In occasione degli 80 anni dalla nascita di Proxigas è stato presentato il volume “Il gas e gli italiani. Una storia di prossimità” che attraverso immagini, documenti e testimonianze, ripercorre ottant’anni di storia italiana, raccontando non soltanto l’evoluzione del settore industriale ma, soprattutto, come si è consolidato nel tempo il rapporto tra il gas e la vita quotidiana degli italiani. In questo articolo di RiEnergia viene riportato lo stralcio del capitolo 4.

Le transizioni energetiche del passato insegnano che raramente le cose vanno come previsto. Raramente un’energia cede il campo ad un’altra secondo calendario. Raramente le infrastrutture costruite per una funzione non trovano usi alternativi. Il gas ha già cambiato forma più volte. Può farlo ancora.

La rete di oggi – monitorata in tempo reale su una mappa che copre l’intera penisola – è l’erede di quella prima rete di tubature posate a mano, nelle trincee delle città italiane degli anni Cinquanta.

La differenza è che oggi quella rete è anche un sistema di intelligenza distribuita: i contatori digitali comunicano, i sensori segnalano, gli algoritmi ottimizzano.

L’infrastruttura sta imparando a pensare mentre l’industria si confronta con nuove sfide in un contesto globale che chiede sicurezza, efficienza economica e decarbonizzazione.

Il GNL – gas naturale liquefatto, trasportato via mare a basse temperature e su apposite navi – è la risposta alla domanda di flessibilità geopolitica che il 2022 ha reso urgente con una brutalità inaspettata.

La costruzione di nuovi terminali galleggianti di rigassificazione – a Piombino e a Ravenna – ha mostrato che il Paese sa muoversi rapidamente quando la necessità lo impone, e ha ricordato che la sicurezza energetica non è mai un risultato acquisito per sempre, ma un equilibrio da mantenere con attenzione continua.

Il biometano prodotto dalla fermentazione di scarti agricoli, rifiuti organici, fanghi di depurazione, è chimicamente indistinguibile dal metano fossile, ma ha un carico di carbonio nullo o addirittura negativo, se si considera l’intero ciclo di vita.

Ecco che allora le aziende agricole italiane possono diventare preziosi produttori di energia verde.

L’Italia ha uno dei maggiori potenziali di produzione di biometano e la rete dei metanodotti esistente può farlo arrivare a tutti i consumatori.

L’idrogeno è oggetto di varie sperimentazioni, per verificare se le infrastrutture esistenti – le tubature, i contatori, i bruciatori – sono compatibili con miscele crescenti di idrogeno. È la strada del blending.

Non è l’unica strada, e non è priva di ostacoli tecnici ed economici. Ma è una delle strade che si stanno percorrendo, e il fatto che lo si faccia sulla rete italiana racconta di un settore che non aspetta il futuro ma ci lavora dentro.

In tutto questo, la cucina a gas rimane il punto di contatto tra la storia industriale e la vita quotidiana degli italiani.

In fondo, anche lo chef che dirige fiamme e persone consolida un rapporto costruito nel tempo, una competenza trasmessa di generazione in generazione, una preferenza che ha radici tanto tecniche quanto culturali.

Così come ci ricorda Antonino Cannavacciuolo nella campagna di comunicazione “Naturalmente Gas”: «Mi raccomando, la fiamma è importante. Perché tre cose fanno grande un ragù: l’amore, la carne e la fiamma. E se manca la fiamma...».