Il 21 gennaio a Roma nella “Sala Zuccari” di Palazzo Giustiniani presso il Senato della Repubblica si è tenuto un altro evento promosso da Assogasliquidi-Federchimica, dopo quello di novembre, in cui è stato presentato lo studio svolto da BIP dal titolo: L’impatto dell’ETS2 sul mercato del GPL. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi stakeholder del settore afferenti a Imprese, Ambiente e Consumatori, alle istituzioni e al mondo della politica. E proprio all’interlocuzione con il decisore politico è stata dedicata l’ultima tavola rotonda della giornata. Ad intervenire sono stati Paolo Borchia (Membro della Commissione ITRE - Parlamento Europeo), Carlo Fidanza (Membro delle Commissioni AGRI e TRAN del Parlamento Europeo), Massimiliano De Toma (Consulente Energia, Gruppo Fratelli d’Italia), Silvia Fregolent, (esponente di Italia Viva, Vice-Presidente della IX Commissione e Membro dell’VIII Commissione - Senato della Repubblica), Antonio Misiani (Vicepresidente V Commissione - Senato della Repubblica), Luca Squeri, (Responsabile Energia di Forza Italia, Segretario X Commissione Camera dei Deputati) e Marco Osnato, (Presidente della Commissione Finanze della Camera e Deputato di Fratelli d’Italia). Di ognuno, RiEnergia riporta le principali posizioni espresse.

Per l'onorevole Paolo Borchia, Membro della Commissione ITRE - Parlamento Europeo, l'ETS2 colpendo i combustibili per riscaldamento degli edifici, trasporto stradale e piccola industria rischia di rivelarsi come una sorta di carbon tax applicata a monte sui fornitori di carburante. Il che vale soprattutto per l’Italia, paese particolarmente esposto a causa di un parco edilizio vetusto, dell'alta dipendenza dall'auto privata e di redditi medi bassi. Le stime per l'Italia parlano di un gettito di circa 10 miliardi di euro derivanti dall’ETS2 che graverà sui consumi quotidiani, con rischi di povertà energetica per le famiglie e perdita di competitività per le imprese. Solo per il carburante si stima un aumento della spesa annua media fino a 280 euro per veicolo.

Per questo motivo, il GPL si rivela una tecnologia chiave in termini di competitività, risultando spesso più conveniente di benzina, diesel, soluzioni full hybrid e, in certi casi, anche dell'elettrico (se si considerano i costi reali d'acquisto e utilizzo).  Penalizzare il GPL e il bioGPL, in mancanza di una  vera neutralità tecnologica a livello europeo, significa scegliere la strada più costosa sia economicamente che socialmente, non tenendo in considerazione soluzioni di "buon senso" per contenere costi ed emissioni.

Giunge alle stesse conclusioni anche l’intervento di Carlo Fidanza (Membro delle Commissioni AGRI e TRAN del Parlamento Europeo) sostenitore della necessità di un approccio alla transizione più pragmatico e meno ideologico. Il suo timore è che l’ETS2 si riveli in una tassa occulta che grava su imprese e famiglie e dal momento che riguarda il riscaldamento domestico e la mobilità rischia di far ricadere i costi della transizione  sui cittadini più vulnerabili, provocando una perdita di consenso verso le politiche ambientali, generando "povertà energetica".  Ecco perché come esponente di Fratelli d’Italia, rivendica l'azione del governo italiano per averne ottenuto il rinvio di un anno e propone una redistribuzione dei proventi dell’ETS2 per sostenere investimenti in rinnovabili e per compensare i rincari subiti dai cittadini. Inoltre, ancora una volta in virtù del principio di neutralità tecnologica a cui bisognerebbe tendere, sottolinea il valore del GPL e del BioGPL come soluzioni mature, efficienti e già disponibili, capaci di abbattere le emissioni senza costi insostenibili per l'utente finale.

Dalla centralità del GPL specialmente nelle sue evoluzioni sostenibili (BioGPL) parte anche l'intervento di Massimiliano De Toma - Consulente Energia, Gruppo Fratelli d’Italia – Camera dei Deputati- che sottolinea la scelta sbagliata del passato di puntare su unico vettore, generando uno squilibrio che l'attuale maggioranza ha lavorato per correggere. Questo nella forte convinzione che vada premiata la pluralità tecnologica e un'offerta energetica diversificata che consenta al consumatore di essere libero di scegliere il mezzo o il vettore più idoneo alle proprie necessità in piena libertà senza nessuna imposizione dall’alto. Serve però con urgenza una riforma strutturale del settore carburanti, che preveda la razionalizzazione degli impianti e la loro conversione, offrendo risposte concrete sia alle imprese che ai consumatori.

Alla tavola rotonda hanno partecipato anche due rappresentanti dell'opposizione, a testimonianza della necessità di affrontare questo problema dell’ETS2 in modo trasversale a tutte le forze politiche.  Per Silvia Fregolent, esponente di Italia Viva eVicepresidente della 9ª Commissione del Senato della Repubblica, il GPL è uno strumento per rendere la tutela dell'ambiente "democratica". In un'Italia con un parco auto vecchio e famiglie sempre più povere, questo carburante permette di inquinare meno senza costringere a investimenti impossibili in auto elettriche. Mette in guardia dal rischio che un'ideologia ambientale troppo spinta (come quella degli ETS su riscaldamento e benzina) allontani i cittadini, trasformando un consenso di principio in un rifiuto a causa dei costi eccessivi. Da qui muove la richiesta di  un impegno comune di tutte le forze politiche per portare a Bruxelles proposte concrete basate sui dati degli operatori (come Assogasliquidi) al fine di cambiare quegli elementi delle direttive europee che, pur dichiarando di voler proteggere il cittadino, finiscono per colpirlo economicamente.

Antonio Misiani, Responsabile Economia del Partito Democratico e Vicepresidente 5ª Commissione del Senato della Repubblica, invece, offre la prospettiva del fronte progressista nel dibattito sulla transizione energetica e sull'ETS2. Quel che propone è una visione che difenda gli obiettivi del Green Deal, ma ponga l'accento sulla necessità di una "transizione giusta" che non gravi sulle fasce più deboli della popolazione. Perché se da un lato, condivide il principio del sistema ETS ovvero incorporare il costo delle emissioni nei prezzi per orientare l'economia verso la decarbonizzazione, dall’altro avverte che l'ETS2 (esteso a edifici e trasporti privati) rischia di essere un "moltiplicatore di disuguaglianze". Chi non può permettersi un'auto elettrica o una pompa di calore (soprattutto nel Sud Italia o nelle aree off-grid) subirebbe un impatto economico regressivo e insostenibile. Pertanto, diventa dirimente un’equa redistribuzione dei ricavi dell’ETS2 a famiglie e imprese per evitare che finiscano nel "calderone generale" della finanza pubblica. Così come i suoi colleghi che l’hanno preceduto si dice favorevole alla neutralità tecnologica, inclusi BioGPL e biofuel per cui riconosce la necessità di incentivi pubblici, e al pacchetto correttivo sull'automotive, ma ammonisce sul fatto che la neutralità non deve essere un alibi per difendere tecnologie obsolete mentre il mondo va verso l'elettrificazione. L'Europa non deve restare ferma "lamentandosi", ma prepararsi a una competizione tecnologica inevitabile.

Luca Squeri, Responsabile Energia di Forza Italia e Segretario X Commissione della Camera dei Deputati, articola il suo intervento attorno a tre pilastri: la sostenibilità sociale dell'ETS2, la diversità dei mix energetici europei e il superamento dei "tabù" tecnologici (fossili e nucleare). Quanto al primo punto, a differenza dell’ETS1 che colpiva le grandi aziende energivore, il nuovo ETS impatterà su una platea molto più vasta per un impatto economico immediato. Pertanto ritiene un successo l'aver posticipato di un anno l'entrata in vigore del sistema, legandolo a precise condizioni di prezzo per evitare shock insostenibili.

Equiparare i sistemi energetici dei paesi europei, così diversi fra loro non solo è errato ma anche fuorviante. Critica l'idea di applicare le stesse regole a paesi con situazioni di partenza opposte.  La transizione non è solo una questione climatica, ma di sicurezza nazionale. Squeri ricorda che l'Italia dipende per l'80% dai combustibili fossili e ne importa il 98%. Ridurre questa dipendenza è un obbligo, ma deve avvenire con passi sostenibili. Infine, respinge l'idea che esista un'unica tecnologia salvifica. Il GPL e soprattutto il BioGPL (insieme al biometano) sono definiti come "parti della soluzione" che avranno la loro nicchia fondamentale nel mix energetico.

Chiude il cerchio dei contributi politici Marco Osnato, Presidente della Commissione Finanze della Camera e Deputato di Fratelli d’Italia, che focalizza il suo contributo sulla necessità di un quadro normativo certo, sulla difesa delle aree interne e sul ruolo fiscale e strategico del mix energetico italiano. Servono regole certe e durature per gli operatori di settore e un approccio alla sostenibilità ambientale che non sia scissa da quella economica.  Per questo confida nel fatto che la nuova legislatura europea prosegua nel correggere le "distorsioni" del Green Deal viste in passato, adottando una visione più organica ma rispettosa delle peculiarità nazionali. Quanto al GPL, invece, ne sottolinea il valore sociale e ambientale soprattutto nelle aree non metanizzate e nelle zone montane: senza la rete GPL, molte comunità sarebbero costrette a utilizzare carburanti molto più inquinanti (come il gasolio), dimostrando come questa risorsa sia già oggi uno strumento di risparmio ambientale concreto.