La mobilità è un tema di sempre maggiore attualità: spostarsi è un bisogno primario dell’uomo fin dalla notte dei tempi, ma lo è ancor di più nella società moderna, caratterizzata dalla necessità di muoversi in fretta, continuamente e rapidamente. Si può discutere di dove ci porterà questo modello tra alcuni anni ma ciò che invece va risolto è come affrontare queste necessità di spostamento: se il mondo corre, le singole città non possono stare a guardare.

Fortunatamente lo sviluppo della società porta con sé, oltre a una domanda di spostamento sempre più consistente ed esigente, anche una moltitudine di possibili soluzioni al problema di un’offerta di trasporto non adeguata. Si diceva in apertura che il tema della mobilità è di sempre più grande attualità: a molti sarà infatti capitato di imbattersi in monopattini elettrici, dispositivi monoruota, hoverboard e altri illustri esponenti della nuova micromobilità, senza ovviamente contare le ormai sempre più presenti biciclette, a pedalata muscolare o assistita. Un tema che riguarda tutti e che è quindi sulla bocca di tutti, sebbene spesso si tratti di mere “chiacchiere da bar”.

Esiste però uno strumento che permette alle città di pianificare per fronteggiare questa necessità estrema di mobilità, consentendo al contempo al cittadino di elevare il livello della propria partecipazione sul tema: si tratta del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, in breve “PUMS”.

Cos’è un PUMS?

Il PUMS è un piano strategico che tiene in debita considerazione i principi di integrazione, partecipazione e valutazione per soddisfare, oggi e domani, le necessità di mobilità delle persone e delle merci con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita nelle città e nei loro dintorni. Ha generalmente un orizzonte temporale decennale, con scenari intermedi e di lungo periodo, e include una serie di obiettivi, corredati dalle strategie e azioni necessarie per raggiungerli.

È stato inizialmente introdotto a livello europeo nel 2014, con la redazione delle linee guida “Sviluppare e attuare un piano urbano della mobilità sostenibile”, aggiornate poi con una seconda edizione nel 2019. A livello italiano sono invece state pubblicate nel 2017 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti le Linee guida nazionali, riferite alle Città metropolitane e ai Comuni con più di 100.000 abitanti. Da segnalare, inoltre, le Linee guida della Regione Puglia, dedicate ai Comuni di dimensioni inferiori a quelle indicate nelle Linee guida nazionali, e le Linee guida della Regione Emilia-Romagna, rivolte ai propri capoluoghi di Provincia nel 2015 e accompagnate da uno stanziamento di 350.000 € per favorire l’avvio della redazione dei relativi PUMS.

Le politiche e le azioni definite in un Piano Urbano della Mobilità Sostenibile riguardano tutti i modi e le forme di trasporto presenti sull’intero agglomerato urbano, pubbliche e private, passeggeri e merci, motorizzate e non motorizzate, di circolazione e sosta.

La redazione di un PUMS ha l’obiettivo di migliorare la qualità e le prestazioni ambientali delle aree urbane in modo da assicurare un ambiente di vita più sano, in un complessivo quadro di sostenibilità economica e sociale, facendo sì che il sistema della mobilità urbana assicuri a ciascuno l’esercizio del proprio diritto a muoversi, senza gravare, per quanto possibile, sulla collettività in termini di inquinamento atmosferico, acustico, di congestione e incidentalità. In tale ottica si inquadra la partecipazione pubblica sopracitata, elemento cardine di un PUMS, che viene garantita fin dalle fasi iniziali di impostazione del Piano, contrariamente a quanto accadeva in passato con i precedenti strumenti di pianificazione, che venivano semplicemente illustrati alla cittadinanza quando ormai le decisioni erano già state prese o quantomeno indirizzate in direzioni ben precise.

I PUMS in Italia

Il nostro Paese ha cominciato ad affrontare il tema dei Piani Urbani della Mobilità Sostenibile con un leggero ritardo rispetto al resto d’Europa: le Linee guida nazionali risalgono a ottobre 2017 ed erano 72 le città che, prima della pubblicazione di tale documento, si erano già impegnate nella redazione di un PUMS. Vale la pena di citare Parma e Prato, tra le prime ad aver approvato il proprio Piano, redatto sulla base dell’edizione originale delle Linee guida europee.

Già dal 2016 era operativo l’Osservatorio Nazionale sui PUMS, nato a sua volta da un precedente progetto europeo denominato ENDURANCE e volto alla promozione della pianificazione della mobilità urbana sostenibile in Italia. In entrambe le sue iterazioni ha contribuito alla diffusione del tema dei PUMS nel nostro Paese attraverso l’organizzazione di seminari, workshop, sessioni di formazione e, ultimo ma non meno importante, l’appuntamento annuale della Conferenza Nazionale sui PUMS.

A gennaio 2020 siamo giunti infine, secondo i dati dell’Osservatorio, a ben 158 Piani, una cifra raddoppiata nel giro di poco più di due anni. Per 70 di questi PUMS, terminata la redazione si è passati agli step successivi, vale a dire l’adozione e l’approvazione. Considerando che l’approvazione costituisce l’atto amministrativo dopo il quale il Piano diviene vigente, è interessante notare come a gennaio 2020 il numero di PUMS approvati (35) abbia finalmente eguagliato quello dei Piani adottati: siamo quindi entrati, anche nel nostro Paese, nella fase in cui una parte significativa dei PUMS è in fase di implementazione.

Lo stato dell’arte dei PUMS in Italia a gennaio 2020

Fonte: Endurance Italia – Osservatorio PUMS

Un PUMS approvato diviene vigente e passa in fase di implementazione

Sviluppi futuri

La stagione dei PUMS è ancora nel vivo: sui 158 attualmente presenti in Italia, se è vero che 70 sono giunti almeno all’adozione, ce ne sono altri 88 che risultano invece ancora in fase di redazione. A essi se ne aggiungeranno ancora altri, grazie anche ai finanziamenti erogati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sia sotto forma di incentivi alla redazione dei Piani stessi, sia di finanziamenti di opere e progetti contenuti nei PUMS.

Parallelamente, i PUMS in fase di implementazione forniranno i primi dati sull’efficacia delle azioni realizzate, utili per aggiornare gli stessi PUMS ma anche per trarre insegnamenti da introdurre nei Piani di altre città.

Di questo e di altro si parlerà nella Quarta Conferenza Nazionale sui PUMS, organizzata dal Comune di Ravenna e dall’Associazione Euromobility nell’ambito delle attività dell’Osservatorio PUMS, che si svolgerà nella città romagnola il 21 e il 22 maggio 2020. L’Osservatorio proseguirà così nell’opera di diffusione di risultati, buone pratiche e nuove tecniche di pianificazione, forte dell’esperienza maturata nelle tre edizioni precedenti, tenutesi a Bari, Bologna e Roma con la partecipazione di circa 300 tecnici, amministratori ed esperti del settore in ognuna di esse.