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MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI

Governare la crisi ed evitare la tempesta perfetta

La pandemia ha cambiato il nostro futuro in modo percepibile e consistente. Forse non è vero che “nulla sarà più come prima” ma è senz’altro vero che molte cose saranno cambiate e che dovremo abituarci a una “nuova normalità”, o a più “nuove normalità”. In primo luogo, perché la pandemia globale ci ha messo di fronte a una discontinuità tangibile che rafforza la nostra capacità di comprendere che le “grandi crisi” sono possibili: oggi la crisi sanitaria, domani, forse, quella climatica. In secondo luogo, perché dovremo gestirne gli effetti diretti per ancora molto tempo. E, in terzo luogo, perché ora sappiamo, sono gli esperti a dircelo, che le interconnessioni multiple di un mondo globalizzato rendono probabili, se non certe, nuove crisi anche in futuro.

Digitale, competenze e open innovation: l’esperienza di Microsoft

L‘emergenza sanitaria che stiamo attraversando ha fatto emergere con più forza la necessità per le imprese di fare innovazione, nonostante il contesto estremamente incerto in cui operare. Ma in Italia il cambiamento è sempre difficile e ci troviamo nella paradossale situazione di vedere giovani talenti andare all’estero per lavorare, mentre le aziende sul territorio fanno fatica a trovare le risorse umane con competenze specifiche. Tuttavia, non è impossibile lavorare su tre assi portanti: digitale, competenze ed open innovation.

2020 ritorno al futuro: l’impegno di Hera per (ri)disegnare il domani

Il 2020 sarà ricordato, se non il peggiore, come uno degli anni più sfidanti per l’umanità nel suo complesso, nonché per la tenuta di un già fragile equilibrio economico globale. La crisi che stiamo attraversando ha ridefinito priorità ed esigenze, cambiando anche le prospettive per il futuro. Per affrontarla e soprattutto per riuscire a vedere “oltre”, serve un’azione concreta, ma soprattutto una visione improntata sulla resilienza. Insieme a Tomaso Tommasi Di Vignano, presidente esecutivo del Gruppo Hera, abbiamo discusso di come è stata gestita la crisi da una grande multiutility e provato a capire quale è la strada per la ripartenza.

Favorevole a un phase out dei sussidi alle fonti fossili, ma si rispetti il ruolo del mercato

L’Italia e l’Europa sono alle prese con l’ennesima crisi economica degli ultimi decenni. Una crisi che si inserisce in quella che avrebbe dovuto essere una fase transizione energetica e produttiva di portata storica, perlomeno entro i confini dell’Unione europea. Che tipo di crisi stiamo attraversando? Quali interventi sono necessari per ripartire? Quali priorità per il Recovery Plan? Come combinare obiettivi climatici e rispetto della competitività? Ne abbiamo parlato con il professor Carlo Cottarelli, economista, ex commissario alla spending review e oggi direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani.

Quali forme per il prossimo pianeta?

Immaginiamo di vivere su un pianeta distrutto, abbandonato. Immaginiamo di avere la possibilità di fuggire. Immaginiamo che tempo, spazio, carburante, non siano un problema.

Ma, soprattutto, immaginiamo di non dover semplicemente raggiungere un nuovo posto da abitare. Dobbiamo trovare un posto per ricostruire un pianeta da capo. Come lo faremmo? Creeremmo una copia di quello che ci ha condotti alla necessità di abbandonarlo? Faremmo qualcosa di completamente diverso? Quali possibilità? Quali errori?

I giovani innovatori lanciano il Manifesto per l’Energia

L’Italia e l’Europa sono chiamati in questo momento di particolare fragilità, dovuto all’emergenza pandemica, a ridisegnare alcuni meccanismi e ad inserire dei correttivi per un nuovo ecosistema che possa da un lato far fronte alla crisi e dall’altro a mettere delle solide fondamenta per il rilancio. Un nuovo Green Deal Europeo, come preannunciato dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, per un’Europa che possa abbracciare l’economia verde all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità.

Giovani e innovazione: Eni lancia la scuola di sostenibilità

Eni ha confermato il target di riduzione dell'80% delle emissioni assolute nette di gas ad effetto serra di tutti i prodotti al 2050, impegnando tutta la filiera aziendale. Questo significa trasmettere il valore della decarbonizzazione a tutto il personale impegnato nei diversi rami aziendali del Gruppo, attraverso un’intensa attività di informazione e formazione sui temi connessi al cambiamento climatico e all’ambiente.

Contratti luce e gas: serve un albo dei fornitori per tutelare i consumatori

Concorrenza e trasparenza sono due elementi imprescindibili per garantire la tutela del consumatore di elettricità e gas sul mercato retail. Molto è stato fatto, ma ancora esistono delle criticità che vanno superate. Serve una maggiore tracciabilità delle aziende che operano sul mercato e viene richiesto, ormai da anni, l’istituzione di un albo dei fornitori. Ne abbiamo parlato con il Dott. Alessandro Petruzzi, Responsabile Dipartimento Energia di Federconsumatori.

Economia circolare: l’Italia riuscirà a mantenere il primato?

Sotto il profilo della circolarità, i numeri ci dicono che l’Italia rispetto alle 4 economie europee più grandi registra le migliori performance. Un primato che, tuttavia, rischia di essere perso, se non vengono adottate decise politiche di sostegno alla sua crescita. L’ultimo rapporto del Circular Economy Network, infatti, ha confermato il primo posto dell’Italia, ma segnalando che gli altri paesi crescono più velocemente. Peraltro, sotto la spinta delle politiche europee, altri Stati hanno già assunto iniziative capaci di scuotere in maniera decisa gli operatori del mercato.

Circular Economy Action Plan: cinque anni di economia circolare in Europa

Nel dicembre 2019, la Commissione guidata da Ursula Von der Leyen ha presentato il suo Green Deal europeo, un piano ambizioso che punta a rendere l'economia dell'UE equa, sostenibile e prospera e l'Europa il primo continente climaticamente neutro, garantendo nel contempo che nessuno venga lasciato indietro in questa transizione. Tuttavia, il processo che ha portato all’elaborazione di questa nuova strategia di crescita non è stato semplice, ma piuttosto il risultato di un'evoluzione nel pensiero della Commissione europea e di una serie di sviluppi politici in diverse aree che parte dal 2011, che parallelamente ha visto evolversi anche il concetto di economia circolare.

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