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FONTI RINNOVABILI | 25 ARTICOLI

Power Purchase Agreements e le best practice delle grandi aziende

L’importanza attribuita al tema del cambiamento climatico durante l’annuale World Economic Forum, tenutosi a Davos (Svizzera) dal 21 al 24 gennaio 2020, testimonia che la consapevolezza dei rischi connessi al continuo ignorare la realtà dei fatti sta prevalendo sullo status quo o situazioni ‘business as usual’. Si fa sempre più forte la presenza di grandi aziende che hanno scelto di volgere la propria attenzione alle energie rinnovabili e diventare ‘green’.

Le comunità energetiche tra grandi attese e importanti sfide

L’Italia, con la legge 9 gennaio del 1991, avviò una trasformazione importante del sistema elettrico, creando le premesse per la diffusione della generazione distribuita, a testimonianza del ruolo di leader svolto dal nostro Paese sul tema. Inizialmente si diffusero i sistemi di cogenerazione, più convenienti e meglio promossi dal provvedimento CIP 6/92 di quelli alimentati da fonti rinnovabili. In seguito, sulla scia di diversi schemi di incentivazione, è toccato alle fonti rinnovabili (anche se non sempre finalizzate all’autoconsumo).

La sostenibilità di Falck Renewables, doppiamente abilitante

Intervista al CEO Toni Volpe

Larry Fink, CEO di Black Rock, non perde occasione per rimarcare la rivoluzione “sostenibile” delle loro strategie di investimento. Possiamo dire, quindi, che il tema è entrato definitivamente nella stanza dei bottoni?

Finalmente, voglio aggiungere: stiamo vivendo un tempo dove eventi estremi, inquinamento e depauperamento delle risorse planetarie stanno alimentando l’insorgenza di crisi ambientali, sociali ed economiche.

La contraddizione di uno sviluppo delle fonti rinnovabili senza decarbonizzazione

Sebbene l’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia (FER) sia cresciuto esponenzialmente nel corso degli ultimi anni, le emissioni derivanti dal settore energetico non si sono affatto ridotte a livello globale, raggiungendo al contrario un altro massimo storico nel 2018. Non solo, ma il sistema energetico mondiale rimane ancora fortemente dipendente dalle fonti fossili che sempre nel 2018 avevano contribuito per l’81% alla copertura della domanda di energia primaria del Pianeta.

Gas, idrogeno e biometano: decarbonizzazione e investimenti vanno a braccetto

All’interno del sistema energetico italiano, il gas naturale ricopre un ruolo chiave rappresentando, con il 35% dei consumi di energia primaria nel 2018, la prima fonte energetica del Paese coprendo, nel solo settore civile, il 50% dei consumi energetici. Anche a causa delle elevate escursioni stagionali, la corretta gestione di questa risorsa dipende dal dimensionamento e dalla magliatura della rete gas, oltre alla capacità di stoccaggio di circa 170 TWh di gas, che è pari ad un quarto della domanda annua.

Perché l’idrogeno?

L’idrogeno è un vettore energetico che può giocare un ruolo chiave nella decarbonizzazione dei sistemi energetici e di conseguenza nella transizione energetica delle nostre società. Dopo diversi ‘start-and-stops’, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) sottolinea, in un recente report dedicato all'idrogeno, che le condizioni sono ora favorevoli affinché l’idrogeno si riaffacci nuovamente sulla scena del sistema energetico mondiale. Analizziamo qui di seguito opportunità e criticità.

Liberare il potenziale dell'idrogeno

Il quadro 2030 per il clima e l'energia dell'UE, rivisto al rialzo nel 2020, fissa obiettivi ambiziosi. I target minimi stabiliti dal piano sono la riduzione del 40% delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, il raggiungimento di una quota del 32% nell’utilizzo delle energie rinnovabili e il miglioramento del 32,5% dell'efficienza energetica.

Le industrie e il settore dei trasporti (su gomma, rotaie, marittimo) dovranno affrontare un compito impegnativo nel decidere quale delle molte opzioni consentirà di raggiungere questi obiettivi,

Mobilità, industria e usi finali: il ruolo dell’idrogeno sul territorio

Dai libri di università al territorio, tutti si chiedono quando l’idrogeno entrerà nella vita quotidiana dei cittadini italiani ed europei. Ed è questa la principale domanda che abbiamo posto a Piergabriele Andreoli, da 8 anni direttore dell’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile (AESS), un’associazione legalmente riconosciuta e senza scopo di lucro per lo sviluppo energetico sostenibile del territorio di Modena e dell’Emilia Romagna, che mira a concretizzare l’innovazione in campo energetico.

Innovare il sistema di recupero dei pannelli fotovoltaici: quali benefici?

La tecnologia fotovoltaica è tra le più promettenti in termini di sicurezza energetica e mitigazione dei cambiamenti climatici, e non deve stupire che il suo mercato stia crescendo rapidamente a livello globale. Un aspetto meno indagato ma non per questo meno importante riguarda gli impatti che il fotovoltaico presenta su tutto il ciclo di vita, impatti che, se analizzati, confermano che si tratta di una delle fonti di generazione elettriche più sostenibili sotto il profilo ambientale. Parallelamente allo sviluppo esponenziale delle nuove installazioni a livello globale, aumenterà però il numero di moduli fotovoltaici che raggiungeranno il cosiddetto fine vita e quindi la quantità di rifiuti che dovremo smaltire e auspicabilmente valorizzare.

Economia circolare e rinnovabili: l’esempio dei pannelli fotovoltaici

I cambiamenti climatici, la sostenibilità e l’innovazione tecnologica sono i driver che guideranno le politiche globali di gestione dell’energia. Sfide che come ha mostrato il movimento studentesco Friday for Future lanciato da Greta Thunberg, non riguardano più solamente le imprese del settore elettrico ma la società nel suo complesso. Sono infatti dei processi che hanno sempre più a che fare, oltre che con la lungimiranza dei nostri decisori politici, con le scelte d’acquisto e le abitudini di vita fatte dai cittadini. 

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