Il 17 giugno a Roma presso il Centro Studi Americnai si è tenuto un altro evento promosso da Assogasliquidi-Federchimica, dopo quello di novembre e gennaio e nel quale è stato presentato lo studio svolto da BIP dal titolo: “Il mercato del GNL nel 2025: stato dell’arte e prospettive di sviluppo - Presentazione Report 2025”. Occasione di dibattito, ma anche di esposizione di criticità e soluzioni, l’evento ha visto la partecipazione tanto del mondo dell’impresa, quanto di quello delle istituzioni. Quest’ultimo, in particolare, è stato molto ricco di relatori e foriero di idee e di valutazioni. A questo panel RiEnergia dedica due approfondimenti. Il secondo, più politico e di visione, oggetto del presente articolo, riporta le principali evidenze degli interventi di Tullio Patassini, Responsabile del Dipartimento Energia della Lega per Salvini Premier; Andrea Maria Felici, Direttore generale domande ed efficienza energetica del Ministero dell'Ambiente;  Luca Squeri, Segretario commissione attività produttive alla Camera dei Deputati; Donatella Orlandi della Direzione Generale per la sicurezza stradale e l'autotrasporto del MIT, Attilio Punzo, Direttore della Direzione Riconoscimento Incentivi e Titoli – GSE Spa. Di regole, di leggi e di incentivi e della necessità di un approccio pragmatico alla transizione energetica parleranno i relatori.

Il tavolo istituzionale dell’ultimo evento di Assogasliquidi-Federchimica dedicato al mercato del GNL e del BioGNL è stato aperto da Tullio Patassini, Responsabile del Dipartimento Energia della Lega per Salvini Premier, che nel suo intervento, ha voluto rimarcare la centralità strategica del comparto del gas per il sistema Paese, ricordando come l'intera filiera, a partire dal lavoro di Assogasliquidi, abbia concretamente salvato l'Italia durante la crisi energetica del 2022. Questa resilienza e la garanzia di un'energia sempre accessibile ai cittadini sono state rese possibili dal funzionamento strategico dei rigassificatori, un settore di cui l'esponente della Lega auspica un progressivo potenziamento.

Entrando nel merito del settore dei trasporti, Patassini ha espresso forte preoccupazione per una corsa all'elettrificazione che rischia di scoraggiare le imprese, indicando invece nel GNL e nel bioGNL le vere soluzioni efficienti ed economiche per la gestione della transizione. Proprio lo sviluppo della componente biologica apre prospettive straordinarie di economia circolare per l'agricoltura e le filiere del recupero nazionali. A questo proposito, è stato espresso forte rammarico per il fatto che parte del biocarburante italiano venga attualmente esportato in Germania, segno che lo Stato deve intervenire rapidamente per sostenere e proteggere la filiera interna, i distributori e i posti di lavoro.

Guardando al futuro e alle prospettive di grandi player industriali come Stellantis, Patassini ha, infine, esortato a superare le posizioni puramente ideologiche di chi ipotizzava un totale abbandono del gas entro il 2035. Di fronte alla crescita globale dei consumi, la visione della Lega resta fortemente pragmatica e basata su un mix energetico equilibrato: se le rinnovabili e il nucleare saranno fondamentali per altre attività, per l'autotrasporto e le lunghe percorrenze dei veicoli il GNL e il motore endotermico continueranno a rappresentare la soluzione più idonea e necessaria ben oltre il 2035.

Di incentivazione del settore e di normazione, invece, parla Andrea Maria Felici, Direttore generale domande ed efficienza energetica del Ministero dell'Ambiente.  Il relatore sottolinea l'impegno del ministero nello sviluppo economico di un sistema di incentivazione per la produzione dei biocarburanti, con una particolare attenzione al biometano e al bio GNL. Tra i temi principali emerge la necessità di definire un quadro normativo e certificativo stabile, incentrato sulla tracciabilità dei carburanti come elemento fondamentale per garantire la provenienza del prodotto, tutelando sia i produttori sia gli utilizzatori. In quest'ottica, gli attuali strumenti basati sulla "proof of compliance" verranno rivisti alla luce dell'istituzione di una banca dati europea sulla tracciabilità, volta ad armonizzare il sistema garantendo che la molecola viaggi insieme alla prova di sostenibilità e alle relative garanzie d'origine (GO). Le istituzioni intendono proseguire un dialogo proficuo con le associazioni di settore, come AssogasLiquidi, per delineare i nuovi strumenti giuridico-amministrativi e la normativa di dettaglio legata al regolamento 996 del 2022, con la previsione di raggiungere un panorama chiaro e trasparente per tutti gli operatori entro il 2027.

Un secondo aspetto cruciale riguarda l'attuazione della direttiva RED III; a questo proposito, viene giudicata di difficile implementazione la richiesta di assegnare i certificati di immissione in consumo (CIC) direttamente al soggetto utilizzatore. L'attuale modello italiano, validato anche a livello europeo, riconosce infatti il CIC a chi immette in consumo il carburante per sostenere il mercato lato offerta, e non si ritengono esserci i margini per modificare questa impostazione nella fase corrente. In conclusione, viene ribadita la centralità strategica di questo indirizzo politico, considerato un pilastro fondamentale per il processo di decarbonizzazione dell'economia italiana, che il governo continuerà a sostenere attivamente sia in sede europea sia internazionale.

Segue, l’intervento di Luca Squeri, segretario commissione attività produttive alla Camera dei deputati, che sottolinea  il proprio interesse per il tema oggetto dell’evento in quanto responsabile energia di Forza Italia in Parlamento ed ex esponente del mondo dei trasporti, settore che sta vivendo un momento difficile a causa di spinte geopolitiche e di mercato che hanno bloccato la filiera. In questo contesto, il GNL e in particolare il bioGNL rappresentano risposte concrete ed efficaci per correggere una rotta considerata sbagliata, legata all'obbligo europeo dal 2035 di vietare la vendita di auto con motore endotermico. Su questo punto, viene criticata la scelta esclusiva dell'auto elettrica, ribadendo la necessità di fornire alternative praticabili come i biocarburanti, comparto in cui l'Italia rappresenta un'eccellenza grazie alla conversione delle sue raffinerie. Viene poi evidenziata l'importanza strategica che il GNL ha già dimostrato nel fronteggiare la crisi di approvvigionamento del gas, un successo ottenuto superando forti resistenze locali e politiche, come nel caso del rigassificatore di Piombino, grazie a una chiara definizione delle priorità nazionali.

Per questo, date le risorse finanziarie disponibili, circa 600 milioni di euro destinati agli incentivi per il ricambio del parco mezzi pesanti, viene accolta l'istanza di destinarne una parte proprio alle alimentazioni alternative, giudicando inoltre legittima — pur se complessa da far valere sul fronte del ministero delle finanze — la richiesta di equiparazione ai crediti d'imposta già previsti per il trasporto a gasolio.

Viene poi sollevato il tema urgente dell'omogeneizzazione delle procedure e delle formalità per l'approvvigionamento di GNL nei porti italiani, dove l'attuale frammentazione e la mancanza di uniformità generano disservizi e mettono in crisi il settore; per questo motivo, si indica come compito preciso del ministero quello di standardizzare i regolamenti per garantire certezza e chiarezza burocratica. In conclusione, l'oratore rivendica la propria storica posizione critica nei confronti dell'assioma dell'elettrificazione totale e ineluttabile. Infine, pur constatando le difficoltà della politica nel tradurre le linee programmatiche in strutture amministrative conseguenti a causa delle resistenze burocratiche, sia in Italia sia a livello europeo, viene espresso il massimo impegno per invertire questa tendenza, citando anche il lavoro del collega europeo Salini sulla modifica delle norme a tutela e sviluppo del settore dell'autotrasporto.

Sempre sul tema degli incentivi, interviene, Donatella Orlandi della Direzione Generale per la sicurezza stradale e l'autotrasporto del MIT, che evidenzia l'importanza di questi incontri per indirizzare correttamente i contributi all'autotrasporto in coerenza con le normative. Ricordando i decreti del 2021 che stanziarono 100 milioni per incentivare il GNL, viene sottolineato come l'impennata del prezzo del metano nel 2022 abbia poi penalizzato le imprese, costringendole a tenere fermi i veicoli acquistati e generando un clima di instabilità che ha frenato il mercato. Per rispondere a queste criticità e favorire il rinnovo del parco circolante italiano — ancora fortemente caratterizzato da  veicoli Euro 3 ed Euro 4 — è stato approvato un decreto interministeriale da 590 milioni di euro su cinque anni, dal 2027 al 2031, il cui decreto attuativo è attualmente al MEF per il necessario concerto prima della pubblicazione. La misura prevede lo sblocco delle somme su base annuale tramite una piattaforma, riservando una quota del 10% ai veicoli a trazione neutra o alternativa come il GNL, l'ibrido e l'idrogeno, con la previsione di un incentivo significativo di almeno 40.000 euro per i mezzi a GNL sopra le 16 tonnellate per renderli competitivi rispetto ai 15.000 euro destinati al diesel di ultima generazione. Infine, data l'estensione quinquennale del piano e la continua fluttuazione dei costi dei carburanti, è stata prevista la flessibilità di modificare gli stanziamenti o inserire nuove tipologie di veicoli in base alle richieste del mercato attraverso un più snello decreto direttoriale.

Il relatore evidenzia come i lunghi tempi della burocrazia rappresentino un forte disincentivo per le imprese, le quali spesso acquistano i veicoli contando su fondi di aiuto che arrivano anche dopo due anni, motivo per cui l'amministrazione si sta impegnando ad accelerare le complesse e lunghe istruttorie pur mantenendo i controlli per evitare frodi. In questo processo di semplificazione, l'introduzione dell'intelligenza artificiale offre un valido supporto nella lettura della documentazione inviata dalle aziende, e l'obiettivo è implementare una piattaforma che faciliti l'inserimento dei dati lasciando alla componente umana solo la verifica finale, così da erogare i contributi in tempi relativamente brevi e rendere gli incentivi davvero efficaci. Infine, ricordando che la misura ha una durata prevista di cinque anni e auspicandone il successo fin dal primo anno, viene sottolineata l'importanza di questi momenti di confronto per superare la distanza tra il lavoro d'ufficio e la realtà operativa del settore, accogliendo l'invito a fare squadra poiché l'amministrazione è al servizio dei cittadini e, nello specifico, del mondo dell'autotrasporto.

In risposta sullo stato dell'arte della riforma fiscale in materia di GNL e bioGNL, Angela Polito, Direzione Accise – Agenzia delle Dogane dei Monopoli, evidenzia come il settore sia al centro dell'attuazione della riforma partita il 1° gennaio 2026, volta a tracciare e normare flussi di prodotti che finora non avevano una rilevanza fiscale specifica. Attualmente la direzione accise dell'Agenzia delle Dogane si trova in una fase nevralgica di attuazione, impegnata a fornire istruzioni chiare, semplificare e razionalizzare le procedure per garantire un sistema fiscale leggibile e prevedibile, capace di bilanciare le esigenze istituzionali di controllo con quelle delle imprese attraverso un sistema dichiarativo che renda il debito d'imposta coerente con l'effettivo volume di prodotto venduto. In questo contesto di forte evoluzione tecnologica e regolatoria, il dialogo continuo con l'associazione AssogasLiquidi è considerato di fondamentale valore per raccogliere le criticità applicative, le esigenze operative e le proposte di miglioramento utili ad affinare un sistema che si differenzia nettamente dalla filiera tradizionale del gas naturale gestita negli ultimi vent'anni. Il metodo basato sul confronto tecnico e sulla responsabilità condivisa consente, infatti, di coniugare le scelte fiscali operative con la realtà quotidiana delle aziende, con l'intento dell'Agenzia di proseguire sulla strada della semplificazione anche in coordinamento con le altre istituzioni competenti, dato che il comparto unisce tematiche strettamente interconnesse come fiscalità, energia, tecnologia e sicurezza degli approvvigionamenti, tutte destinate a ulteriori evoluzioni future.

A chiudere il panel, tirando le somme è Attilio Punzo, Direttore della Direzione Riconoscimento Incentivi e Titoli – GSE Spa, che evidenzia come le politiche di sostegno al biometano abbiano raggiunto una fase di maturità grazie all'esperienza maturata dal GSE a partire dal 2018. Viene tracciato un parallelismo con il settore elettrico per spiegare che, nonostante l'eolico e il solare sfruttino fonti gratuite, il prezzo finale dell'energia per utenti e imprese italiane resta elevato a causa delle diverse componenti di costo; una dinamica speculare interessa i biocarburanti, per i quali è indispensabile una visione a lungo termine che eviti crisi di gestione e approvvigionamento. Il decreto del 2018 ha fornito un forte impulso iniziale al comparto, consentendo il recupero energetico della FORSU, la regolazione delle connessioni alla rete e il sostegno agli impianti di liquefazione, ma ha mostrato anche dei limiti strutturali. In particolare, il tetto massimo di 1,1 miliardi di metri cubi per i trasporti e l'obbligo di destinare la produzione esclusivamente ai settori stradale e ferroviario – escludendo quello marittimo – hanno frenato la piena espansione del settore, che oggi conta 125 impianti per una produzione a regime di oltre 600 milioni di metri cubi.

Il successivo decreto del 2022 ha introdotto un meccanismo di contract for difference a tariffa fissa per garantire ricavi certi e proteggere i business plan dalle fluttuazioni del prezzo del gas, affiancato da semplificazioni normative come il DL Facility, che ha prorogato al 30 giugno 2028 i termini per l'utilizzo dei fondi PNRR in vista dell'entrata in vigore dell'ETS2. Nonostante i 550 impianti aggiudicati con il PNRR, mancano ancora oltre due miliardi di metri cubi rispetto all'obiettivo di 5 miliardi fissato dal PNIEC, ma il decreto del 2022 ha impresso una svolta estendendo l'uso del biometano oltre i trasporti; questo allargamento ha iniettato liquidità nel mercato delle Garanzie d'Origine (GO) – precedentemente poco attraenti e dal valore irrisorio – stimolando la domanda da parte delle utenze industriali obbligate a ridurre le proprie emissioni, in un quadro regolatorio che ha visto l'emanazione delle istruzioni tecniche a gennaio 2026.