Il mercato europeo del carbonio (EU ETS) ha attraversato un periodo eccezionalmente turbolento nei primi otto mesi del 2026. Stretto tra una forte opposizione politica all'aumento dei costi energetici e una contrazione strutturale dell'offerta, il prezzo delle quote di emissione europee (EUA) si è dimostrato ancora una volta il principale barometro delle politiche di transizione energetica europea e del rischio regolatorio. Mentre l'UE cerca di bilanciare le sue ambizioni di decarbonizzazione a lungo termine con la necessità di preservare la competitività industriale, il mercato del carbonio ha seguito l'evoluzione del sentiment nei dibattiti politici, riprendendosi dal forte calo del primo trimestre e registrando un rally di sollievo, guidato dalle politiche, durante i mesi estivi. Questa maggiore volatilità riflette una complessa fase di transizione, in cui il mercato ha spostato la sua attenzione principale dai prezzi del gas naturale e dal sentiment macroeconomico generale verso le intense notizie che riguardano la normativa. Al 31 agosto 2026, il contratto di riferimento EUA con scadenza a dicembre si attestava in media a 78,27 €/t, con un ampio intervallo di negoziazione che oscilla tra 63,07 €/ton e 93,80 €/ton.
L'anno è iniziato con il piede giusto, con il prezzo delle quote EUA che ha superato i 90 €/ton a gennaio, mentre gli operatori di mercato si preparavano a un inasprimento degli equilibri ETS, con il calo del tetto massimo e la riduzione dell'offerta presente nella Riserva di Stabilità del Mercato. Tuttavia, questo slancio si è rapidamente dissipato con l'ondata di opposizione politica che si è diffusa in tutta Europa. Di fronte all'aumento dei costi energetici, esacerbato dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, diversi Stati membri hanno lanciato attacchi diretti sui costi del carbonio, chiedendo tetti massimi di prezzo, aumenti dell'offerta o sospensioni temporanee del mercato. Questa retorica politica ha innescato una massiccia liquidazione da parte dei fondi speculativi, che hanno venduto aggressivamente le proprie posizioni, riducendo le posizioni lunghe nette da un picco di 126 Mt a metà gennaio a un minimo di 32,77 Mt a fine marzo. Di conseguenza, i prezzi delle consegne di dicembre sono crollati di quasi il 25%, toccando il minimo di 65 €/t a fine marzo. Il mercato ha trovato un solido supporto in seguito alla riunione del Consiglio europeo del 19 marzo, dove la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha difeso con forza il sistema, definendolo un motore vitale per l'indipendenza energetica e per gli investimenti nazionali nelle energie pulite. In particolare, ha delineato quattro misure per modernizzare l'EU ETS, tra cui l'aggiornamento dei parametri di riferimento per le allocazioni libere al fine di rispondere alle preoccupazioni del settore e l'aumento della capacità di intervento della riserva di stabilità del mercato per contenere la volatilità.
Il mercato si è poi calmato durante il secondo trimestre, mentre le autorità di regolamentazione e i responsabili politici discutevano la direzione del prossimo pacchetto di revisione dell'ETS a luglio. I prezzi delle quote EUA si sono ripresi e sono aumentati costantemente tra maggio e giugno, con i fondi di investimento che hanno ricostituito le loro posizioni nette lunghe a 62,05 milioni di tonnellate entro il 26 giugno, riflettendo la crescente fiducia che la prossima revisione dell'ETS sarebbe stata meno ribassista di quanto temuto in precedenza. Gli sviluppi normativi hanno dominato il sentiment del mercato ETS e il prezzo delle quote EUA si è in gran parte disaccoppiato dai prezzi del gas. Il 1° aprile, la Commissione europea ha formalmente proposto di rimuovere la clausola di invalidazione della riserva di stabilità del mercato, garantendo che le quote detenute nella riserva al di sopra della soglia di 400 milioni di tonnellate vengano mantenute anziché cancellate. A maggio, il numero totale di quote in circolazione per il 2025 è stato fissato a 1.023,49 Mt, scendendo per la prima volta al di sotto della soglia di 1.096 Mt e innescando un sostanziale prelievo di riserve pari a 190,49 Mt programmato tra settembre 2026 e agosto 2027. Il 26 giugno, la Commissione ha finalizzato i parametri di riferimento per le quote gratuite dal 2026 al 2030, adottando il limite inferiore del tasso di declino e introducendo la scambiabilità delle forniture di combustibile ed elettricità per aggiungere ulteriori quote gratuite a tutela dell'industria pesante.
Il momento cruciale dell'anno è stato il 17 luglio, quando la Commissione ha presentato il suo pacchetto completo di revisione del sistema EU ETS per il 2026. Prima della conferenza stampa di mezzogiorno, le quote EUA con scadenza a dicembre sono scese a un minimo intraday di 76,92 €/ton a causa dell'incertezza politica. Tuttavia, con l'emergere dei dettagli, i prezzi hanno registrato un forte rialzo, raggiungendo infine gli 86 €/ton il 22 luglio. Il mercato è salito perché la proposta ha trovato un equilibrio pragmatico tra l'allineamento con l'obiettivo climatico dell'UE per il 2040 e la fornitura di un sostanziale sollievo per l'industria. Ancora più importante, è stato confermato che il principale incentivo agli investimenti (Investment Booster) da 30 miliardi di euro e 400 milioni di quote sarà ricavato da riserve esistenti riutilizzate anziché da nuove forniture e sarà erogato ex post in un periodo di 10 anni a seguito della verifica della riduzione delle emissioni. Poiché le quote del Booster non saranno cedute tramite aste primarie, l'impatto immediato sull'offerta è stato percepito come molto meno negativo del previsto. Il modello EU ETS di ClearBlue Markets mostra che il prezzo del carbonio nell'UE dovrebbe comunque salire a 138,5 euro nello scenario "ETS Review July 17", solo 7 euro in meno rispetto allo scenario in cui l'attuale configurazione dell'ETS viene estesa alla fase 5, mantenendo invariate tutte le altre ipotesi.
Nel corso di agosto, gli operatori di mercato hanno continuato ad analizzare il pacchetto di revisione dell'ETS e le reazioni dei vari stakeholder. I prezzi delle quote di emissione EUA si sono consolidati stabilmente tra gli 82 e gli 85 €/ton, grazie agli scambi limitati durante le festività, sostenuti dalle ondate di calore estive, dall'aumento del consumo di carbone nel settore energetico, dalla riduzione dei volumi d'asta giornalieri con la conclusione delle aste REPowerEU e dagli acquisti dell'ultimo minuto in vista della scadenza annuale di settembre per la conformità.
Tuttavia, altre tempeste si prospettano per il resto del 2026. Gli sviluppi delle politiche ETS influenzeranno probabilmente il sentiment di mercato, con i colegislatori che puntano a finalizzare l'iter legislativo entro il primo trimestre del 2027. I partecipanti monitoreranno attentamente i negoziati al Parlamento europeo e al Consiglio sul pacchetto di revisione dell'ETS, valutando le potenziali modifiche ai parametri chiave e ulteriori dettagli sulle iniezioni di offerta da parte dell'Investment Booster e della Banca per la decarbonizzazione industriale. Sebbene i dibattiti relativi al fattore di riduzione lineare e all'eliminazione graduale delle quote gratuite, nonché centrati sulle regole di condizionalità, possano innescare volatilità nei titoli principali, il quadro a lungo termine più chiaro e le prospettive di bilanci ETS che rimarranno tesi nel 2027 dovrebbero mantenere le quote EUA sostenute nella fascia tra 80 e 90 euro/t fino alla fine dell'anno.
La traduzione in italiano è stata curata dalla redazione. La versione inglese di questo articolo è disponibile qui



















