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MERCATO ELETTRICO | 67 ARTICOLI

L’énergie nucléaire est-elle la solution pour éviter le réchauffement climatique?

La protection environnementale de notre planète ne date pas d’aujourd’hui. La fin du précédent millénaire, il y a 20 ans, avait été marquée par deux événements importants : le développement durable et le protocole de Kyoto (COP 3). La COP 21 qui s’est déroulée à Paris en 2015 et s’est conclue sur un accord décisif, s’il est appliqué (ce qui reste à démontrer dans un futur qu’il faut souhaiter proche) regroupe ces deux aspects. Tenter d’éliminer l’utilisation des sources  d’énergies fossiles joue en effet à la fois en faveur du développement durable et de la lutte contre les émissions de gaz à effet de serre. Il n’y a pas que le CO2 ; d’autres gaz comme le méthane, sont beaucoup plus nocifs encore ! D’où le terme « décarboné », encore inconnu dans nos dictionnaires mais beaucoup utilisé actuellement. Difficile dans de nombreux cas, comme pour le chauffage ou encore pour les transports aériens ou maritimes, de se passer de l’énergie fossile mais pour la production d’électricité, cela est tout à fait possible et à 100 %.

È troppo tardi per invocare la rinascita nucleare

In improvvida coincidenza con la serie Chernobyl, che ripercorre la tragedia del 1986, riscuotendo i più alti indici di ascolto di sempre, l’Agenzia di Parigi ha riaperto il dossier nucleare con la domanda: “Can we achieve a clean energy transition without nuclear power?”. Del tutto pleonastica essendovi già nel titolo – Nuclear Power in a Clean Energy System – la risposta: no.

E se il nucleare fosse la carta vincente contro il riscaldamento globale?

La protezione del nostro pianeta non è un’esigenza nata oggi. La fine del precedente millennio, 20 anni fa, è stata segnata da due avvenimenti importanti: l’attenzione verso lo sviluppo sostenibile, ovvero la capacità di soddisfare le esigenze umane in termini di risorse senza intaccare la disponibilità di queste ultime per le generazioni future, e il protocollo di Kyoto (3° Conferenza delle Parti - COP 3). La COP 21, che si è svolta a Parigi nel 2015, e che si è conclusa con un accordo decisivo – qualora venisse applicato, quel che andrà dimostrato in un futuro si spera non troppo lontano – li ingloba entrambi, in quanto tentare di eliminare il consumo di fonti fossili è un obiettivo a favore dello sviluppo sostenibile e della lotta alle emissioni di gas serra, che non comprendono solo l’anidride carbonica ma anche altri gas – come il metano - ben più nocivi!

Nucleare in Giappone: cosa è cambiato a 8 anni da Fukushima?

Entro il 2030, Tokyo ridurrà del 26% le proprie emissioni rispetto al livello del 2013. Un impegno che si è rinnovato con la pubblicazione di una strategia di lungo periodo che, se da un lato, punta ad una crescita sostenibile e a basse emissioni, dall’altro rimane ancora fortemente ancorata al nucleare e alle fonti fossili.

Si tratta delle nuove linee guida per lo sviluppo sostenibile di lungo periodo, pubblicate dal Governo giapponese lo scorso 11 giugno.

Il nuovo capacity market e le reliability options

Finalmente, dopo quasi 16 anni, il disegno di mercato nel settore dell’elettricità ha trovato pieno compimento con l’introduzione di un sistema esplicito per la remunerazione della capacità elettrica tramite aste organizzate di “Reliability options”.

Ma cosa sono le Reliability Options (RO) e perché sono state introdotte?

Meccanismi di capacità: l’UE resta scettica?

La sicurezza energetica è di competenza degli stati membri (SM) ed è strettamente correlata a due obiettivi cruciali della politica di de-carbonizzazione come il phase out degli impianti a carbone e la crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili. Una ridotta affidabilità del sistema ha spinto gran parte degli SM a introdurre diverse tipologie di meccanismi di capacità per remunerare la disponibilità di generazione elettrica.

La Gran Bretagna e lo strano caso del capacity market

Il 15 novembre 2018 una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha annullato per motivi procedurali la decisione con la quale la Commissione Europea aveva autorizzato il capacity market proposto dal Governo inglese. La società Tempus, una Esco che offre una tecnologia di gestione del consumo di energia elettrica, si era rivolta alla Corte di Giustizia nel 2014. Le contestazioni della società riguardavano principalmente le modalità di partecipazione previste per gli operatori di gestione della domanda.

Un meccanismo indispensabile nel processo di decarbonizzazione

Il decreto sul capacity market è stato finalmente firmato, quando vi aspettate che partiranno le procedure?

Il decreto è stato firmato qualche giorno fa dopo un periodo di gestazione durato 8 anni e numerose consultazioni pubbliche sia da parte di Terna che dell’Autorità. È necessario partire con le prime aste già in autunno per poter usufruire della clausola di grandfathering e permettere alle imprese di pianificare i necessari investimenti di cui il sistema ha bisogno, in linea con quanto previsto dal Piano Energia e Clima.

BP Statistical Review: l’insufficiente de-carbonizzazione e i costi impliciti del nucleare

Nella sua introduzione alla BP Statistical Review del 2019, il chief economist Spencer Dale dedica al settore dell’energia elettrica uno sguardo poco ottimista, ispirato dal crescente andamento delle emissioni globali di CO2: +2% tra il 2017 e il 2018 (+2,7% se si considera la sola generazione di energia elettrica), +1% all’anno nel decennio 2007-2017. A fronte del processo di elettrificazione, il portafoglio globale delle fonti di energia elettrica appare “piatto in modo deprimente”, con quote di generazione da carbone e fonti non fossili ai livelli di 20 anni fa. 

Rinnovabili e riduzione delle emissioni: correre per rimanere fermi?

Come già evidenziato dall’International Energy Agency nel suo ultimo World Energy Outlook, le recenti dinamiche di produzione e di consumo di energia a livello globale riflettono una crescente preoccupazione rispetto all’effettiva capacità delle fonti rinnovabili di ridurre le emissioni climalteranti in un contesto di progressiva elettrificazione dei consumi.

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