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MERCATO ELETTRICO | 60 ARTICOLI

L’impegno per un sistema più sicuro, resiliente e sostenibile

Una sfida tanto ambiziosa quanto necessaria. L’accelerazione impressa allo sviluppo delle rinnovabili con il piano REPowerUE dell’Unione Europea che ha fissato al 45% la quota di consumi finali coperti da energia green al 2030, impone a tutti i Paesi e ai player dell’energia un rinnovato sforzo per coniugare sicurezza energetica e decarbonizzazione. Un impegno che per l’Italia significa installare 85 GW di rinnovabili al 2030, per una media di circa 12 GW all’anno. È una sfida importante, che genera innumerevoli benefici per l’economia, la società e l’ambiente.

Transizione e tecnologia: i progetti nel solare fotovoltaico

Per raggiungere gli sfidanti obiettivi legati al processo di transizione energetica è necessario ed auspicabile un ricorso sempre più massivo a tecnologie che consentano di produrre energia senza emissioni climalteranti. È il caso dei pannelli fotovoltaici, delle centrali eoliche o degli accumuli elettrochimici, per i quali, nel giro di pochi anni, è prevedibile attendersi un consistente aumento della richiesta non solo in Italia, ma anche in Europa e nel resto del mondo.

Serve una regolazione chiara ed equa per investire nella transizione energetica

Le indicazioni strategiche contenute nel PNIEC e nel PNRR e i piani messi a punto dall’Unione Europea con il recente REPowerEU sono ambiziosi e, per essere raggiunti, richiedono determinate condizioni. Se nel breve termine si sta lavorando per contrastare gli effetti della grave crisi energetica che stiamo vivendo, nel lungo periodo è necessaria una visione chiara, con una cornice regolatoria ben precisa che metta il mondo imprenditoriale, la pubblica amministrazione e i cittadini nelle giuste condizioni per accelerare il percorso di decarbonizzazione.

Piano Rinnovabili 2030 per il settore elettrico: un impegno condiviso

Il nuovo Piano europeo REPowerEU propone i nuovi obiettivi in materia di rinnovabili: un target più ambizioso ma sicuramente realizzabile grazie all’impegno di tutti gli stakeholder chiamati a svolgere la loro parte. Tante le opportunità per il nostro paese, così come i benefici, così come emerge dalla roadmap 2030 per l’elettrico presentata all’Assemblea Pubblica di Elettricità Futura lo scorso 21 giugno. Ne abbiamo parlato con il Presidente di EF, Agostino Re Rebaudengo.

La rete di distribuzione supporterà lo sviluppo delle rinnovabili

La crisi energetica degli ultimi mesi ha reso ancora più evidente quanto sia importante per il nostro Paese accelerare la transizione energetica e ridurre la propria dipendenza dalle fonti fossili, in particolare dal gas importato dall’estero. Affinché ciò avvenga è necessario muoverci verso una progressiva elettrificazione dei consumi finali puntando con convinzione sullo sviluppo di nuove fonti rinnovabili, su un territorio, il nostro, ricco di risorse sia solari che eoliche.

La ripartenza passa dalla digitalizzazione

La transizione ecologica e la digitalizzazione sono i due pilastri attorno ai quali stiamo finalmente pianificando la ripresa dell’Unione Europa dall’emergenza della pandemia con cui conviviamo da più di un anno. A livello europeo almeno il 37% del Recovery and Resilience Plan dovrà essere destinato a finanziare le riforme per contrastare i cambiamenti climatici e quindi per promuovere la transizione ecologica, mentre il 20% dei fondi andrà a favore della digitalizzazione.

5G e connettività avanzata per il settore elettrico

I settori elettrico e energetico non possono fare a meno di concentrarsi sulla digitalizzazione delle reti e dei sistemi elettrici. E, quando si parla di digitalizzazione dell’energia, non si può prescindere da un’infrastruttura di telecomunicazione che possa supportarla al fine di garantire la gestione dell’enorme mole di dati raccolti in tempo reale dalla capillare rete di sensori. È questo lo sa bene CESI, da oltre 60 anni Gruppo leader nel mondo nel campo dell’innovazione, dell’ingegneria, del testing e della consulenza per il settore elettrico e nell’ingegneria civile e ambientale.

5G e mobilità elettrica: la prospettiva dal progetto europeo 5G-Solutions

Il settore energetico sta attraversando un periodo di grande evoluzione. Tra i principali fattori alla base vi sono il decentramento degli impianti di produzione di elettricità (ad esempio pannelli fotovoltaici, piccole turbine idroelettriche o eoliche), i progressi tecnologici nella mobilità elettrica intelligente e l'avvento della digitalizzazione grazie all’impiego di una connettività ultraveloce. A questo proposito, il 5G rappresenta un’occasione imperdibile per innovare l’intera rete energetica, dal momento che permette alle utility di intervenire in maniera significativa in ogni aspetto della catena del valore, sia dei consumatori industriali sia di quelli residenziali.

Idrogeno: l’ipotesi di una joint strategy tra Europa e Nord Africa

Fin dagli anni Novanta, Jeremy Rifkin preconizzava una rivoluzione energetica in cui i combustibili fossili sarebbero stati  rimpiazzati dall’idrogeno.

La retorica che circonda l’idrogeno e la sua avanzata nei sistemi energetici ed industriali è molto influenzata dalle critiche di chi sostiene (a torto o a ragione) che i tempi non fossero e non siano maturi. I limiti e gli ostacoli che questo vettore energetico si trova di fronte non sono un mistero, e tacerli non restituirebbe la degna complessità del processo che spetta ad ogni nuovo entrante in un mercato già altamente consolidato.

Il momento ideale per digitalizzare l’energia

In Italia contribuiscono attualmente alla produzione elettrica circa 850.000 impianti a fonte rinnovabile. Tra dieci anni saranno più di due milioni. Il 22% dell’intera produzione nazionale di energia elettrica proviene da impianti connessi alle reti di distribuzione. Tra dieci anni salirà al 40%. La diffusione dei sistemi di accumulo distribuiti, in abbinamento ad impianti a fonti rinnovabili non programmabili o aggregati in storage park, ridurrà, senza però eliminarla, la non programmabilità del sistema elettrico. Inoltre, se non adeguatamente governato, il contemporaneo rilascio di una parte cospicua dell’energia immagazzinata in una miriade di accumuli distribuiti potrebbe provocare un burn-out della rete.

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