MERCATO ELETTRICO | 84 ARTICOLI
Nel mercato elettrico italiano del giorno prima (MGP), mentre le offerte di vendita sono soggette al prezzo della zona in cui offrono, le offerte di acquisto (escluse le offerte dei pompaggi, delle zone estere e dei sistemi di accumulo qualora l’energia elettrica prelevata per il tramite del relativo punto di connessione sia unicamente destinata ad alimentare i servizi ausiliari e i sistemi di accumulo) sono soggette, indipendentemente dalla zona in cui si trovano, ad un unico prezzo orario di acquisto, denominato Prezzo Unico Nazionale (PUN).
Come spesso accade per le scelte demagogiche, anche la decisione di garantire un prezzo all’ingrosso del kWh identico per tutto il territorio nazionale (PUN) è costata cara ai consumatori italiani. In due articoli sulla Staffetta Quotidiana (Rivisitare la governance elettrica, Gli struzzi di San Filippo del Mela) ne ho quantificato il costo annuale dovuto alle molteplici opposizioni che in Sicilia hanno ritardato la realizzazione del collegamento AT Sorgente -Rizziconi con la penisola: variabile tra 400 e 600 milioni di euro, secondo l’andamento dei prezzi del kWh.
Il 2023 si chiude con una sostanziale conferma delle previsioni formulate al termine dello scorso anno. In estrema sintesi, alla fine del 2022 ci si aspettava che il nuovo anno avrebbe portato con sé un alleggerimento delle tensioni inflazionistiche nei mercati energetici, ma che le bollette sarebbero state comunque pesanti. Il rallentamento macroeconomico e condizioni climatiche favorevoli hanno alleviato le difficoltà dei consumatori europei, in un anno sconvolto dagli orrori di nuovi conflitti.
C'è particolare attenzione intorno alle previsioni sul settore dell'energia elettrica dopo i forti aumenti dei prezzi avvenuti nell’ultimo anno. Non sorprende che nella Eurobarometer survey sui Key challenges of our time, condotta nell’autunno 2022, le prime due preoccupazioni espresse da un campione di cittadini UE siano l’incremento nel costo della vita (42%, in salita di 8 punti dalla rilevazione precedente) e le forniture energetiche (29%, +1 punto).
Le dichiarazioni della Presidente della Commissione Europea durante il discorso sullo stato dell'Unione hanno introdotto formalmente nell'agenda energetica comunitaria il tema del disaccoppiamento tra il prezzo del gas naturale e quello dell'elettricità, di cui in realtà si discuteva a livello informale già da mesi.
Invocato dai governi di mezza Europa, il disaccoppiamento del prezzo del gas naturale da quello dell'elettricità è uno di quegli argomenti complicati da maneggiare, perché, a fronte di grandi aspettative condivise, c'è una grande confusione riguardo alla cornice tecnica.
La Spagna è uno dei primi paesi dell'UE ad essere stato colpito dalla crisi energetica. Eppure potrebbe essere uno dei meno esposti a uno shock prolungato. Tra marzo 2021, quando si sono fatti sentire i primi sentori della crisi e la fine 2021, i prezzi dell'energia sono aumentati di oltre il 31%. Si tratta di dieci punti percentuali in più rispetto alla media del rialzo registrato in UE.
Al rientro dalla pausa estiva, il Presidente Macron ha rilasciato un’intervista che non è passata inosservata. Sacrifici, sforzi, fine dell’abbondanza: tali i termini in cui si è espresso. Il 2 settembre si è poi tenuto un consiglio di difesa speciale sul tema dell’energia, come quelli che hanno scandito la pandemia da Covid-19. Insomma, il tono è grave.
Il 2 settembre, Gazprom ha annunciato la chiusura a tempo indeterminato del gasdotto Nord Stream. Già da qualche mese, i funzionari europei dell'energia si stanno preparando ad affrontare lo scenario peggiore, ovvero quello di un taglio totale del gas russo, e quel momento è quasi arrivato. La Germania ha commesso anni di errori politici che l'hanno resa eccessivamente dipendente dalla Russia e ora il governo si sta affrettando a gestire i consumi di gas e trovare forniture alternative. Ma non c'è modo per le imprese, i cittadini e l’economia tedesca di evitare un inverno difficile. Quali sono le misure messe in atto?
La crisi energetica degli ultimi mesi ha reso ancora più evidente quanto sia importante per il nostro Paese accelerare la transizione energetica e ridurre la propria dipendenza dalle fonti fossili, in particolare dal gas importato dall’estero. Affinché ciò avvenga è necessario muoverci verso una progressiva elettrificazione dei consumi finali puntando con convinzione sullo sviluppo di nuove fonti rinnovabili, su un territorio, il nostro, ricco di risorse sia solari che eoliche.
Nel mese di novembre, alla vigilia della stagione invernale, i prezzi sulla borsa elettrica hanno aggiornato nuovamente il massimo storico: 226 €/MWh.
Si tratta del culmine, finora, di una fase di rialzi che prosegue da un anno e mezzo e dalla scorsa estate è divenuta un vero e proprio rally. Il record di novembre, infatti, è il quinto consecutivo dopo i 102,65 di luglio, i 112,4 di agosto, 158,6 di settembre e i 217,6 di ottobre.