Per la prima volta dal 2021, la percentuale di cittadini dell’UE che non riescono a riscaldare adeguatamente le proprie abitazioni ha registrato un calo: 9,2% nel 2024, in calo rispetto al dato di picco del 10,6% del 2023. La Commissione europea attribuisce questo miglioramento a una combinazione di fattori quali il calo dei prezzi al dettaglio dell’energia, l’attuazione di misure nazionali di efficienza energetica e interventi politici più mirati. Tuttavia, questa cifra nasconde disparità geografiche, poiché la percentuale di persone che non riescono a riscaldare le proprie abitazioni varia dal 2,7% in Finlandia al 19% in Bulgaria e Grecia, e nelle quattro maggiori economie dell’UE – Spagna, Francia, Germania e Italia – le persone colpite sono quasi 27 milioni.
A seconda dell’indicatore selezionato, il Join Research Centre (JRC) ha rilevato che tra l’8% e il 16% dell’UE è colpito dalla povertà energetica, sebbene il 70% delle persone interessate non sia in condizioni di povertà di reddito. Si tratta di una constatazione importante che mette in discussione il presupposto per cui la povertà energetica sia semplicemente una sottocategoria della povertà generale. L’analisi del JRC conferma che i quattro principali indicatori di povertà energetica dell’UE si sovrappongono in misura minima, suggerendo che per affrontare il problema siano necessari strumenti politici variegati. Il Rapporto Draghi sulla competitività europea sottolinea l’urgenza di affrontare la povertà energetica, adducendo che il sostegno mirato alle famiglie a basso reddito e gli investimenti nell'efficienza energetica sono essenziali per tenere in piedi la forza economica dell’Unione.
Inoltre, si sta prendendo sempre più coscienza del problema della povertà energetica durante il periodo estivo. I risultati delle ricerche indicano che chi non riesce a riscaldarsi in inverno potrebbe avere altrettante difficoltà a refrigerarsi in estate, il che richiede non solo soluzioni a livello degli edifici, ma anche interventi nell’ambito della pianificazione urbana e della realizzazione di spazi verdi.
Il quadro normativo europeo ha registrato una notevole evoluzione negli ultimi anni. Le revisioni della direttiva sull’efficienza energetica (EED) e della direttiva sul rendimento energetico nell’edilizia (EPBD), entrambe attualmente in vigore, pongono la lotta alla povertà energetica al centro della strategia di ristrutturazione degli edifici. La EPBD impone agli Stati membri di ridurre il consumo energetico medio degli edifici residenziali del 16% entro il 2030, puntando a ottenere almeno il 55% dei risparmi energetici nel settore residenziale attraverso la ristrutturazione degli edifici con le prestazioni più basse. Si prevede che il Fondo sociale per il clima – che attinge dalle entrate dell’ETS2 e dai contributi degli Stati membri – mobiliterà fino a 86,7 miliardi di euro dal 2025 al 2032, sebbene gli esperti di povertà energetica abbiano sollevato preoccupazioni circa l’adeguatezza di tale importo rispetto agli effetti introiti dell’ETS “ampliato”.
È importante far presente che è stato nominato un nuovo Commissario europeo per l’edilizia abitativa e l’energia, a dimostrazione del fatto che l’accessibilità degli alloggi e l’accesso all’energia vengono ora affrontati congiuntamente al più alto livello politico. Ciò ha portato al primo Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, presentato nel dicembre 2025, che riconosce esplicitamente che la scarsa qualità degli edifici residenziali e le prestazioni energetiche insufficienti contribuiscono alla povertà energetica, impegnandosi dunque a realizzare investimenti mirati e a rivedere le norme sugli aiuti statali per dare priorità alla ristrutturazione e al sostegno delle famiglie più vulnerabili.
Tre progetti attualmente in corso, finanziati dall’Unione Europea, offrono preziose indicazioni sugli aspetti pratici della lotta alla povertà energetica in diversi tipi di edifici e gruppi di popolazione.
Il progetto RENOVERTY (2022–2025) si è concentrato sulla riqualificazione energetica nelle aree rurali e periurbane di sette paesi europei. Il progetto ha rilevato che la povertà energetica rurale è multidimensionale: è determinata infatti da abitazioni vecchie e scarsamente isolate, dall’isolamento geografico che comporta una riduzione delle opportunità accademiche e professionali – e, di conseguenza, del reddito – dalla dipendenza da combustibili costosi, dalla mancanza di informazioni, dalla carenza di professionisti qualificati e dagli ostacoli amministrativi. Pertanto, questo problema deve essere affrontato in modo globale, ricorrendo contemporaneamente a misure di sostegno tecnico, finanziario, giuridico e comunitario per massimizzare le possibilità di successo. Attraverso audit, workshop e processi di co-creazione che hanno coinvolto residenti, autorità e attori locali, RENOVERTY ha sviluppato 32 piani d'azione per l’efficienza energetica rurale (REER) che guidano le famiglie e le parti interessate su come attuare soluzioni per affrontare l’insicurezza energetica. I progetti pilota hanno dimostrato che uffici itineranti, modelli basati sulla comunità e quadri politici stabili possono sbloccare la ristrutturazione in aree dove è difficile ottenere economie di scala.
Mentre RENOVERTY si rivolgeva alle famiglie rurali, il progetto LOCATEE (2024-2027) si concentra su un segmento diverso ma altrettanto trascurato, ovvero i condomini privati nell’Europa centrale, orientale e meridionale, dove i comuni faticano a colmare il divario tra i proprietari di immobili privati e le politiche locali in materia di clima ed energia. LOCATEE sta sviluppando un kit di strumenti che utilizza dati amministrativi per creare tipologie di famiglie e edifici, consentendo ai comuni di identificare i luoghi di intervento prioritari e di integrare la lotta alla povertà energetica nelle loro strategie a lungo termine, come i Piani d’azione per l’energia sostenibile e il clima (SECAP). Una revisione sistematica di 57 iniziative locali rivela sia pratiche promettenti che carenze persistenti, in particolare la mancanza di solidi meccanismi di monitoraggio e valutazione, e sottolinea il ruolo fondamentale dei comuni e delle organizzazioni della società civile come intermediari.
Il progetto ASSERT (2024–2027) affronta una delle dimensioni più trascurate della sfida della povertà energetica, in particolare l’intersezione tra povertà energetica e disabilità fisica. Le persone con disabilità fisiche sono colpite in modo sproporzionato a causa del loro maggiore fabbisogno energetico e del reddito più basso, eppure spesso non dispongono del sostegno e delle risorse necessarie per gestire efficacemente il proprio fabbisogno energetico. Sebbene la consapevolezza politica e la volontà di fornire sostegno a queste persone siano in crescita, la capacità operativa dei comuni nell’assisterle resta limitata. Per andare avanti, necessitano infatti di orientamenti chiari e di una più forte collaborazione con le autorità nazionali e tra i dipartimenti che si occupano di alloggi, affari sociali e sanità, in modo da poter offrire soluzioni energetiche più olistiche. ASSERT offre quindi corsi di formazione specializzati per i responsabili politici, gli intermediari e le persone con disabilità stesse, fornendo a tutti e tre i gruppi le competenze necessarie per attuare soluzioni energetiche inclusive traendone beneficio.
Nel loro insieme, questi progetti ribadiscono il principio fondamentale secondo cui nessun strumento a sé stante è sufficiente a risolvere il problema della povertà energetica. La ristrutturazione profonda degli edifici, il sostegno economico e legale, la formazione mirata e una governance inclusiva devono operare in parallelo, non in sequenza. L'UE ha costruito un’architettura sempre più coerente per affrontare questo problema, ma per molti gruppi vulnerabili il kit di strumenti politici standard è ancora insufficiente. La sfida per il futuro è quella di raccogliere soluzioni efficaci per alleviare la povertà energetica, ampliarne la portata e attuarle in modo rapido ed equo, mantenendo al centro i più vulnerabili.
La traduzione in italiano è stata curata dalla redazione. La versione inglese di questo articolo è disponibile qui


















