L’anno che ci lasciamo alle spalle ha messo a dura prova il comparto del GNL e GPL, sia da un punto di vista gestionale ed operativo che per quanto riguarda i risultati economici ed operativi delle nostre imprese. Allo stesso tempo si può affermare con certezza che tutte le aziende dei settori rappresentati da Assogasliquidi hanno profuso ogni “energia” al servizio del Paese, garantendo che ogni consumatore potesse contare sulla distribuzione del GPL e del GNL, senza alcuna soluzione di continuità durante tutto il periodo di lockdown, nel pieno rispetto dei Protocolli di sicurezza adottati. Ora si tratta di guardare al futuro, di tradurre la volontà di contribuire alla ripartenza piena delle attività in azioni, idee, impegni. Per fare ciò bisogna prima capire chi siamo, in quale comparto operiamo e quali sfide ci si pongono dinnanzi.

I dati di mercato

Rispetto ai consumi registrati nel 2019, nel 2020 si è rilevata una diminuzione nell’impiego del GPL - come consumo globale - pari all’11,4%. In merito all’immatricolazione di nuovi veicoli, si registra un decremento sia per quanto riguarda le auto dotate già in fase di realizzazione del doppio sistema di alimentazione (-31,3%) che per i veicoli convertiti (-40,6%). I dati provvisori dei primi cinque mesi del 2021, riferiti allo stesso periodo del 2020, mostrano un consumo globale di GPL in aumento del 6,3% sullo stesso periodo del 2020, ripartito tra uso combustione (+3,5%) e uso autotrazione (+11,0%), dato, quest’ultimo, confermato da una netta ripresa delle immatricolazioni pari a +61,5%.

Per quanto riguarda il GNL, il 2020 conferma in pieno il trend evolutivo del prodotto sul mercato italiano, registrando un aumento della domanda del 23%. Traino di questa crescita è da imputare, soprattutto, al marcato sviluppo dei punti vendita di GNL per il trasporto stradale: dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio GNL di REF-E nel 2020 risulta che i distributori GNL per autotrazione si attestano a 94 impianti per la sola distribuzione del prodotto in fase liquida (+34% rispetto all’anno precedente) e 11 depositi GNL a servizio di impianti di distribuzione di metano gassoso. Ad oggi, il numero dei punti vendita carburanti è in ulteriore crescita e si attesta su 101 stazioni di servizio che erogano GNL. A questi si aggiungono 30 impianti a servizio di utenze off-grid e 4 depositi di GNL a servizio di reti canalizzate isolate. Per ciò che riguarda la logistica degli approvvigionamenti, il 2020 ed i primi mesi del 2021 sono stati particolarmente ricchi di sviluppi per iniziative volte alla realizzazione di depositi di stoccaggio di piccola taglia. Nello scorso mese di maggio, infatti, si è registrato il primo rifornimento del deposito di Higas nel Porto di S. Giusta (Oristano).

Ambiente e sostenibilità

L’emergenza sanitaria ha avuto impatti negativi sullo sviluppo dei carburanti alternativi gassosi con effetti anche sul contenimento delle emissioni ambientali soprattutto del parco auto più obsoleto. La proposta di Assogasliquidi è quella di adottare misure di promozione della conversione a GPL e gas naturale delle autovetture di classe Euro 4 e Euro 5, richiesta che rientra a pieno titolo negli obiettivi di rilancio del comparto dell'automotive in chiave di mobilità sostenibile e di svecchiamento, in senso ambientale, del parco auto circolante.

La proposta di incentivazione ha, infatti, come obiettivo la conversione a gas di veicoli a benzina EURO 4 e EURO 5, garantendo un incentivo (per singolo veicolo) di 600 € per la conversione di veicoli a GPL e di 900 € per la conversione di veicoli a metano per il periodo di tre anni. Effettuando un’analisi sullo storico delle conversioni a gas, si evince che la misura proposta garantirebbe la conversione di circa 430.000 in più rispetto a quelli che si avrebbero da uno scenario tendenziale, con una riduzione di circa 7,6 tonnellate di NOx e di circa 90.000 tonnellate di CO2 nel periodo considerato nell’intervento proposto.

Per quanto riguarda poi il settore del GNL – particolarmente votato per il trasporto pesante sia stradale che marittimo – riteniamo necessario giungere alla conferma delle misure di supporto all’acquisto dei mezzi (con un’attenzione maggiore in termini di differenziali dell’incentivo rispetto alle motorizzazioni tradizionali), ma anche alla definizione di misure strutturali che incidano positivamente sull’economia d’uso dei mezzi, quale ad esempio la riduzione dei pedaggi autostradali per i veicoli alimentati a GNL (come peraltro già avvenuto in altri Paesi dell’Unione Europea).

Rispetto al tema del riscaldamento, infine, per ridurre l’impatto ambientale della combustione della biomassa impiegata negli impianti singoli da riscaldamento è necessario procedere tramite: 1) la revisione delle disposizioni del c.d. Conto termico per prevedere che le misure di incentivo ivi previste si applichino esclusivamente per la sostituzione di impianti vetusti a legna o pellet con analoghi impianti a biomassa ma solo se certificati “5 stelle”; 2) l’esclusione della possibilità di accedere alle detrazioni fiscali per l’acquisto e la sostituzione di un impianto a biomassa quando l’unità abitativa è già servita da un impianto di riscaldamento a gas (metano o GPL); 3) l’introduzione di uno specifico divieto di utilizzo di impianti a biomassa (legna o pellet) se non classificati “5 stelle” e se l’abitazione è già servita da un impianto a gas.

Sostenibilità tecnica e sicurezza

L’approccio del settore verso i temi della sicurezza e l’esperienza maturata nella lunga storia industriale hanno permesso di instaurare un rapporto costruttivo con le amministrazioni competenti sulle molte tematiche di interesse per l’industria dei gas liquefatti. La collaborazione su tale fronte – sempre nel rispetto dei rispettivi ruoli – sia con il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco che con INAIL ha garantito nel tempo al nostro Paese di avere un quadro normativo unico in Europa, esempio di eccellenza dell’Italia in Europa e nel mondo.

In particolar modo, per quanto riguarda il settore del GNL, il lavoro di definizione di guide tecniche e di norme sviluppato dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco (dai punti vendita carburanti, agli impieghi del GNL negli usi off grid, ai depositi di small scale LNG e da ultimo alla emananda guida per le operazioni di bunkeraggio) ha consentito al settore di svilupparsi all’interno di un quadro di indicazioni chiare ed omogenee. Le semplificazioni ottenute poi con il decreto-legge di settembre del 2020 sul tema delle verifiche sui serbatoi di GPL attraverso la tecnica innovativa delle emissioni acustiche hanno fornito ulteriori sviluppi positivi al framework tecnico e di sicurezza.

Lotta all’illegalità

Il settore è impegnato da tempo in una lotta contro i comportamenti scorretti e non in compliance con le norme che regolano le attività di distribuzione e vendita di GPL in bombole e piccoli serbatoi. Gli strumenti messi in campo dal Ministero per lo sviluppo economico (come, ad esempio, il sistema di monitoraggio), insieme al Comando generale della Guardia di Finanza nell’ultimo periodo hanno dato alcuni risultati importanti nell’attività di contrasto all’illegalità. Nell’ultimo anno diverse sono state le operazioni condotte dai reparti della Guardia di Finanza soprattutto in aree molto sensibili del territorio, operazioni che hanno consentito di individuare gestioni di attività completamente al di fuori delle norme vigenti, con grave danno sia in termini di sicurezza delle attività, sia per gli ovvi risvolti in termini economici e fiscali.

Le sfide del pacchetto “Fit for 55”

I provvedimenti contenuti nel pacchetto comunitario “Fit for 55” vanno a modificare in maniera molto rilevante le principali direttive di riferimento per il settore energetico nell’ottica del raggiungimento di nuovi e sfidanti obiettivi di riduzione della CO2 al 2030 e questo comporterà una revisione anche degli scenari energetici di penetrazione delle diverse fonti a livello nazionale. Una prima rapida lettura delle anticipazioni di quanto proposto dalla Commissione desta molte perplessità e lascia intravedere rischi forse non ben calcolati di penalizzazione del settore produttivo nazionale e comunitario, senza peraltro alcuna garanzia certa del raggiungimento nei tempi prefissati degli obiettivi climatici.

Per esempio, la tassazione energetica proposta – nelle sue anticipazioni – risulta molto impattante non solo per le imprese ma in primo luogo proprio per consumatori e rischia di fornire un segnale negativo soprattutto a quei mercati, come quello del gas, che rappresenta un’eccellenza industriale italiana e che sta ponendo in essere importanti investimenti per raggiungere gli obiettivi di penetrazione delle rinnovabili tramite il GPL bio e rinnovabile, il BioGNL ed il biometano.

È possibile, infatti, stimare che l’intero consumo di GPL al 2050 – sia per gli usi termici che per quelli del mercato auto – sarà interamente coperto da bio GPL e GPL rinnovabile Vari sono inoltre i progetti oggi presenti nel nostro territorio per produrre bio GNL tramite la liquefazione del biometano: nel 2020 sono entrati in operatività in Italia i primi due impianti di liquefazione del bio GNL, che utilizzano il gas naturale proveniente dai digestori di sostanze organiche.

Le imprese ci sono, sono attente agli sviluppi degli obiettivi ambientali e pronte ad investire per garantire alla collettività che il gas nelle sue diverse forme sia non solo la fonte di energia su cui basare la transizione ecologica, ma la fonte del futuro bio e rinnovabile per le importanti sfide che attendono il nostro Pianeta. La richiesta e l’auspicio è che le istituzioni politiche, regolatorie e di gestione siano al fianco dell’associazione a livello nazionale, ma anche e soprattutto comunitaria per far “vincere” ancora una volta l’Italia e le sue eccellenze industriali.