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MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI

Oli usati: i benefici ambientali della raccolta

Da una parte gli oli minerali, dall’altra gli oli e i grassi – vegetali o animali – esausti: sono queste le due grandi famiglie in cui è possibile dividere la raccolta e il recupero degli oli usati, che in Italia rappresentano una fetta sempre più importante dell’economia circolare.

Nel caso degli oli minerali – che sono utilizzati principalmente per il funzionamento dei motori a combustione interna, dalle auto ai macchinari industriali – è il consorzio Conou, ovvero il primo Ente ambientale nazionale ad essere nato per la raccolta differenziata di un rifiuto pericoloso,

Plastica e inquinamento: quando il problema diventa soluzione

Nelle società complesse, uno sguardo eco-logico è quello che affronta tutti gli aspetti di un tema e li tiene insieme, cogliendone connessioni e possibili soluzioni. Anche il tema "plastica” è un nodo strategico, occorre affrontarlo in tutta la sua complessità. Perché la plastica non è un materiale banale: salva vite, garantisce l’igiene, consente la conservazione di alimenti e medicinali, permette agli aerei di volare e agli smartphone di essere nelle mani di tutti. E non corre da sola verso il mare. Ce la buttano.

Ricerca, innovazione e competitività: cosa dice il Piano Energia e Clima?

L’obiettivo di decarbonizzare in modo profondo il sistema economico europeo, e con esso quello italiano, richiede lo sforzo di introdurre oggi quei cambiamenti che in futuro amplieranno l’insieme delle opzioni tecnologiche. Un più ampio portafoglio di tecnologie sarà indispensabile per limitare l’intensità carbonica dell’utilizzo dei combustibili fossili: contenere le emissioni per raggiungere l’obiettivo di un innalzamento delle temperature entro l’1,5-2°C richiede la disponibilità di tecnologie di rimozione dei gas serra non ancora mature (come ad es. Bioenergy with carbon capture and storage-BECCS, Direct Air Capture and Storage (DACS), Soil Carbon Sequestration (SCS).

100 volte RiEnergia, 100 volte grazie

L’energia è bella perché è varia: nell’epoca in cui il concetto di transizione energetica è il più gettonato nel dibattito pubblico spesso ci si dimentica di altri aspetti altrettanto importanti, come quello di “mix energetico”, mentre sta finalmente affiorando quello di “sostenibilità sociale”.

Con il progetto RiEnergia, nato 100 settimane fa e frutto della collaborazione con Staffetta Quotidiana, abbiamo cercato di illustrare proprio questa diversità e questa complessità, fornendo ai lettori uno strumento attraverso cui conoscere, approfondire e riflettere sulla materia.

Ciascuna tecnologia energetica è fondamentale, ma nessuna è in grado da sola di garantire tutte le esigenze di una società che si muove (in autobus, automobile, treno, aereo, bicicletta …), si scalda (con caldaie a gas, pompe di calore, cogeneratori, stufe a pellet …), lavora (come operaio, impiegato, postino, autotrasportatore…).

Decarbonizzare l’industria: cosa c’è oltre l'elettrificazione?

L’industria italiana si posiziona ai massimi livelli di efficienza energetica in Europa e nel mondo e proprio grazie all’ottimale utilizzo del gas nei propri processi produttivi contribuisce a rendere l’Italia uno dei paesi industrializzati a minore intensità energetica. È sulla base di tale considerazione che dobbiamo indirizzare il graduale processo di elettrificazione, oltre che sulla valutazione delle migliori tecnologie disponibili e della loro implementabilità nei cicli.

Investire sulla ricerca per arrivare alla decarbonizzazione

Si tende a parlare di decarbonizzazione solo in termini di elettrificazione degli usi finali. Ma come ha sottolineato anche il World Energy Outlook 2018 (WEO2018), senza l’adozione di misure aggiuntive, vi è il “rischio di un’elettrificazione che sposta semplicemente le emissioni di anidride carbonica da valle a monte, ossia dai settori finali alla generazione elettrica”. È d’accordo con questa visione?

Francamente, penso che quello di cui abbiamo bisogno sia non mettere in piedi una nuova “guerra di religione” sul tema “elettrificazione sì, elettrificazione no” con connesse scomuniche ed eretici.

Il mondo dell’energia al 2040: la visione dell’AIE

Puntuale come sempre, lo scorso 13 novembre è stato presentato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) il World Energy Outlook (WEO) che viene definito dalla stessa AIE la sua “nave ammiraglia”. In effetti il WEO presenta in modo dettagliato l’evoluzione in corso e le prospettive a lungo termine del mondo dell’energia viste dall’AIE, cioè da un organismo che raccoglie e analizza sistematicamente tutte le informazioni su quanto succede nel mondo dell’energia. Anche quest’anno l’ampio Rapporto (ben 661 pagine!) è diviso in tre parti.

Energia: formazione e occupazione. Intervista a Grazia Fimiani (ENI)

Energia: formazione e occupazione, un connubio sempre più stretto e di primaria importanza per le imprese. Abbiamo intervistato Grazia Fimiani, Direttore Risorse Umane e Organizzazione di Eni,che ci ha raccontato le molteplici iniziative avviate dalla major italiana.

Nel mondo dell’energia il tema del lavoro, inteso come risorse umane, ha storicamente visto l’affermazione di due cliché: una netta prevalenza maschile e un’età media tendenzialmente elevata nei ruoli apicali. Questa connotazione può oggi dirsi superata?

Da anni abbiamo intrapreso un percorso di forte mutamento, innovazione e di cambiamento culturale volto al superamento di questi clichè, avviando un programma di iniziative strutturali volte a produrre effetti nel lungo periodo.

Insegnare l’energia tra complessità e falsi miti

Oggigiorno le tematiche energetiche ricoprono un ruolo fondamentale nel campo della formazione e della ricerca universitaria: da qui muove la scelta di numerosi atenei di fondare Dipartimenti o Istituti dedicati a questo argomento. Anche l’Ateneo in cui sono docente ha recentemente avviato un Dipartimento di Energia, all’interno del quale si uniscono le competenze di numerosi professori e ricercatori focalizzati nell’energy sector.

Recent development in energy investment and its implications for jobs

Energy infrastructure is an indispensable foundation for all countries’ economies. Investment in the energy system can influence its development path. Thus, this investment has an important impact on employment, but the links are often complex, involving long value chains and requiring trade-offs. These days the topic is often raised in relation to environmental and climate-related policies; raising concerns about potential threats to fossil fuel jobs and hopes for job creation in the renewables sector. While the complexity of the supply chain makes it difficult to quantify net impacts and draw universal conclusions, our analysis indicates some interesting insights into direct and indirect job creation by energy investment.

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