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MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI

L’UE considera la possibilità di far entrare il nucleare nella tassonomia per gli investimenti sostenibili

Per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo e per mitigare i cambiamenti climatici, è fondamentale indirizzare gli investimenti verso progetti sostenibili e attività con una puntuale valutazione dei benefici e rischi per la salute umana e l'ambiente. Serve un linguaggio comune e una definizione chiara di ciò che è "sostenibile".

Cosa ne sarà del nucleare in Europa?

L'energia nucleare in Europa sembra essere a un bivio. La maggior parte della capacità esistente è prossima (o giunta) a scadenza e i nuovi progetti sono ostacolati da costi elevati e difficoltà di finanziamento. Come se non bastasse, il terreno di scontro nell’Unione europea è inoltre, alimentato dal dibattito sul criterio di "nessun danno significativo" che una volta risolto potrebbe portare il nucleare ad essere considerato nella Tassonomia UE sulla finanza sostenibile, con ricadute positive in termini di accesso ai finanziamenti.

L’acqua di Fukushima e il dilemma dell’uomo “apprendista-stregone”

Nei giorni scorsi ha ottenuto le prime pagine dei giornali l'allarme che il governo giapponese intende riversare in mare l'acqua contaminata che dopo l’incidente nella centrale nucleare di Fukushima di dieci anni fa viene continuamente pompata per raffreddare i noccioli dei tre reattori che hanno subito il meltdown, dopo che lo tsunami ha messo fuori uso i sistemi di raffreddamento in circuito chiuso.

Nucleare: dopo dieci anni possiamo dire grazie al referendum

Tra poche settimane si celebrerà il decennale del referendum che chiuse la discussione pubblica sul rilancio del nucleare in Italia. Il Governo Berlusconi aveva firmato con la Francia di Sarkozy un “Memorandum of Understanding” per la costruzione in Italia di 4 reattori EPR da 1650 MW, MoU poi annullato col voto referendario che riuscì a raggiungere il quorum nonostante il tentativo di bloccarlo con una moratoria. Cosa è accaduto da allora? I due EPR che erano già in costruzione a Flamanville in Francia e a Olkiluoto in Finlandia non sono ancora entrati in funzione, accumulando ritardi enormi e circa quadruplicando i costi previsti originariamente: questo nonostante non avessero avuto alcuna opposizione.

La finanza sostenibile per il rilancio con imprese e istituzioni

Nel 2021 l’Italia sarà impegnata a riparare i danni economici e sociali causati dalla pandemia di COVID-19 e a rilanciare la crescita. La direzione di questi sforzi dovrà essere coerente con impegni sottoscritti a livello internazionale, come i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs) e l’Accordo di Parigi sul Clima. Inoltre, la Commissione Europea ha chiarito che la strategia di crescita dell’Europa è l’EU Green Deal, il piano di politiche e di investimenti lanciato nel 2019 per decarbonizzare l’economia e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 attraverso una “giusta” transizione.

Green finance: il ruolo dell’Unione Europea

Lo sfociare della pandemia ha travolto le economie mondiali ponendole di fronte a nuovi rischi sociali e ad accresciute esigenze di spesa. Gli investimenti nel sistema sanitario, i fondi per la ricerca medica e scientifica ed il sostegno al salario per le categorie più colpite dalle misure di contenimento, sono alcuni degli esempi di spesa ad impatto sociale che hanno spinto enti pubblici e privati a finanziarsi sul mercato tramite emissioni di social bond. Nel 2020 (stima di novembre 2020) le emissioni di social bond, a livello globale, sono quintuplicate rispetto al 2019, passando da circa 36 miliardi di euro a 157 miliardi. Oltre ai fattori contingenti dettati dalla pandemia, ad incoraggiare la crescita è stato il consolidamento di standard di mercato e l’impulso dato dall’UE.

Dark finance: chi finanzia l’industria del carbone?

Ormai è assodato. Entro i confini dell’Unione europea la decarbonizzazione si fa anche svuotando i portafogli finanziari dei grandi investitori dagli asset fossili e soprattutto carboniferi. Al contrario, la stragrande maggioranza degli investitori statunitensi e asiatici sembra ancora restia a considerare la lotta ai cambiamenti climatici un affare anche finanziario. È l’esito del report pubblicato da Urgewald, Reclaim Finance, Rainforest Action Network, 350.org Japan e altre 25 ONG che da anni sono impegnate nel quantificare e denunciare il ruolo della finanza dietro l'industria globale del carbone.

Il primo BTP green dell’Italia è un successo, ecco perchè

Il mercato dei «Green Bond» ha ripreso a correre dopo un rallentamento dovuto alla diffusione del Covid. A emettere emissioni verdi sono singole aziende, municipalità e recentemente si sono uniti anche gli Stati. Ai primi di marzo anche il nostro paese ha collocato, con successo, il suo primo Btp Green. Ne abbiamo parlato con il Dott. Davide Iacovoni, responsabile della direzione del Debito Pubblico, presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Digitalizzazione: la rete di distribuzione gas diventa “viva”

Chiunque abbia letto un giornale, una rivista online o semplicemente si sia connesso ad un social media negli ultimi anni, si sarà sicuramente imbattuto nei termini Smart Grid, IoT, Reti Neurali e Machine Learning in riferimento all’industria energetica. Ma cosa sono queste tecnologie? Come possono essere usate nel mondo del gas naturale? Come modificheranno il modo di considerare le reti di distribuzione e trasporto?

Crisi climatica: la sfida dell’adattamento parte dall’emergenza idrica

Adattamento è una parola bella e relativamente giovane, associata al cambiamento climatico, si intende. Una parola che evoca avventura, speranza ma anche grande senso pratico di quelle comunità che hanno capito quanto sia importante operare sul territorio, nelle città, sulle ‘infrastrutture verdi’ per consentire che la vita continui in maniera dignitosa anche nell’era degli sconvolgimenti meteoclimatici di cui tutti siamo ormai ostaggio.

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