Il tema dell’ETS2 è di assoluta rilevanza non solo per il futuro delle nostre imprese, ma anche per l’impatto che i nuovi obblighi avranno sui consumatori finali. I dati e le analisi presentati da Bip Consulting ci restituiscono alcuni risultati importanti. L’entrata in vigore della nuova normativa in materia di ETS2 – seppur rinviata al 2028 in termini di effetti anche grazie all’attività rilevante svolta dal Governo italiano a livello comunitario – pone infatti sfide rilevanti ai settori della mobilità, del residenziale e dell’industria.
A tal proposito, Assogasliquidi intende ringraziare il Ministero dell’Ambiente ed anche il Comitato ETS per il supporto che è stato fornito alle Imprese e per l’attenzione posta ai diversi aspetti portati all’attenzione dall’associazione che – fin da subito – ha supportato le Imprese nella fase di implementazione degli obblighi.
Assogasliquidi è consapevole che il percorso è solo all’inizio e che l’impatto sia organizzativo che economico per le Imprese sarà rilevante e foriero di problematiche. L'Associazione continuerà a essere a fianco degli operatori, non solo per garantire il massimo snellimento procedurale possibile, ma anche per guidarli nei diversi adempimenti in un settore nuovo e complesso per le industrie del comparto. L'Associazione presta inoltre grande attenzione all’impatto economico che i nuovi adempimenti avranno non solo sulle Imprese ma anche – e soprattutto – sui consumatori finali.
Proprio per poter valutare con i numeri ed i dati la significatività di questo impatto, lo studio presentato da BIP ha evidenziato il costo connesso ai nuovi obblighi ETS2 proprio per i consumatori finali. L’obiettivo è poter fornire alle Istituzioni numeri che consentano di delineare le necessarie politiche compensative, sia per le Imprese sia per i cittadini finali.
La richiesta di Assogasliquidi è infatti quella di far sì che le somme derivanti dai nuovi obblighi siano reimpiegate nei settori che hanno generato i proventi stessi, sia per supportare gli investimenti industriali nella produzione di molecole rinnovabili, sia per diminuire il costo dei prodotti per i consumatori finali (siano essi famiglie o Imprese).
Contemporaneamente – come l’Associazione ha già avuto modo di fare partecipando alla consultazione aperta dalla Commissione europea sull’impatto delle disposizioni in materia di ETS1 – non mancheremo di evidenziare alle Istituzioni comunitarie la necessità di aprire, in tempi brevi, una discussione sulla possibile revisione anche della direttiva in materia di ETS2, che pensiamo colpirà direttamente il potere di spesa dei cittadini.
In proposito, rileviamo che i nuovi obblighi in materia di ETS2 si andranno a sommare all’impatto derivante anche dall’implementazione della nuova direttiva RED III. L'Associazione è, infatti, consapevole della necessità – ma anche della positiva opportunità – di far crescere la componente bio nei prodotti GPL e GNL. Contemporaneamente, sappiamo però anche che i costi connessi saranno crescenti e rilevanti.
Le Imprese di Assogasliquidi sono fortemente impegnate nella crescita delle molecole gassose bioGPL, rDME e bioGNL e, in tal senso, Assogasliquidi ha chiesto alle Amministrazioni competenti di garantire flessibilità nell’implementazione dei nuovi obblighi sui carburanti gassosi nella traiettoria dal 2026 al 2030. Ciò al fine di poter continuare negli investimenti intrapresi e avere la possibilità di ridurre l’impatto dei costi quantomeno nei primi anni di entrata in vigore dei nuovi adempimenti. Il quadro appena delineato è quindi molto articolato, sfidante, ricco di complessità ma anche di opportunità che le Imprese di Assogasliquidi vogliono cogliere ma all’interno di un assetto regolatorio che sia di stimolo e non di freno, anche alla luce dell’andamento dei nostri mercati.
Molte, infatti, sono le tematiche e le sfide che il settore del GPL sta affrontando, sia per quanto riguarda le questioni inerenti al settore residenziale ed industriale, sia per il comparto dell’auto. Le nostre Imprese stanno continuando ad investire nel percorso virtuoso volto ad implementare le produzioni di bioGPL e DME rinnovabile, a livello nazionale ed internazionale: lo fanno anche nell’incertezza ancora purtroppo molto marcata di un quadro regolatorio comunitario che ad oggi non dà certezze sulla corretta valorizzazione normativa dei biocarburanti e biocombustibili.
Le Imprese credono nel percorso intrapreso, anche alla luce degli obblighi stringenti in materia di ETS2, di quanto scaturirà a breve dal recepimento nazionale delle disposizioni della RED III, della implementazione delle disposizioni in materia di efficienza energetica degli edifici (direttiva EPBD), ma più di tutto della volontà di fornire al consumatore un prodotto – il GPL – che da sempre offre sostenibilità ambientale e che – ancor di più negli sviluppi rinnovabili – rappresenta l’alternativa pronta e disponibile per i bisogni industriali, residenziali e di mobilità.
Quanto sopra risulta per l'Associazione ancor più vero perché suffragato dai numeri: nonostante il rilevantissimo impatto economico che per i consumatori avrà l’entrata in vigore della normativa ETS2, lo studio evidenzia come il GPL rimane comunque – sia per la mobilità che per il residenziale – la fonte energetica più competitiva e, dunque, quella che meglio riesce a rispondere alle necessità di contenimento della spesa per le famiglie.
Quindi, continuare a mettere al centro delle scelte delle Imprese il consumatore, per il nostro settore, è un investimento capace di generare valore per l’intera collettività. Ma – per proseguire garantendo anche la sostenibilità economica degli investimenti – le Imprese hanno urgente necessità di certezze.
Tale aspetto porta in primo luogo Assogasliquidi a svolgere alcune considerazioni sul recente documento presentato dalla Commissione europea il 16 dicembre u.s. in merito alla revisione del Regolamento comunitario sulle emissioni di CO2 dei veicoli leggeri.
L'Associazione apprezza l’impegno della Commissione UE nell’avere proceduto ad una revisione del provvedimento e nelle apertura date, ma per Assogasliquidi l’attuale struttura del documento non è ancora sufficiente a garantire il pieno rispetto del principio di neutralità tecnologica: il contributo dei biocarburanti previsto solo dal 2035 ed il ruolo marginale che è stato loro riservato sono aspetti che devono essere rivisti profondamente sia per la competitività stessa del settore automotive europeo, ma anche per consentire di rispettare in pieno le scelte dei consumatori. Queste scelte ci dicono che se i consumatori trovano le offerte di veicoli alimentati a GPL scelgono questa motorizzazione per immatricolare nuove automobili. Infatti, le positive caratteristiche ambientali, economiche e sociali del nostro prodotto sono apprezzate e premiate dai consumatori che – in mancanza di divieti e vincoli normativi imposti – optano per le motorizzazioni alimentate con il GPL.
Questa è la certezza che ci muove nel richiedere – di nuovo e con forza – che il processo di revisione del Regolamento citato conduca a rivedere i target previsti consentendo fin da subito la piena valorizzazione dei biocarburanti (tra cui rientrano, a pieno titolo, anche il bioGPL e il DME rinnovabile).
Solo procedendo in tempi rapidi e nel senso auspicato si potrà, infatti, far ripartire il trend delle immatricolazioni dei veicoli, incidendo sulla prima causa di emissioni e cioè sulla vetustà del parco auto circolante europeo. Se si dovesse continuare a concentrarsi solo su soluzioni elettriche si rischia concretamente di escludere proprio le tecnologie – sia automobilistiche sia dei carburanti – di cui l’Europa (e in questo, in modo specifico, il nostro Paese) è leader e significherebbe che l’Europa ha rinunciato anche ad intercettare le reali esigenze e le concrete possibilità di spesa dei cittadini.
Le nostre Istituzioni nazionali sappiamo essere consapevoli di queste sfide e ci auguriamo che tutti siano coesi per far vincere l’Italia e l’Europa nelle sfide che attendono il settore automotive e quello energetico. Nello stesso senso, Assogasliquidi ritiene ormai non più procrastinabile l’adozione da parte del Governo di un rinnovo della misura a sostegno del retrofit a gas dei veicoli circolanti, in una prospettiva che copra un periodo di almeno un triennio, al fine di dare certezze sia ai consumatori sia alle Imprese della componentistica – eccellenza nazionale – sia agli operatori impegnati nello sviluppo della rete di distribuzione del prodotto e delle disponibilità di green gas.
L'Associazione è a conoscenza del fatto che il MIMIT ha predisposto la bozza del provvedimento che dovrebbe prevedere un rinnovo della misura del retrofit a gas. Dal prossimo Tavolo Automotive convocato dal Ministro Urso per il 30 gennaio aspettiamo notizie ed indicazioni chiare - consapevoli del profondo lavoro svolto dal Dicastero su questo tema per noi rilevante - al fine di poter consentire ai cittadini di accedere alle risorse in tempi brevissimi e sostenere contemporaneamente il tessuto industriale e i consumatori finali, garantendo anche rilevanti benefici ambientali.
Anche per il settore residenziale, le sfide che vengono dalla implementazione della direttiva EPBD (c.d. direttiva “Case Green”) e dalla recente adozione da parte della Commissione europea delle linee guida applicative si intrecciano con l’entrata in vigore dei nuovi obblighi in materia di ETS2 e risultano quindi ancor più rilevanti, non solo per il nostro settore ma, in generale, per l’intero nostro Paese e per le famiglie.
Il comparto rappresentato da Assogasliquidi – come peraltro quello del gas naturale –è fortemente impegnato per garantire la disponibilità di prodotti bio e rinnovabili conformi ai requisiti di sostenibilità previsti dalla direttiva sulla promozione delle fonti rinnovabili (c.d. Direttiva RED). E questo sia per coprire – come detto in precedenza – i bisogni della mobilità, ma anche per far fronte alle esigenze del settore residenziale.
Come evidenziato dal recente studio condotto sempre da Bip per alcune associazioni tra cui Assogasliquidi, le moderne caldaie a condensazione a gas ed alimentate sempre più da gas rinnovabili – consentono di raggiungere sostanzialmente i target di decarbonizzazione indicati nella direttiva EPBD, ma con costi di gran lunga più contenuti e con nessun disagio abitativo per i consumatori.
L’apertura contenuta nella recente consultazione della Commissione europea sulla revisione del Regolamento Ecodesign – apertura che di fatto, modificando i parametri di efficienza energetica degli apparecchi, elimina un vincolo che escludeva le caldaie dalla possibilità di rispondere ai nuovi parametri fissati dal Regolamento stesso - rappresenta un passo importante verso la necessità urgente di un ripensamento anche degli obblighi posti a livello UE che, se non adeguatamente ripensati, rischiano di presentare un “conto salato” alle famiglie per il soddisfacimento dei loro bisogni primari di riscaldarsi, cucinare e produrre acqua calda sanitaria.
Anche per tale aspetto, i dati che emergono dallo studio ci restituiscono un risultato preoccupante nel senso dell’impatto economico rilevante sulle famiglie derivante dall’entrata in vigore dei nuovi obblighi ETS2 sui combustibili, ma dall’altra fanno emergere il ruolo competitivo del GPL nelle utenze non collegate alla rete dei metanodotti.
C’è sicuramente molto ancora da lavorare e – come sempre – Assogasliquidi non mancherà di supportare sia le Istituzioni comunitarie che quelle nazionali chiamate a operare scelte che nel settore residenziale (come, peraltro, in quello automotive) impattano direttamente sui cittadini e sui loro bisogni abitativi. E proprio sul tema dell’impatto sui cittadini, Assogasliquidi – nel partecipare alla consultazione aperta dal MASE sulla definizione del Piano sociale per il clima – ha evidenziato la necessità di ben considerare il tema della povertà energetica, soprattutto per quelle fasce di popolazione che vivono in zone rurali o montane, dove il GPL, da sempre, svolge un ruolo di fonte di energia primaria per riscaldarsi, cucinare e disporre di acqua calda sanitaria, garantendo riduzioni di emissioni di CO2 importanti e valori di inquinanti locali praticamente nulli.
L'Associazione è fortemente convinta che fissare obiettivi irrealizzabili – non considerando la necessità di disporre di condizioni abilitanti e che tengano conto delle necessarie flessibilità per i singoli Stati membri – sia una strada errata che non conduce al raggiungimento dei target ambientali fissati ma, anzi, ci allontana dagli stessi, perché i costi connessi si presenteranno come insostenibili, sia dai cittadini sia per le finanze pubbliche. Dai dati dello studio emergono informazioni utili anche per comprendere quale sarà la mole di proventi che scaturiranno dalle aste in materia di ETS2: su tale aspetto la richiesta di Assogasliquidi è che le risorse vengano impiegate sotto due profili per noi rilevanti. Da un parte è assolutamente urgente un utilizzo di tali risorse per incrementare la disponibilità delle soluzioni di origine rinnovabile (bioGPL e DME rinnovabili) che riducano l’impronta carbonica dei prodotti tradizionali e, conseguentemente, consentano una riduzione degli oneri in materia di ETS2.
Il PNIEC, peraltro, ha fissato target di disponibilità di bioGPL e DME al 2030 particolarmente sfidanti che possono essere raggiunti solo tramite un sistema di sostegno alla crescita delle produzioni – così come peraltro fatto per il biometano – sistema che venga finanziato proprio con i proventi ETS.
In questo senso, Assogasliquidi ringrazia le competenti Commissioni del Senato che hanno inserito tale aspetto anche nel parere che hanno reso al Governo nella fase di recepimento della direttiva RED III. L’auspicio è che le indicazioni possano essere concretizzate e recepite in tempi brevi sostenendo le imprese sia impegnate nella bioraffinazione sia quelle che stanno studiando processi ulteriori per accrescere sul nostro territorio la disponibilità di bioGPL e DME rinnovabili.
Dall’altra parte, Assogasliquidi ritiene che sia altrettanto rilevante che i proventi delle aste in materia di ETS2 siano destinati a ridurre concretamente i costi generati dalla nuova normativa sulle famiglie chiamate a far fronte ai bisogni di mobilità e di riscaldamento con apposite compensazioni sul costo della loro “bolletta energetica”.



















