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MERCATO ELETTRICO | 82 ARTICOLI

Il momento ideale per digitalizzare l’energia

In Italia contribuiscono attualmente alla produzione elettrica circa 850.000 impianti a fonte rinnovabile. Tra dieci anni saranno più di due milioni. Il 22% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica proviene da impianti connessi alle reti di distribuzione. Tra dieci anni salirà al 40%. La diffusione dei sistemi di accumulo distribuiti, in abbinamento ad impianti a fonti rinnovabili non programmabili o aggregati in storage park, ridurrà, senza però eliminarla, la non programmabilità del sistema elettrico. Inoltre, se non adeguatamente governato, il contemporaneo rilascio di una parte cospicua dell’energia immagazzinata in una miriade di accumuli distribuiti potrebbe provocare un burn-out della rete.

Come hanno reagito i sistemi elettrici europei al lockdown?

Tra le diverse e variegate ripercussioni che il lockdown da poco concluso ha avuto sulla vita sociale ed economica dei maggiori paesi europei, vi sono senz’altro le ricadute sui rispettivi sistemi elettrici. Il tentativo di analisi cominciato la scorsa settimana sul blog della Rivista Energia si pone come scopo proprio quello di verificare gli effetti di breve periodo dello shock di domanda inferto dal lockdown sul funzionamento dei sistemi elettrici e dei mercati all’ingrosso. Siamo di fronte a uno stress test reale e quindi a un caso più unico che raro in economia.

Italia: nel sistema elettrico post-Covid più spazio per le rinnovabili

Il crollo della domanda elettrica connesso al lockdown italiano ha innescato un effetto domino che si è trasferito lungo il sistema: aumento della penetrazione delle rinnovabili, depressione dei prezzi, incremento dell’approvvigionamento di servizi di dispacciamento (non solo dagli impianti convenzionali). Di fatto, un’anticipazione di molti degli elementi che caratterizzano un sistema decarbonizzato.

Storage elettrochimico: non possiamo più aspettare

Stiamo vivendo giorni difficili, un periodo di crisi sanitaria ed economica probabilmente senza precedenti che sta mettendo a dura prova gli equilibri economici e sociali a livello globale, anche per l’adozione di misure di contrasto alla diffusione della pandemia da Covid-19 che sta determinando pesanti effetti sul nostro tessuto industriale. Prima dell’emergenza molti Paesi avevano già intrapreso la strada dello sviluppo sostenibile, convinti della necessità di salvaguardare il nostro Pianeta.

Storage e sicurezza del sistema elettrico

Gli obiettivi comunitari di decarbonizzazione implicano una crescente penetrazione di fonti rinnovabili non programmabili (FRNP) e un incremento dell’elettrificazione nei trasporti. Questi obiettivi portano a una serie di sfide relative alla stabilità e flessibilità del sistema elettrico. Gli operatori di rete dovranno mettere in campo adeguate misure per assicurare qualità e continuità del servizio, come ad esempio l’utilizzo “forzato” di impianti programmabili altrimenti non necessari, la rinuncia a una frazione dell’energia producibile da FRNP, la modulazione di alcuni carichi.

Lo storage e il servizio fast reserve di Terna

Le energie rinnovabili si stanno diffondendo in Europa e in particolare in Italia, dove la loro importanza è messa ancor più in risalto dal futuro spegnimento delle centrali a carbone e dal forte impegno nella riduzione delle emissioni. Sebbene lo sviluppo delle energie rinnovabili sia necessario e auspicabile, esso porta con sé alcuni problemi, ed in particolare il crescente rischio di inadeguatezza e di interruzione della fornitura di energia elettrica, quale conseguenza di una significativa riduzione della capacità programmabile disponibile per il sistema elettrico.

Nessuno sconto sulle bollette: e adesso?

L’emergenza Covid-19 detta le regole della nuova quotidianità per il nostro Paese: è per far fronte a quella che ha recentemente assunto i caratteri di una pandemia globale che il Governo italiano ha varato nei giorni scorsi il decreto-legge c. d. “Cura Italia” (DL n. 18 del 17 marzo 2020). In particolare, l’articolato è primariamente volto a disegnare un insieme coeso e coerente di misure di sostegno a famiglie ed imprese, al fine di mitigare gli effetti economici dell’emergenza. Sono infatti molti i nuclei familiari e gli operatori di mercato costretti a pagare il prezzo altissimo in termini di (in-)sostenibilità socio-economica, oltre che sanitaria, della crisi.

Salute dei lavoratori e sicurezza della rete: come si sta muovendo Terna

Terna è in prima linea nell’affrontare l’emergenza che si è venuta a creare in seguito al diffondersi del Coronavirus. In quanto soggetto responsabile dell’erogazione di un servizio pubblico essenziale, quello della trasmissione dell’energia elettrica su tutto il territorio nazionale, il TSO italiano deve garantirne la continuità in piena sicurezza, 24 ore al giorno, tutti i giorni, ancora di più in una situazione di emergenza come quella che sta vivendo oggi l’Italia.

La fine della Maggior Tutela: avanti, piano

“Le parole: «a decorrere dal 1° luglio 2020» sono sostituite dalle seguenti: «a decorrere dal 1° gennaio 2022»”: così – con la tipica agilità di un Milleproroghe – il Parlamento ha ufficialmente posticipato la fine della Maggior Tutela. Non è il primo rinvio - la Legge 108/2018, modificando la Legge 124/2017, aveva spostato la fine della Maggior Tutela dal 1° luglio 2019 al 1° luglio 2020 - ma sarà l’ultimo? Non è facile esprimere certezze in relazione ad una riforma che pizzica molte corde sensibili e che si presta a molteplici piani di discussione.

Diteci se questa liberalizzazione “s’ha da fare”

30 giugno 2015 per il gas e per le sole imprese del settore elettrico, e 30 giugno 2016 per i domestici. Erano queste le prime date inserite nel disegno di legge 2085, il cosiddetto “Ddl concorrenza”, diventato legge solo nell’agosto 2017, curato dal Governo Renzi, col Ministro Guidi prima e con Calenda poi. Queste date sono cambiate tre volte prima dell’approvazione definitiva della Legge e anche la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non ha impedito il posticipo cronico dei governi successivi. In particolare, l’ultima proroga, che vedrà la luce in questi giorni, addirittura sposta tutto in avanti di due anni: gennaio 2022.

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