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MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI

Dismissione e riutilizzo degli asset petroliferi: l’approccio di Eni

Per decommissioning si intende la fase finale del ciclo di vita degli asset appartenenti alla filiera dell’Oil&Gas e, in generale, degli impianti industriali. E per questo è da considerarsi quale parte fondamentale del processo di investimento e può avere importanti risvolti economici, sociali e ambientali nel contesto in cui è realizzata. Nonostante in passato quest’attività abbia trovato poco risalto in termini di visibilità, negli ultimi anni, grazie anche a una maggiore consapevolezza generale, l’interesse degli stakeholder è andato progressivamente crescendo.

The Sunset of an Industrial Plant and the Global Decommissioning Challenge

After many years of productive service, industrial plants reach the end of their useful life and must be dismantled. This complex and costly process, know as decommissioning (commissioning refers to the beginning of a plant useful life), is a confluence of economic, environmental, physical, and regulatory challenges.

Il fine vita degli impianti industriali: una sfida globale

Dopo molti anni di operatività, gli impianti industriali arrivano alla fine della loro vita utile e devono essere smantellati. Questo processo complesso e costoso, noto come decommissioning (al contrario il commissioning è l'inizio del ciclo di vita di un impianto), implica una serie di sfide di carattere economico, ambientale, fisico e normativo. Per decidere quando un impianto industriale diventa "idle iron" - definizione utilizzata nel Golfo del Messico (GoM) – sono necessarie dettagliate analisi in cui si tiene conto di molteplici fattori quali i prezzi delle materie prime, i costi operativi, le riserve residue e i relativi regimi regolatori.

La nuova vita delle piattaforme della California

Le perforazioni offshore di petrolio e gas costituiscono spesso motivo di dibattito presso le comunità locali che le ospitano, e la California non fa certo eccezione, specie dopo che, nel 1969, una piattaforma al largo di Santa Barbara riversò dagli 80.000 ai 100.000 barili di greggio in mare in seguito ad un guasto. Se per anni, però, il dibattito è ruotato intorno all’operatività degli impianti, oggi la questione riguarda quelle 27 piattaforme sparse lungo la costa che, giunte a fine vita, devono essere smantellate completamente o, al contrario, lasciate lì dove sono e convertite in barriere artificiali.

Decommissioning offshore: le imprese di Assomineraria rispondono “presente”

Abbiamo intervistato Paola Gigli (Direttore Tecnico presso Stantec)

Assomineraria, l’associazione che riunisce i principali operatori della filiera estrattiva e dell’energia in Italia, ha creato un gruppo di lavoro dedicato alla tematica del decommissioning offshore, con l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra operatori, imprese, società di ingegneria e progettazione e istituzioni su questo importante tema. Per comprendere meglio le ragioni che hanno portato alla creazione di questo gruppo, conoscere meglio lo stato del decommissioning offshore in Italia, e le competenze che le aziende italiane possono offrire in questo settore abbiamo intervistato Paola Gigli

CCS: a critical technology to meet global climate targets

Over the past decade, the Global CCS Institute has observed the group of climate change technologies known as carbon capture and storage (CCS) mature from a solution to power generation emissions to the enabler of new low emissions industries necessary to meet climate change targets. This is demonstrated by the latest international climate change models which require CCS deployment at an unprecedented scale over the coming 80 years.

Cattura e stoccaggio della CO2: una tecnologia già disponibile

Negli ultimi dieci anni, il Global CCS Institute ha monitorato l’insieme di tecnologie che prende il nome di Cattura e Stoccaggio del Carbonio (CCS) osservandone l’evoluzione: da sistema che permette di abbattere le emissioni collegate alla generazione elettrica a soluzione in grado anche di contenere l’intensità emissiva dell’industria, passaggio necessario per traguardare gli obiettivi climatici globali. Non è infatti un caso che gli ultimi modelli internazionali sul cambiamento climatico ne prevedano un impiego senza precedenti nei prossimi 80 anni.

Sconfiggere la povertà energetica per vincere la sfida climatica

Fino agli inizi del XIX secolo l’umanità non aveva vissuto quasi alcuno sviluppo economico, al punto che i tassi di povertà dei Paesi più ricchi non superavano quelli dei Paesi più poveri di oggi. Negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia, dal 40 al 50% circa della popolazione viveva in una condizione simile a quella che troviamo attualmente nelle aree più povere dell’Africa sub-sahariana, e il 10-20% della popolazione poteva essere fatta rientrare tra gli indigenti.

Povertà energetica in Italia: prima le analisi, poi le policy

Fino a pochi anni fa, il tema dell’accesso a sistemi energetici puliti e moderni, a prezzi ragionevoli, era un argomento tipico del dibattito relativo alle economie emergenti dove, ancor‘oggi, 1 miliardo di persone non ha accesso all’elettricità e oltre 2,7 miliardi di persone utilizzano tecnologie inquinanti per la cottura degli alimenti e il riscaldamento. Negli anni recenti, complice da una parte la crisi economica che ha aumentato il numero di persone in povertà, e dall’altra il crescente peso delle componenti para tariffarie nelle bollette, nelle economie avanzate è emerso il problema dell’impossibilità di far fronte al pagamento per i consumi di energia per determinati segmenti della popolazione (affordability).

Povertà energetica in Africa: a colloquio con Romano Prodi

Secondo i dati dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, nel 2017 il numero di persone che non hanno accesso all’elettricità nel mondo è sceso per la prima volta nella storia sotto ad 1 miliardo. Tra il 2016 e il 2017, in particolare, 97 milioni di persone hanno ottenuto l’accesso all’energia elettrica. Un dato che, tuttavia, la stessa AIE definisce impari, dal momento che tre quarti di questi nuovi cittadini energetici si trovano in Asia ed un simile risultato è fortemente dovuto al piano di elettrificazione dei villaggi rurali realizzato dal governo indiano.

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