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MERCATO ELETTRICO | 25 ARTICOLI

Prospects for the nuclear industry

Orders for new nuclear power plants have been in short supply for more than 30 years. This is despite a number of predictions that a renaissance in ordering, driven by new lower cost nuclear technologies and the need to replace fossil fuel generation with lower-carbon generation. With the majority of the world’s reactor near or beyond their design life and despite life-time extensions being allowed in some countries, the prospect is that nuclear capacity will begin to decline sharply as existing reactors are retired and are not replaced by new ones.

Chi investe ancora nel nucleare?

Nonostante i proclami di una rinascita nucleare, dettati dalla disponibilità di nuove tecnologie a basso costo e dalla necessità di rimpiazzare i combustibili fossili con una generazione elettrica low-carbon, gli ordini di nuove centrali nucleari scarseggiano. E non da oggi ma da 30 anni a questa parte. Con la maggior parte dei reattori prossimi al fine vita, se non già oltre, e nonostante le proroghe concesse in alcuni paesi, si prospetta un consistente calo della capacità di produzione elettrica da nucleare nei prossimi anni.

Energia da moto ondoso: un’opzione per il futuro?

Le onde sono generate dall’azione del vento sulla superficie delle acque e, poiché il vento è a sua volta frutto della radiazione solare, l’energia delle onde è una forma indiretta di energia solare. Si stima che negli oceani il potenziale del moto ondoso ammonti a circa 29.500 TWh all’anno. Migliaia di brevetti sono stati depositati riguardanti dispositivi per la conversione di questa energia, a partire da quello registrato da Girard padre e figlio a Parigi nel 1799: la loro idea consisteva nell’utilizzo di una leva azionata da un galleggiante che trascinava una pompa alternativa posta sulla terraferma.

Moto ondoso: i progetti di Eni nell’Adriatico

Partiamo dal principio. Viene spesso affermato che le onde costituiscono la “più grande fonte rinnovabile inutilizzata al mondo”. Ci potrebbe aiutare a capire meglio questa affermazione?

Gli oceani e i mari del mondo sono un'enorme riserva di energia non sfruttata. Si stima che il loro potenziale energetico associato esclusivamente alle onde sia tra i 20.000 e gli 80.000 TWh/anno, una quantità di energia sufficiente per alimentare in linea teorica l'intero pianeta e pari (ottimisticamente) fino a tre, quattro volte il fabbisogno elettrico globale.

La Delibera ARERA 300/17: verso il nuovo dispacciamento

La transizione del sistema elettrico italiano in direzione di una crescente presenza di fonti rinnovabili non programmabili (FRNP), anche per mezzo di impianti di taglia ridotta connessi alla reti di distribuzione, ha richiesto di adeguare i meccanismi tramite i quali viene assicurato il funzionamento in sicurezza dell’intero sistema. L’incremento dell’immissione in rete da parte della generazione da FRNP è avvenuta, infatti, a spese delle unità programmabili a fonti fossili (tra cui i cicli combinati), riducendo la potenza disponibile per i servizi di regolazione; d’altra parte, la minor prevedibilità della produzione da FRNP determina un incremento delle necessità di bilanciamento e quindi del fabbisogno di riserva.

Come e perché portare le FER in MSD

“La discussione sulla neutralità climatica al 2050 non dovrebbe riguardare se possiamo o meno raggiungere questo obiettivo ma il modo in cui lo raggiungeremo” ha recentemente dichiarato la Cancelliera Merkel. Tra i vari “come” da affrontare per realizzare questo lungo percorso di transizione, è necessario porre attenzione sulle modalità da adottare per gestire le emergenti necessità del sistema elettrico in uno scenario che – presto o tardi – sarà dominato dalle rinnovabili. Rischi di over-generation, ripidità della rampa di carico, capacità regolante limitata, compressione dei margini di riserva, congestioni di rete, poche risorse per regolazione di tensione e frequenza: questi sono i problemi di un sistema elettrico decarbonizzato, problemi che tendono ad enfatizzarsi all’aumentare della potenza non programmabile installata, che dovrà quindi essere direttamente coinvolta nella loro gestione.

L’accumulo componente essenziale delle UVA

Con incredibile ritardo, la deliberazione 300/2017/R/EEL di ARERA del 5 maggio 2017 ha finalmente avviato l’iter che ha consentito a Terna di varare i progetti pilota per la partecipazione ai servizi di dispacciamento di unità virtuali abilitate di produzione (UVAP), unità virtuali abilitate di consumo (UVAC), unità virtuali miste di produzione e di consumo (UVAM), unità virtuali di stoccaggio (UVAS). Secondo la delibera, le UVAP e le UVAM possono includere sistemi di accumulo (SdA), a tutti gli effetti assimilati alle unità di produzione, come prescritto anche dalla Direttiva UE 2018/2001 (RED II).

Il central dispatching è il modello corretto per sostenere i numeri del PNIEC?

I recenti regolamenti europei hanno disposto l’obbligo per gli Stati membri di produrre entro il 1° gennaio 2019 un Piano Nazionale Integrato per l’Energia e Clima (PNIEC). Sulla base di tali indirizzi, il Ministero dello Sviluppo Economico italiano ha inviato all’UE una proposta di PNIEC, che delinea una roadmap al 2030 per il settore energetico nazionale su cinque dimensioni: decarbonizzazione, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività. Il documento copre il periodo dal 2021 al 2030 e sarà rielaborato successivamente con cadenza decennale. L’approvazione del piano è stata subordinata ad un processo di consultazione iterativo tra Commissione e Stati membri.

Delibera 300/17 e Rinnovabili: siamo nella giusta direzione?

Intervista a Toni Volpe, CEO di Falck Renewables

La delibera 300/17 dell’ARERA segna un percorso che, dati i target europei di diffusione delle fonti rinnovabili al 2030, sembra inevitabile: si sta procedendo nella giusta direzione?

La sfida al surriscaldamento globale, causa dei cambiamenti climatici in atto, sta spingendo la società a perseguire obiettivi di decarbonizzazione. La transizione energetica verso fonti di produzione rinnovabile, che consentirà la graduale fuoriuscita della generazione centralizzata da fonti fossili, passa necessariamente attraverso la revisione delle regole di mercato per continuare a garantire sostenibilità, sicurezza e adeguatezza del sistema elettrico.

Riforma del dispacciamento: parla Girotto

Gianni Pietro Girotto, Presidente Commissione Industria Commercio Turismo Senato della Repubblica

Il tavolo di lavoro sulle UVAM si è chiuso in marzo con alcune anticipazioni e aperture ma anche con la sostanziale conferma del percorso e dei tempi già delineati in precedenza, che bilancio ne fa?

Il confronto è stato utile per far emergere elementi oggettivi per alcuni aspetti risolvibili, e di conseguenza per migliorare il funzionamento del sistema, riconoscendo l'opportunità di una maggiore partecipazione al meccanismo da parte di più attori.

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