Lo studio realizzato da BIP Consulting, commissionato da Assogasliquidi–Federchimica, si inserisce nel nuovo quadro regolatorio europeo, caratterizzato dall’entrata in vigore del sistema ETS2, dall’evoluzione dell’ETS europeo e dall’applicazione del regolamento FuelEU Maritime.
Questi strumenti normativi, progettati per ridurre progressivamente le emissioni dei settori hard-to-abate, introducono costi crescenti per ogni tonnellata di CO₂ emessa, con conseguenze significative sui costi industriali, sulla competitività delle imprese e sull’intera catena logistica.
Normative oggetto dello studio

Fonte: BIP Consulting
Il sistema ETS, oggi giunto alla sua quarta fase di sviluppo, impone già l’acquisto di quote di CO₂ ai settori energivori. Dal 2024 anche il settore marittimo è incluso nel meccanismo ETS, obbligando le navi cargo e passeggeri sopra le 5.000 GT a contabilizzare le emissioni sia in navigazione sia all’ormeggio, incluse le tratte extra-UE (nelle quali viene considerato il 50% delle emissioni). Ad oggi il prezzo delle quote ETS è di circa 75-80 €/ton CO₂, ma gli scenari indicano come potrebbe toccare i 135 €/ton CO₂ entro il 2030 e 200 €/ton CO₂ nel 2050.
Inoltre, il settore navale sottostà anche al regolamento FuelEU Maritime che impone una progressiva riduzione dell’intensità carbonica dei combustibili marittimi. Gli obblighi fino al 2030 prevedono una riduzione del solo 2% dell’intensità carbonica rispetto al riferimento del 2020, ma il regolamento prevede una riduzione dell’80% dell’intensità carbonica entro il 2050.
Con l’entrata in vigore dell’ETS2, programmata per il 2027 ma ancora in fase di discussione, il meccanismo di pagamento delle emissioni di CO₂ si estenderà anche al trasporto stradale (pesante e leggero), alla climatizzazione residenziale e alle applicazioni industriali, ampliando ulteriormente il numero dei soggetti obbligati.
L’effetto combinato di queste normative determina un incremento potenzialmente significativo dei costi operativi, con ricadute macroeconomiche rilevanti. Le proiezioni mostrano che il meccanismo ETS, insieme all’introduzione dell’ETS2, comporta costi annuali compresi tra 700 milioni e 1,4 miliardi di euro nel comparto navale e determinerà una spesa aggiuntiva tra 4 e 15 miliardi di euro nel trasporto stradale pesante entro il 2030.
Impatto macroeconomico meccanismo ETS e ETS2

Fonte: BIP Consulting
In questo contesto, lo studio di BIP Consulting analizza l’impatto economico dei meccanismi ETS, ETS2 e FuelEU Maritime sul Total Cost of Ownership (TCO) degli asset dei settori navale, del trasporto stradale pesante e delle applicazioni industriali off-grid. L’approccio dello studio prevede, per ciascun settore, il confronto tra diverse tecnologie con differenti intensità carboniche.
Comparativa TCO caso navale

Fonte: BIP Consulting
Nel settore marittimo, il meccanismo ETS può incrementare il TCO fino al 50% per i combustibili fossili tradizionali (HFO, MDO e MGO). Considerando anche l’impatto del regolamento FuelEU Maritime, i valori di TCO annuali potrebbero addirittura raddoppiare. In questo scenario, il Bio-GNL, seguito dal GNL, si dimostra altamente competitivo, e tutte le molecole biogeniche diventano alternative economicamente vantaggiose rispetto ai combustibili fossili proprio grazie all’effetto combinato di ETS e FuelEU Maritime.
Comparativa TCO trasporto pesante su gomma

Fonte: BIP Consulting
Nel trasporto pesante su gomma l’ETS2 produce un incremento dei costi stimato inferiore al 10%. Anche in questo settore, il meccanismo favorisce le soluzioni biogeniche, come HVO e Bio-GNL, rispetto ai carburanti tradizionali. Visti gli elevati costi di investimento e dei carburanti, le soluzioni a batteria e a cella a combustibile risultano oggi ancora poco competitive.
Comparativa TCO industriale off-grid

Fonte: BIP Consulting
Infine, nei sistemi di riscaldamento e nelle applicazioni industriali off-grid, l’ETS2 potrà determinare un incremento del TCO compreso tra il 30% e il 40%. Anche in questo ambito, le tecnologie alimentate a GNL offrono un vantaggio sostanziale in termini di TCO annuo.
L’ultima parte dello studio si è concentrata sulla stima del potenziale mercato del GNL al 2050. Per farlo, BIP Consulting ha sviluppato tre scenari che considerano diverse prospettive di sviluppo infrastrutturale e regolamentare. Lo scenario Base prevede uno sviluppo limitato delle bioraffinerie, una bassa penetrazione di fonti rinnovabili nella rete elettrica e uno sviluppo contenuto delle infrastrutture per la logistica dei combustibili alternativi. Lo scenario Bio considera un significativo sviluppo delle bioraffinerie e degli impianti di produzione di biometano, una penetrazione media di rinnovabili nella rete elettrica e uno sviluppo moderato delle infrastrutture logistiche. Infine, lo scenario elettrificazione-RFNBO prevede uno sviluppo medio delle bioraffinerie, un’alta penetrazione di rinnovabili nella rete elettrica e un’ampia diffusione delle infrastrutture per la logistica dei combustibili alternativi e criogenici.
Scenari di mercato GNL

Fonte: BIP Consulting
Gli scenari di lungo termine delineano una crescita significativa del mercato del GNL in Italia. La domanda attuale, stimata attorno a 200 mila tonnellate l’anno, potrebbe triplicare entro il 2030 e superare i due milioni di tonnellate nel 2050. Il principale motore di questa espansione è il comparto navale, che potrebbe superare 1,2 milioni di tonnellate annue, anche in virtù della limitata disponibilità di alternative tecnologiche realmente mature per la decarbonizzazione delle grandi flotte. Un contributo rilevante proverrebbe inoltre dal trasporto stradale pesante, che potrebbe oltrepassare le 750 mila tonnellate annue entro la metà del secolo.
Lo studio ha permesso di identificare in modo chiaro gli impatti dei meccanismi ETS, ETS2 e FuelEU Maritime sui settori navale, trasporto pesante e industriale, evidenziando come il costo delle quote di CO₂ giocheranno un ruolo centrale nella definizione della competitività delle soluzioni energetiche a basse emissioni. Da notare che il prezzo delle GO, oggi molto basso (circa 1,5 €/MWh), potrebbe evolvere nel tempo una volta abilitato il meccanismo di “virtual liquefaction” nei vari settori di consumo. In questo scenario, le GO acquisirebbero maggiore peso nel mercato e potrebbero assorbire una parte significativa dei costi legati ai meccanismi ETS e ETS2. Nonostante queste incertezze, emerge con forza il potenziale di crescita del GNL, trainato principalmente dal comparto navale, dove le alternative di decarbonizzazione restano limitate, e con un contributo sostanziale dal trasporto pesante stradale. Questi risultati confermano il ruolo strategico del GNL e del Bio-GNL come leve efficaci per contenere i costi della transizione energetica e ridurre le emissioni nei settori più difficili da decarbonizzare, offrendo al contempo un’opportunità di sviluppo sostenibile per il mercato italiano dei combustibili alternativi.



















