Ospitiamo l’intervento dell’Amministratore Delegato di Aliplast, una realtà aziendale che con nove stabilimenti che ogni anno rigenerano 80 mila tonnellate di plastica ed evitano l’emissione di 150 mila tonnellate di CO2, rappresenta un esempio concreto di gestione dei rifiuti e di economia circolare.

Nazioni Unite, Unione Europea e comunità scientifica rinnovano incessantemente gli appelli in favore di un cambiamento che garantisca un futuro al nostro Pianeta. La sensazione è che il tempo a disposizione sia sempre di meno e che, quindi, sia necessario imprimere un’accelerazione che bruci le tappe e colga quanto prima le sfide che abbiamo davanti. L’economia circolare, da questo punto di vista, non è solo un paradigma fra gli altri ma rappresenta l’unico modello di sviluppo che riesce a coniugare con intelligenza le istanze del mercato e quelle dell’ambiente. Per fare economia circolare, però, bisogna chiudere il fantomatico cerchio, facendo in modo che la gestione dei rifiuti faccia un salto di qualità epocale, senza accontentarsi di un semplice miglioramento di quanto fatto sino ad ora. Chiudere il cerchio, infatti, non significa tanto gestire meglio i rifiuti ma, anzitutto, ridurne il numero, trasformandoli per quanto possibile in nuove risorse, le cosiddette materie prime seconde. Un tema fondamentale, in questo contesto, è quello dell’ecodesign, che aggredisce il problema dei rifiuti a monte, facendo in modo che la realizzazione stessa dei prodotti risponda a criteri di progettazione lungimiranti, capaci di vedere lontano, di immaginare tutto il ciclo di vita della materia e, soprattutto, di creare le condizioni affinché possa esserne recuperata la maggior parte, evitando così l’impatto ambientale derivante dallo smaltimento della stessa.

Uno degli ambiti in cui questa partita diventa, insieme, più urgente e più sfidante è quello della plastica, nel riciclo della quale Aliplast, società fondata nel 1982, rappresenta oggi una delle più importanti realtà nazionali ed europee, grazie al presidio dell’intero ciclo di vita della materia. Dal 2017, inoltre, Aliplast è entrata a far parte del Gruppo Hera, una delle principali multiutility italiane che, oltre ad essere attiva nei settori dell’acqua e dell’energia, rappresenta il primo operatore nazionale nell’ambito del trattamento dei rifiuti. Con questa integrazione, la multiutility ha dato nuovo impulso a un impegno che ne ha anche comportato l’ingresso nel CE100, il prestigioso network internazionale della Fondazione Ellen MacArthur, che riunisce le 100 realtà maggiormente impegnate a livello mondiale nella transizione verso un’economia circolare. Proprio in questo contesto, Aliplast contribuirà in misura decisiva all’impegno recentemente assunto dal Gruppo Hera, che con 250 aziende di tutto il mondo ha sottoscritto il New Plastics Economy Global Committment, un protocollo internazionale per la riduzione dell’inquinamento derivante da fonti plastiche.

Per comprendere l’attività di Aliplast e la sua incidenza, la via più semplice è quella dei numeri: nove stabilimenti in quattro Paesi d’Europa (Italia, Francia, Spagna e Polonia), 80 mila tonnellate di plastica lavorata in ingresso, altrettante di prodotti finiti/polimeri rigenerati in uscita, oltre il 90% di recupero/riciclo rispetto ai volumi lavorati, emissioni di CO2 evitate in misura pari a 150 mila tonnellate e oltre 1.000 aziende clienti.

Numerosi i mercati di cui Aliplast – attraverso i propri prodotti – contribuisce ad incrementare la sostenibilità: si va dall’alimentare all’arredamento, passando per il settore della detergenza e dell’elettrodomestico, senza contare l’automotive, l’edilizia e l’ambito della carta. E non è tutto. Aliplast, infatti, può proporsi in maniera strategica anche a un settore esigente come quello della cosmetica, caratterizzato da una domanda di qualità estremamente sfidante e– al tempo stesso – sempre più attento ai temi della sostenibilità. Proprio alla sostenibilità, infatti, è dedicata l’edizione 2019 di Cosmoprof, cui Aliplast ha deciso di partecipare intervenendo all’interno di Cosmopack – salone del packaging – per contribuire con i suoi polimeri al progetto della Factory che sul posto mette in mostra l’intera filiera dalla quale nasce un prodotto di cosmetica, a partire dalla realizzazione del flacone ottenuto dalla plastica riciclata di Aliplast.

Quello della plastica riciclata, insomma, è un settore complesso e articolato, per il successo del quale è fondamentale il concorso di più attori. Un ruolo importante, in questo senso, è giocato dai fornitori, che devono essere integrati in maniera virtuosa ai processi di filiera. Per Aliplast, ad esempio, questo vuol dire operare anche “a domicilio”, organizzando l’attività di raccolta presso i punti di ritiro e migliorando il ciclo produttivo dei fornitori attraverso dotazioni impiantistiche dedicate e servizi di formazione e assistenza costante.

Non ha più senso, oggi, scegliere fra qualità e sostenibilità. Le aziende cui un soggetto come Aliplast si rivolge chiedono infatti, ed esigono, che questi due obiettivi siano perseguiti in maniera congiunta. L’esperienza maturata in questo campo, del resto, ci dice che un valore aggiunto importante deriva dalla misurabilità dei risultati e, segnatamente, dei benefici ambientali, perché questo consente al cliente di integrarli alla propria rendicontazione di sostenibilità, con effetti positivi sulla reputazione.