La povertà energetica è una situazione in cui un individuo non riesce ad accedere o permettersi i servizi energetici essenziali — come riscaldamento, climatizzazione, illuminazione o utilizzo di elettrodomestici — a livelli adeguati a garantire una vita dignitosa e la salute. Il fenomeno è spesso causato da una combinazione di fattori che tendono a rafforzarsi a vicenda: bassi redditi, costi dell’energia elevati e scarsa efficienza energetica degli edifici e degli elettrodomestici.

Purtroppo, è un fenomeno ancora diffuso in Europa. Nel 2024, circa il 9,2% della popolazione dell’Unione europea ha dichiarato di non riuscire a mantenere adeguatamente calda la propria abitazione. In particolare, in Italia questo indicatore si attesta all’8,6% della popolazione, mentre il 4,5% della popolazione italiana conferma di aver accumulato arretrati nel pagamento delle bollette e il 17,1% di vivere in abitazioni con infiltrazioni, umidità o muffa. Forse ancora più significativo, il 23,1% degli italiani risulta a rischio di povertà o di esclusione sociale, contro una media UE del 21%.

Il punto chiave, tuttavia, è che ci sono molte somiglianze nelle sfide che queste persone affrontano – e che ci sono chiari benefici e sinergie nell'affrontare le questioni a livello UE – per fornire una risposta più coordinata e mettere in evidenza le migliori pratiche.

Il tema della povertà energetica è stato preso sempre più seriamente a livello UE negli ultimi decenni ed è stato progressivamente incluso nelle politiche e nella legislazione comunitaria. Avendo ora stabilito definizioni chiare e comparabili del concetto, esso si sta progressivamente trasformando da una questione emergente a una priorità strutturale. Un primo passaggio chiave è avvenuto nel 2019 con il Regolamento UE sulla governance dell’Unione dell’energia e dell’azione per il clima. Questa legge UE ha richiesto per la prima volta che tutti i paesi dell'UE valutassero e monitorassero la questione, e riferissero sui suoi progressi.  Inoltre, qualsiasi paese dell'UE con un numero "significativo" di individui in condizione di povertà energetica deve affrontare questo problema nei propri Piani Nazionali per l'Energia e il Clima (2021–2030) – la roadmap nazionale per raggiungere gli obiettivi energetici e climatici per il 2030. Il Regolamento stabilisce che le risposte dovrebbero includere l'istituzione di un obiettivo indicativo di riduzione della povertà energetica e politiche nazionali pertinenti. Un ulteriore passo in avanti è arrivato con la revisione della Direttiva sull’efficienza energetica nel 2023, che introduce la prima definizione UE di povertà energetica e richiede che le misure di efficienza energetica siano attuate in via prioritaria tra le persone colpite da questo problema. Inoltre, la Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia stabilisce che i piani nazionali di ristrutturazione edilizia includano indicatori e misure per contrastare la povertà energetica.

Per quanto riguarda la tutela dei consumatori, la Direttiva sull’energia elettrica e la Direttiva sul gas rafforzano la protezione dei clienti vulnerabili, ad esempio introducendo maggiore tutela rispetto alle disconnessioni e la possibilità di prezzi regolamentati per clienti in povertà energetica o vulnerabili.

Un ruolo importante è anche svolto dal Fondo sociale per il clima, che prevede risorse dedicate per povertà energetica e dei trasporti. Inoltre, le Raccomandazioni della Commissione europea (2020 e 2023) hanno offerto orientamenti pratici per affrontare la povertà energetica.

Infine, il recente Pacchetto Energia e Cittadini, pubblicato a Marzo 2026 dalla Commissione europea, mira a mettere l’accessibilità economica al centro dei mercati energetici, proponendo misure mirate contro la povertà energetica (riduzione delle bollette, efficienza energetica, rinnovabili, finanziamenti strutturali, flessibilità lato domanda e prevenzione delle disconnessioni).

 

La povertà energetica è un fenomeno multidimensionale che richiede una forte collaborazione tra tutti i livelli di governance. In particolare, le autorità locali, essendo le più prossime ai cittadini, giocano un ruolo chiave nel trasformare gli obiettivi europei in azioni concrete sul territorio. Questo scenario include l’Energy Poverty Advisory Hub (EPAH), la principale iniziativa dell’Unione europea dedicata alla lotta contro la povertà energetica. È stata lanciata dalla Commissione europea nel 2021 come estensione del precedente EU Energy Poverty Observatory (2016–2020).

EPAH si presenta come una piattaforma europea che sostiene comuni, comunità locali e altri attori nel progettare e realizzare interventi efficaci per contribuire all’eliminazione della povertà energetica e all’accelerazione della transizione energetica giusta.

L’elemento distintivo di EPAH è l’impostazione fortemente operativa: le attività e i servizi offerti non si limitano alla raccolta di informazioni, ma si articolano attorno a diversi strumenti che mirano a rendere più semplice per le amministrazioni locali passare all’azione:

1)      Supporto tecnico diretto (Technical Assistance)

Uno degli strumenti più rilevanti è il programma di assistenza tecnica, che fornisce supporto personalizzato a comuni e autorità locali per sviluppare strategie e progetti contro la povertà energetica. Attraverso bandi dedicati, l’assistenza può durare diversi mesi e accompagna le rispettive amministrazioni lungo un percorso che va dalla diagnosi iniziale del problema fino alla messa alla realizzazione delle azioni. Un bando si è appena concluso con successo, ma le candidature riapriranno l’anno prossimo con uno nuovo.

2)      Metodologia EPAH

EPAH ha sviluppato una metodologia strutturata che guida gli enti locali in tre fasi principali: diagnosi della povertà energetica, pianificazione delle misure ed implementazione delle azioni.

EPAH fornisce anche manuali e guide pratiche che supportano questo processo, aiutando a trasformare i dati e l’analisi del contesto in azioni (come ad esempio priorità di intervento, target da raggiungere, strumenti di sostegno e modalità di monitoraggio).

3)      Osservatorio e dati

EPAH opera anche come un osservatorio che raccoglie dati, indicatori e ricerche sulla povertà energetica. Tra gli strumenti principali vi sono una dashboard interattiva con indicatori nazionali e locali, un database di pubblicazioni, analisi nazionali degli Stati membri e una raccolta interattiva di progetti attuati sul territorio (EPAH ATLAS).

Due buoni esempi di progetti attivi in Italia sono Renoverty: con l’aiuto di fondi europei, questo progetto sostiene il rinnovamento energetico delle famiglie rurali e periurbane che vivono in povertà energetica; e Rete Assist: un'associazione no-profit creata per continuare e ampliare il lavoro iniziato dal progetto UE ASSIST, che ha testato l'approccio del Household Energy Tutor (TED) per combattere la povertà energetica.

4)      Formazione e capacity building (Digital Academy)

Un ulteriore ruolo di EPAH è offrire una Digital Academy con corsi online gratuiti e materiali didattici particolarmente utili per funzionari pubblici, organizzazioni e portatori di interesse attivi nel settore della povertà energetica.

5)      Networking e scambio di buone pratiche

Un'ultima funzione importante dell'EPAH è quella di promuovere la costruzione di una rete europea di portatori di interesse — amministrazioni locali, ONG, ricercatori e altri soggetti — per favorire lo scambio di esperienze tramite eventi e workshop, piattaforme collaborative e raccolte di casi studio. Ad esempio, l’ultimo evento annuale si è tenuto ad Atene il 17-18 marzo scorso e le conclusioni sono disponibili online.  

Attraverso questi diversi elementi, EPAH gioca un ruolo centrale nella strategia europea contro la povertà energetica perché contribuisce a trasformare obiettivi e norme UE in interventi concreti sui territori. Inoltre, mette a disposizione strumenti operativi, supporto e formazione, creando una rete europea che facilita lo scambio di buone pratiche contro la povertà energetica e rafforzando le capacità locali, consentendo di passare dalla consapevolezza all’azione e contribuendo in modo concreto a una transizione energetica più giusta.

*Chiara Massarotto lavora nella Direzione Generale per l'Energia della Commissione Europea, nell'unità che si occupa dei Consumatori, delle Iniziative Locali e della Transizione Giusta.