissioni di metano del settore energetico sia a livello interno che a livello internazionale. Una sfida in cui saranno decisivi sia la flessibilità nell’attuazione delle misure del Regolamento in materia di import rispetto agli impatti della crisi mediorientale, sia il supporto alla costruzione di iniziative di cooperazione rivolte ai paesi da cui oggi la UE importa petrolio e gas naturale.


















