MERCATO ELETTRICO | 60 ARTICOLI
“La discussione sulla neutralità climatica al 2050 non dovrebbe riguardare se possiamo o meno raggiungere questo obiettivo ma il modo in cui lo raggiungeremo” ha recentemente dichiarato la Cancelliera Merkel. Tra i vari “come” da affrontare per realizzare questo lungo percorso di transizione, è necessario porre attenzione sulle modalità da adottare per gestire le emergenti necessità del sistema elettrico in uno scenario che – presto o tardi – sarà dominato dalle rinnovabili. Rischi di over-generation, ripidità della rampa di carico, capacità regolante limitata, compressione dei margini di riserva, congestioni di rete, poche risorse per regolazione di tensione e frequenza: questi sono i problemi di un sistema elettrico decarbonizzato, problemi che tendono ad enfatizzarsi all’aumentare della potenza non programmabile installata, che dovrà quindi essere direttamente coinvolta nella loro gestione.
Con incredibile ritardo, la deliberazione 300/2017/R/EEL di ARERA del 5 maggio 2017 ha finalmente avviato l’iter che ha consentito a Terna di varare i progetti pilota per la partecipazione ai servizi di dispacciamento di unità virtuali abilitate di produzione (UVAP), unità virtuali abilitate di consumo (UVAC), unità virtuali miste di produzione e di consumo (UVAM), unità virtuali di stoccaggio (UVAS). Secondo la delibera, le UVAP e le UVAM possono includere sistemi di accumulo (SdA), a tutti gli effetti assimilati alle unità di produzione, come prescritto anche dalla Direttiva UE 2018/2001 (RED II).
I recenti regolamenti europei hanno disposto l’obbligo per gli Stati membri di produrre entro il 1° gennaio 2019 un Piano Nazionale Integrato per l’Energia e Clima (PNIEC). Sulla base di tali indirizzi, il Ministero dello Sviluppo Economico italiano ha inviato all’UE una proposta di PNIEC, che delinea una roadmap al 2030 per il settore energetico nazionale su cinque dimensioni: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività. Il documento copre il periodo dal 2021 al 2030 e sarà rielaborato successivamente con cadenza decennale. L’approvazione del piano è stata subordinata ad un processo di consultazione iterativo tra Commissione e Stati membri.
Intervista a Toni Volpe, CEO di Falck Renewables
La delibera 300/17 dell’ARERA segna un percorso che, dati i target europei di diffusione delle fonti rinnovabili al 2030, sembra inevitabile: si sta procedendo nella giusta direzione?
La sfida al surriscaldamento globale, causa dei cambiamenti climatici in atto, sta spingendo la società a perseguire obiettivi di decarbonizzazione. La transizione energetica verso fonti di produzione rinnovabile, che consentirà la graduale fuoriuscita della generazione centralizzata da fonti fossili, passa necessariamente attraverso la revisione delle regole di mercato per continuare a garantire sostenibilità, sicurezza e adeguatezza del sistema elettrico.
Gianni Pietro Girotto, Presidente Commissione Industria Commercio Turismo Senato della Repubblica
Il tavolo di lavoro sulle UVAM si è chiuso in marzo con alcune anticipazioni e aperture ma anche con la sostanziale conferma del percorso e dei tempi già delineati in precedenza, che bilancio ne fa?
Il confronto è stato utile per far emergere elementi oggettivi per alcuni aspetti risolvibili, e di conseguenza per migliorare il funzionamento del sistema, riconoscendo l'opportunità di una maggiore partecipazione al meccanismo da parte di più attori.
Il settore energetico sta vivendo un periodo di rapidi cambiamenti, in larga parte dovuti alla crescente necessità di soddisfare le richieste, a livello nazionale ed europeo, in materia di generazione di energia rinnovabile.
Quello che un tempo era un settore fondato sull’utilizzo di grandi centrali elettriche, spesso operanti con combustibili fossili, su un sistema di gestione centralizzato della rete e sull’assenza di controllo sul consumo e produzione di energia elettrica da parte del consumatore finale, vede oggi un progressivo ribaltamento di queste caratteristiche.
Nello studio dei mercati elettrici italiani, un ruolo primario è rivestito dall’analisi dei dati e delle informazioni che quotidianamente sono rese disponibili: in particolare, gli esiti (in termini di prezzi, quantità, flussi) delle diverse sessioni di mercato sono pubblicati dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) il giorno successivo alla negoziazione e seguiti, la settimana successiva, dalla pubblicazione di tutte le offerte in acquisto e in vendita, sia con esito positivo che negativo, che hanno contribuito a fissare l’equilibrio di mercato. Ciò consente agli operatori e a tutti i diversi attori presenti nel settore di poter svolgere analisi delle dinamiche e dell’evoluzione dei mercati.
Leggendo la sua carica aziendale la prima cosa che viene da pensare è che si tratta di uno di quegli ambiti che solo una decina di anni fa le aziende non prendevano in considerazione mentre ora, specie per le più lungimiranti e innovative, è parte integrante del business. Potrebbe spiegarci brevemente che cosa significa essere a capo dell’area Digital e IT di Falck Renewables e perché le imprese, in ogni comparto, stanno investendo nel digitale?
La trasformazione digitale è un fenomeno ormai da tempo dirompente all’interno di tutti i settori, da quello consumer, più tradizionale, fino all’industria, dove l’impatto organizzativo è ancora più significativo poiché si rende necessaria una completa e profonda revisione dei processi primari.
A livello mondiale, appare sempre più chiaro che il quadro degli Accordi di Parigi, pur essendo ancora ampiamente disattesi, non sia comunque sufficiente ad offrire una barriera efficace all’aumento della temperatura del globo terracqueo. Le emissioni delle principali nazioni emergenti sono in evidente aumento ed è previsto lo siano ancora nel prossimo decennio.
Nonostante sensibili riserve sull’efficacia di alcune politiche di contenimento emissivo, come ad esempio quella basata sullo schema ETS,
Si tende a parlare di decarbonizzazione solo in termini di elettrificazione degli usi finali. Ma come ha sottolineato anche il World Energy Outlook 2018 (WEO2018), senza l’adozione di misure aggiuntive, vi è il “rischio di un’elettrificazione che sposta semplicemente le emissioni di anidride carbonica da valle a monte, ossia dai settori finali alla generazione elettrica”. È d’accordo con questa visione?
Francamente, penso che quello di cui abbiamo bisogno sia non mettere in piedi una nuova “guerra di religione” sul tema “elettrificazione sì, elettrificazione no” con connesse scomuniche ed eretici.