Le Quantum Technologies (QT) si collocano tra le tecnologie critiche per la competitività dei Paesi, con un potenziale rivoluzionario in numerose applicazioni e significativi impatti sulla sicurezza nazionale. Nonostante siano ancora tecnologie in fase prototipale, destinate a consolidarsi nel prossimo decennio, gli sforzi congiunti della ricerca pubblica e industriale ne stanno accelerando lo sviluppo.
Il 2025, denominato "Anno Internazionale delle Scienze e Tecnologie Quantistiche", ha rappresentato una tappa fondamentale nel settore delle tecnologie quantistiche. Istituzioni, aziende e investitori - in primis a livello italiano ed europeo, ma anche globale - hanno intensificato il loro impegno, riconoscendo l'importanza strategica di queste tecnologie per la competitività futura. Diversi Paesi a livello globale stanno investendo fondi pubblici per garantirsi l’accesso e la leadership in questo settore, per un totale di oltre 50 miliardi di dollari stanziati nell’orizzonte 2012-2035. Le nazioni più lungimiranti hanno accompagnato questi investimenti con l’adozione di strategie nazionali dedicate, le prime pubblicate già nel 2018, per un totale di 20 strategie in atto. A luglio 2025, l'Europa ha lanciato una strategia unificata, passando da una visione frammentata a un approccio più coeso e prevede la pubblicazione di un Quantum Act nel 2026. L'ambizioso obiettivo è quello di diventare un leader globale nel Quantum entro il 2030, superando l’attuale frammentazione delle iniziative e dei fondi europei, portando le tecnologie quantistiche dal laboratorio all’industria - "from lab to the fab".
Il 2025 ha inoltre registrato un incremento significativo dei fondi raccolti da aziende native del Quantum Computing, raggiungendo nel 2025 la cifra di 9,3 miliardi di dollari, un valore superiore al cumulato raccolto nei precedenti cinque anni. Questa crescita è stata fortemente determinata dalle aziende quotate in borsa: il 63% dei fondi raccolti nel 2025 deriva da finanziamenti Post-IPO. L’incremento dei finanziamenti privati rappresenta un punto di svolta per il settore quantistico, storicamente trainato soprattutto da risorse pubbliche. Questo cambiamento potrebbe accelerare la maturazione tecnologica e avvicinare le soluzioni quantistiche al mondo industriale.
Le Tecnologie Quantistiche, considerate sempre più centrali per i loro potenziali impatti di business, pongono tuttavia nuove sfide e rischi, in particolare legati alle potenziali applicazioni militari e alla cyber security. Per questo motivo, a settembre 2025, sono state incluse nell'elenco UE delle tecnologie dual-use, con implicazioni geopolitiche e di sicurezza nazionale che potrebbero guidarne lo sviluppo. Il Quantum Computing, in particolare, potrebbe rappresentare un nuovo strumento di attacco informatico, capace di compromettere alcune forme di crittografia tradizionale, ad esempio la crittografia RSA e le curve ellittiche, utilizzate nei protocolli di comunicazione su internet e nelle firme digitali. Per far fronte a queste minacce, le aziende e le istituzioni si stanno orientando verso strumenti per garantire la cosiddetta "Cryptoagility", ovvero la capacità di adattarsi rapidamente a nuovi sistemi crittografici in risposta a minacce emergenti, prerequisito per una transizione Quantum-Safe.
Quanto all’Italia, nel 2025, ha compiuto un passo significativo nel settore quantistico con il lancio della propria strategia nazionale, allineandosi così ai principali paesi europei che avevano già adottato piani simili. Questo risultato è stato possibile grazie a un lavoro interministeriale che ha coinvolto numerose istituzioni governative, inclusi i ministeri competenti per la ricerca, le imprese, la difesa, gli affari esteri e la transizione digitale, insieme all'agenzia per la cybersicurezza.
Sul fronte industriale, la strategia ha preso avvio con un'attività di mappatura dell'ecosistema industriale quantistico italiano, condotta tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025 dal MIMIT in collaborazione con l'Osservatorio del Politecnico di Milano. La mappatura dell’ecosistema ha delineato un settore ancora giovane ma caratterizzato da eccellenze nella Quantum Communication e nella fotonica. Nonostante la carenza di fornitori hardware commerciali, dovuta anche a un parziale disallineamento con il mondo del venture capital, l’eccellenza della ricerca accademica ha sopperito all'assenza di soluzioni commerciali con la realizzazione di computer quantistici proprietari presso La Sapienza e l’Università Federico II di Napoli. Si segnalano inoltre le recenti installazioni di hardware superconduttivo dell’azienda finlandese IQM sia a Torino sia a Bologna (presso il Tecnopolo), dove ad inizio 2026 è stato installato anche un computer ad atomi neutri della francese Pasqal.
La crescita dell'ecosistema italiano è stata trainata dai fondi del PNRR, che hanno permesso a fine 2022 l'istituzione di due pilastri fondamentali: il Centro Nazionale HPC, Big Data e Quantum Computing (il cui decimo Spoke è dedicato al calcolo quantistico e alla sinergia tra industria e ricerca) e il National Quantum Science and Technology Institute, focalizzato sulla ricerca di base e sul trasferimento tecnologico. A queste iniziative si sono affiancate sinergie come l’Alleanza Quantistica Italiana - che riunisce università, centri di ricerca, industrie e istituzioni pubbliche per promuovere un ecosistema nazionale integrato - e la Q-Alliance, nata dalla collaborazione tra le statunitensi IonQ e D-Wave, che punta a sviluppare in Lombardia un polo di ricerca e sviluppo, confermando la capacità del Paese di attrarre investimenti esteri. Tuttavia, l’ecosistema italiano affronta un'incognita cruciale legata alla fase successiva al Piano Nazionale, poiché al momento non sono ancora stati stanziati fondi certi per garantirne la continuità.
Negli ultimi anni lo sviluppo dell'hardware quantistico ha subito una forte accelerazione, con aziende che hanno presentato roadmap promettenti, focalizzate sul miglioramento della qualità dei qubit e sull'aumento dell'efficienza, piuttosto che sull'espansione delle dimensioni dell'hardware. Tuttavia, rimangono sfide cruciali, come l'affidabilità delle componenti e la correzione degli errori, per raggiungere una scala industriale. Inoltre, lo scenario infrastrutturale resta complesso: si stanno portando avanti attività di ricerca su almeno 7 diversi tipi di qubit per la realizzazione dell’hardware quantistico e permane la mancanza di metriche standardizzate e condivise per misurarne i progressi e confrontarne le prestazioni.
Parallelamente allo sviluppo dell’hardware, ulteriori sforzi si stanno concentrando sugli algoritmi quantistici, ovvero sulla riformulazione di problemi computazionali in chiave quantistica e sulla riscrittura del codice, attività necessarie al funzionamento di questi nuovi computer. Tali algoritmi, infatti, sono profondamente diversi da quelli classici e mirano a migliorare l’efficienza e la qualità delle soluzioni. Sebbene la ricerca sugli algoritmi quantistici sia attiva già dagli anni '90, recentemente ha registrato un notevole sviluppo e si sono moltiplicati i progetti sperimentali che hanno iniziato a mostrarne le potenzialità.
Diverse aziende a livello globale hanno annunciato sperimentazioni per testare su scala ridotta la possibilità di applicare il quantum computing in use-case d’interesse. In questo scenario, la disponibilità di prototipi in Cloud, che permettono di eseguire piccoli test e verificare la correttezza della formulazione dei problemi, sta accelerando la sperimentazione.
Considerando tutte le aziende end user che hanno annunciato sperimentazioni nel campo della computazione quantistica, l’Osservatorio ha rilevato 307 annunci pubblici, provenienti da 191 aziende. Per il 44% dei 307 annunci sono già disponibili informazioni sui risultati ottenuti. La maggior parte dei progetti include approcci ibridi classico-quantistici e ha l’obiettivo di acquisire know-how sulla tecnologia, mantenere allo stato dell’arte le progettualità in attesa della maturità dell’hardware o portare in produzione le prime applicazioni come Quantum Inspired nel breve termine.
I principali ambiti applicativi riguardano problemi di ottimizzazione, simulazione e data analysis/machine learning. Dal punto di vista geografico, gli Stati Uniti, la Germania e il Giappone guidano la classifica; nei settori, il finance si conferma al primo posto con il 25% degli annunci, seguito da healthcare al 20%, mentre energy-utility e telco conquistano il terzo posto con il 13%, seguiti a breve distanza dall’automotive (12%). In particolare, nel settore energetico si stanno già sperimentando diversi casi d'uso ad alto impatto che spaziano dall'ottimizzazione delle reti elettriche, alla ricerca di nuovi materiali per le batterie ai sistemi di cattura del carbonio. In questo contesto, l'integrazione delle tecnologie quantistiche potrebbe favorire incrementi di efficienza significativi, capaci di generare un valore economico rilevante, consolidando la tecnologia come leva strategica per la competitività del settore.
Lo scenario presentato evidenzia come il Quantum Computing sia una tecnologia in rapida evoluzione, che si sta imponendo come nuovo asset geopolitico e industriale. Se il 2025 ha innescato uno Shift strategico - con governi e privati impegnati a definire i propri posizionamenti - gli anni a venire saranno dedicati al consolidamento dei casi d'uso. Monitorare le dinamiche di questo ecosistema sarà determinante per anticiparne le ricadute sui mercati globali e intercettarne le opportunità.


















