La Politica Europea dell’Energia è stata negli ultimi anni determinata dalla Energy Union, orientata a raggiungere entro il 2020 cinque obiettivi strategici prioritari: 1) la sicurezza energetica (approvvigionamento);  2) un mercato interno dell’energia pienamente integrato (sia elettrico che gas);  3) l’efficienza energetica come contributo alla riduzione della domanda di energia; 4) la de-carbonizzazione dell’economia; 5) un’unione dell’energia per la ricerca, l’innovazione e la competitività.

Il lancio dell’Unione per l’Energia chiama tutti gli Stati membri ad un impegno particolare sugli investimenti in ricerca e innovazione per lo sviluppo di tecnologie per la “green economy”. Oltre al Programma HORIZON 2020 sulla ricerca con una dotazione di circa 80 mld di euro, la Commissione Europea sta sviluppando nello specifico settore energetico il SET (Strategic Energy Technology) Plan che offre il quadro tecnologico innovativo per le scelte delle sfide sociali (come l’Energia, l’Ambiente, i Cambiamenti Climatici, i Trasporti) e per quelle della leadership industriale.

Il SET Plan è lo strumento fondamentale per affrontare le nuove sfide e costituirà nei prossimi anni il punto di riferimento per gli investimenti a livello europeo, nazionale e regionale, ma anche e soprattutto per gli investimenti privati a favore della ricerca e dell’innovazione nel settore energetico. La strategia europea in materia di tecnologie a basse emissioni di carbonio deve accelerare il ritmo dell’innovazione e colmare il divario tra ricerca e mercato avendo come “driver” la lotta contro i cambiamenti climatici.

In questo contesto in rapida evoluzione, la leadership mondiale dell’UE nello sviluppo delle tecnologie per l’energia dovrà essere preservata e sviluppata al fine di valorizzare pienamente le opportunità offerte in termini di mitigazione dell’impatto ambientale, creazione di posti di lavoro e rafforzamento della competitività industriale.

L’Unione per l’Energia prevede infatti una serie di azioni per l’innovazione che dovranno articolarsi su alcune priorità che gli Stati membri e la Commissione hanno sottoscritto e si sono impegnate ad implementare:

  1. essere leader mondiale nello sviluppo della prossima generazione di tecnologie delle energie rinnovabili con una produzione rispettosa dell'ambiente;
  2. agevolare la partecipazione dei consumatori alla transizione energetica mediante reti intelligenti e città intelligenti;
  3. dotarsi di sistemi energetici efficienti;
  4. dotarsi di sistemi di trasporto più sostenibili e innovativi per migliorare l'efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

Per dare le gambe a queste azioni prioritarie, in occasione della Conferenza Europea SET Plan svoltasi a Roma nel dicembre 2014 sotto la Presidenza italiana e organizzata dal MIUR e dall'ENEA, la Direzione del SET Plan in collaborazione con la comunità scientifica ha predisposto una “Roadmap integrata” sull’intera catena di innovazione, dalla ricerca di base all’immissione dei prodotti sul mercato. La "Roadmap Integrata" del SET Plan è basata su 10 Azioni chiave (Tab. 1) che, intrecciandosi con le 5 dimensioni della Energy Union, definisce per gli Stati membri e i principali stakeholder il livello di ambizione in termini di priorità e finanziamenti, le modalità di implementazione per ciascuna azione-chiave, i prodotti attesi dalle attività di R&S e i tempi necessari per il conseguimento dei risultati

La ricerca nazionale sta evolvendo verso un quadro più coordinato di iniziative, favorite proprio dalla partecipazione unitaria al SET Plan e al Programma HORIZON 2020. L’importanza delle tecnologie energetiche e dell’innovazione per conseguire gli obiettivi UE 2020 è ben espressa dagli investimenti pubblici e privati di ricerca e sviluppo nei settori prioritari del SET Plan che sono passati da 2,8 mld di euro nel 2007 a 21,5 mld nel 2010 e a 23,1 mld nel 2015 di cui ben il 77% a carico dell’industria, mentre gli Stati membri hanno contribuito per il 18% e la Commissione europea per il 5%.

A rafforzare la strategia sopra delineata, a margine della COP21 di Parigi, l'Italia ha sottoscritto, insieme ad altri 21 Paesi, la dichiarazione di “Mission Innovation” (MI), un’iniziativa promossa per formare una alleanza globale per la lotta al cambiamento climatico attraverso lo sviluppo e l’adozione di innovative tecnologie energetiche pulite. I 22 Paesi firmatari hanno preso l’impegno a raddoppiare entro il 2020 la spesa pubblica in ricerca e innovazione destinata alle tecnologie low carbon, con l’obiettivo di concorrere all’accelerazione dello sviluppo e conseguente adozione di queste tecnologie da parte del sistema economico e industriale.

Anche in MI sono state definite delle sfide innovative prioritarie su cui sviluppare la cooperazione internazionale. Tra queste vi rientrano, le smart grid, l’accesso all’energia elettrica tramite sistemi offgrid, i sistemi di cattura del carbonio, i biocarburanti sostenibili, le tecnologie per la conversione della luce solare in energia elettrica, i materiali energetici “puliti”, i sistemi di riscaldamento e raffrescamento efficiente nell’edilizia, l’idrogeno rinnovabile.  

È facile notare le connessioni tra le azioni chiave del Set Plan EU e le sfide innovative prioritarie di MI. Quest’ultima rappresenta in pratica l'estensione, a livello mondiale, degli obiettivi del SET Plan Europeo. L’Italia condivide con Cina e India il ruolo di coordinatore in uno dei settori più strategici: le Smart Grids.

Contemporaneamente a MI, che è orientata all’innovazione nella ricerca pubblica, è stata lanciata una iniziativa privata gemella denominata “Breakthrough Energy Coalition” (di cui è stato promotore Bill Gates), alimentata da contributi volontari di grandi imprese internazionali, che prevede la creazione di un Fondo di investimento privato stimato in 20 mld doll. in grado di finanziare i progetti innovativi più meritevoli e quindi fornire ricadute importanti anche per il sistema industriale e della ricerca.

In questo quadro internazionale, gioca un ruolo molto importante per il nostro Paese la recente Strategia Energetica Nazionale (SEN) 2017. La SEN suggerisce una gestione organica della ricerca nel settore dell’energia, sia del SET Plan che di Mission Innovation, per migliorare l’efficienza e l’efficacia delle risorse stanziate.

L’obiettivo è quello di creare le condizioni di sistema affinché la partecipazione dell’industria e dei centri di ricerca pubblici e privati italiani ai futuri programmi di ricerca previsti sia dal SET Plan/ Horizon 2020 che da Mission Innovation sia più ampia e meno frammentata. Anche la dimensione regionale è strategica, considerato il ruolo crescente delle Regioni nelle politiche di innovazione della prospettiva europea. Sarà quindi necessario attrezzarsi anche per articolare in modo adeguato la relazione tra le priorità nazionali e l’impegno delle Regioni nell’utilizzo dei Fondi di Coesione nel quadro offerto dal SET Plan, combinando i criteri basati sull’eccellenza (tipici della competizione in Horizon 2020) con i criteri della dimensione territoriale.

L’autore è Professore Senior presso l’Università di Siena-Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia, Rappresentante Italiano Energia Comitato Europeo “Horizon 2020” e SET Plan EU