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ACQUA & AMBIENTE | 46 ARTICOLI

GHG Saving: l’unione fa la sostenibilità. Al via il progetto di Assopetroli-Assoenergia e Assocostieri

Nella superstizione l’anno bisesto è quello funesto per antonomasia. E fin qui pare che il 2020 non smentisca la credenza popolare. Tra pandemia, profezie catastrofiche ambientali, finanziarie, socio-economiche, il settore energetico è alle prese anche con l’ennesimo obbligo di riduzione dei gas serra climalteranti (GHG) nel settore dei trasporti, su decisione isolata e unilaterale dell’Unione Europea.

I carburanti alla prova della ripartenza

Il settore trasporti è senza dubbio tra quelli più duramente colpiti dagli effetti della Pandemia, visto che la contrazione generale della domanda ha trascinato un calo inatteso dei consumi anche nei trasporti. I dati rilevati dall’Osservatorio del traffico ANAS (Indice di Mobilità Rilevata – IMR) infatti, mostrano per marzo 2020 una flessione dei trasporti su strada pari al -55% rispetto al mese di marzo dell’anno precedente e per aprile 2020, una flessione pari al -75%, sempre con riferimento ad aprile 2019.

Partire dalla crisi sanitaria per risolvere la crisi climatica

La pandemia Covid-19 fu segnalata all’inizio come un cigno nero, ovvero come un evento a probabilità zero, secondo la ben nota definizione di N.N. Taleb. Niente di più sbagliato, se si considera che avvisaglie di zoonosi virali epidemiche, AIDS, Ebola, MERS, SARS, sono arrivate in continuazione in questi ultimi anni. La definizione di focolai asiatici e africani ci ha spinto alla falsa idea che si trattasse di problemi altrui. Così, i piani pandemici e la medicina territoriale sono stati declassati in tutto l’Occidente.

Ma l’acqua è ancora pubblica?

Mentre il mondo intero era distratto da altre faccende, la giunta comunale di Torino ha trovato il modo di riunirsi per deliberare la trasformazione della SMAT – società 100% pubblica, detenuta per quasi il 70% dal comune di Torino e per il resto dagli altri comuni soci – in azienda speciale di diritto pubblico. Non è ancora fatta - dovrà essere acquisito l’assenso anche di altri soci di minoranza, essendo il quorum per decidere pari al 75%: molti hanno annunciato battaglia, ma la via pare segnata.

Il clima che cambia: tempo di agire e ridurre le emissioni

La concentrazione dei gas-serra continua ad aumentare e sempre più rapidamente, dopo il rallentamento causato dalla crisi economica mondiale del 2008. Purtroppo, l’accelerazione delle emissioni legate alle attività umane sta causando un’accelerazione dei cambiamenti climatici (CC): la temperatura media globale è di circa 1,2°C più calda rispetto al valore pre-industriale. Siamo quindi solo a 0,3°C dal limite di 1,5°C che il rapporto IPCC considera essenziale non superare. Se guardiamo all’Europa, il riscaldamento medio è più alto, di circa 2°C gradi, con valori ancora più elevati per la regione Mediterranea e per l’Italia (circa 3°C), che si conferma come una delle più sensibili agli effetti dell’aumento delle emissioni di gas serra.

COP25: un passo indietro. Accordi di Parigi appesi a un filo

Chi promuove e difende gli interessi fossili può esultare. Per chi si batte da sempre – e, in questo 2019, assieme a milioni di giovani e meno giovani scesi a manifestare - per cercare di evitare le conseguenze più catastrofiche del riscaldamento globale, la speranza “negoziale” rimane oggi appesa a un filo.

L’ennesima occasione persa

Quanti titoli di giornale abbiamo visto sul fallimento della COP25 di Madrid? Quanti telegiornali hanno aperto annunciando che degli 11 anni rimanenti per agire oramai ne rimangono solo 8, e ne abbiamo appena buttato un altro? Quante persone sanno che i clatrati di metano presenti in Siberia che potrebbero liberarsi rappresentano una sorta di bomba atomica essendo il metano un gas serra 72 volte più potente della CO2? O che al 2100 pressoché tutti i ghiacciai sulle Alpi potrebbero essere scomparsi?

COP25: c’è tanto da fare ma non parliamo di sconfitta

Appena conclusa la COP 25 di Madrid l’impressione è che rispetto a Parigi si siano compiuti dei passi indietro e che esista un gap enorme tra le retoriche dichiarazioni dei leader del mondo e i risultati ottenuti.

Non parlerei di passo indietro, ma una situazione di stallo, come era d’altronde largamente previsto. L’accordo di Parigi entrerà in vigore dal 2020 ed è nel 2020 che il gioco comincia e si inizieranno a verificare gli impegni dei governi. Le COP importanti saranno le prossime due. Molti paesi stanno mettendo a punto ora le misure per realizzare gli impegni presi a Parigi e la prima verifica è prevista nel 2023.

WEO 2019: la battaglia del clima e la supposta realtà parallela dell’AIE

Tra tutti i grafici proposti annualmente dall’AIE nel suo World Energy Outlook ce n’è uno che rappresenta, per dirla con Nietzsche, “l’eterno ritorno dell’uguale”. Cambiano le stagioni, ma il grafico ritorna più o meno identico: è quello che confronta le emissioni del New Policies Scenario – da quest’anno ribattezzato Stated Policies Scenario (SPS) – con quelle del Sustainable Development Scenario. In parole semplici, si confronta “ciò che è” con “ciò che dovrebbe essere”, ovvero il “dove stiamo andando” con il “dove dovremmo andare”.

Blue Book 2019: lo sviluppo delle infrastrutture in ambito idrico

La Fondazione Utilitatis pro acqua energia ambiente è stata costituita con l’obiettivo di condurre studi sui servizi pubblici locali attraverso la divulgazione di ricerche e la creazione di spazi di approfondimento su specifici temi, economici e giuridici. È in via di pubblicazione il Blue Book - la monografia sull’industria del servizio idrico integrato- che giunge quest’anno all’11° edizione e di cui si illustra nel seguito un’anticipazione dei principali argomenti trattati.

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