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FONTI RINNOVABILI | 14 ARTICOLI

Idroelettrico, per il rilancio bisogna cambiare passo

L’obiettivo del 32% di rinnovabili al 2030 recentemente indicato a livello europeo richiede anche all’Italia, già ben posizionata, uno sforzo straordinario, con investimenti cospiscui in tutte le fonti. Il fotovoltaico dovrà più che triplicare la potenza installata, l’eolico dovrà raddoppiarla. E l’idroelettrico? Oggi l’idrolettrico è ancora il “nocciolo duro” delle rinnovabili in Italia, assicurando in media oltre il 40% della generazione rinnovabile.

Il futuro del gas tra decarbonizzazione e complessità del sistema energetico

Dopo anni di marginalizzazione, il gas naturale sta conoscendo una nuova fase espansiva in Europa. Complici l’abbondanza di GNL e gas russo, che ne hanno abbassato il prezzo d’importazione, e l’aumento dei prezzi del carbone, concorrente nel settore elettrico, il consumo di gas in Europa è cresciuto a 491 miliardi m3 nel 2017. Grazie a questa rimonta, il gas arriva oggi a coprire quasi un quarto del fabbisogno energetico comunitario, il dato più alto dal 2010.

WEO: le traiettorie di sviluppo delle fonti rinnovabili

Sono ormai alcuni anni che l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) rivede costantemente al rialzo le proprie previsioni di diffusione delle fonti di energia rinnovabile (FER). Si tratta di una dinamica che ha interessato maggiormente il settore elettrico, come conseguenza delle politiche di incentivazione, degli sviluppi tecnologici e delle rapide riduzioni di costo verificatesi in particolare nell’eolico e nel solare fotovoltaico. L’utilizzo delle FER nella produzione di calore e nel settore dei trasporti rimane invece ancora caratterizzato da numerosi limiti e fortemente dipendente dal sostegno pubblico.

Le fonti rinnovabili nel World Energy Outlook 2016: potenzialità di sviluppo e scelte di integrazione alla luce dell’Accordo di Parigi

Come noto, lo scorso 4 novembre è entrato in vigore l'Accordo di Parigi sul clima attraverso il quale i 190 paesi formalmente firmatari si sono impegnati a mantenere l’aumento medio della temperatura globale “ben al di sotto di 2 gradi Celsius” rispetto ai livelli preindustriali e a cercare di limitare tale crescita a 1,5 gradi, valore che dovrebbe ridurre in misura significativa le perdite e i danni associati agli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Il raggiungimento di questi obiettivi passa inevitabilmente per una modifica radicale dei processi di produzione e di consumo di energia, attualmente responsabili di almeno i due terzi delle emissioni a livello globale, all’interno della quale l’impiego delle fonti rinnovabili (FER) è destinato ad occupare un ruolo via via crescente.

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