MONDO ENERGIA | 106 ARTICOLI
“Guarda lontano e quando pensi di aver guardato lontano guarda ancora più lontano”
Vivo da anni il mondo dell’energia e sono sempre stato estremamente curioso ed attento per ciò che accade in questo ecosistema. Tuttavia questo mese di novembre mi ha stupito per la particolare intensità di notizie ed avvenimenti che sottolineano ancora una volta quanto importante e delicato sia il nesso tra Energia e Clima.
Le onde marine costituiscono una delle fonti di energie rinnovabili più interessanti e distribuite sul globo. L’energia delle onde può essere considerata un derivato dell’energia solare, attraverso l’azione dei venti. Il livello di potenza per unità di lunghezza del fronte d’onda varia dai 25 kW/m nell’Europa del sud (Isole Canarie), fino a 75 kW/m delle coste irlandesi e scozzesi. Nel Mar Mediterraneo infine la potenza disponibile è ancora significativa e varia in un intervallo compreso tra 11 e 4 kW/m. Se consideriamo anche la potenza sfruttabile in acque profonde al largo delle coste europee, la stima delle risorse totali per l’Europa sale a 320 GW.
Anche nell’edizione del 2017 il World Energy Outlook (WEO) non ci assilla troppo con la profusione di scenari che nelle passate edizioni, anziché aiutare il decisore politico, riuscivano spesso solo a confonderlo. Ormai da qualche anno, infatti, mette in primo piano la descrizione di un futuro energetico intermedio tra uno scenario di riferimento, che declina le politiche energetiche in atto, e uno scenario di sviluppo sostenibile, che mira al deciso contenimento dei cambiamenti climatici:
Sono ormai alcuni anni che l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) rivede costantemente al rialzo le proprie previsioni di diffusione delle fonti di energia rinnovabile (FER). Si tratta di una dinamica che ha interessato maggiormente il settore elettrico, come conseguenza delle politiche di incentivazione, degli sviluppi tecnologici e delle rapide riduzioni di costo verificatesi in particolare nell’eolico e nel solare fotovoltaico. L’utilizzo delle FER nella produzione di calore e nel settore dei trasporti rimane invece ancora caratterizzato da numerosi limiti e fortemente dipendente dal sostegno pubblico.
Ripensare radicalmente i processi di produzione industriale e contribuire ad un cambio di mentalità che porti a vedere nei rifiuti nuove risorse continuamente riutilizzabili. Sono questi i presupposti fondamentali su cui si basa la transizione verso un modello di economia circolare, fondamentale per “estendere” la vita di materie prime e risorse naturali attraverso il riciclo, il riuso, una maggiore durata dei prodotti (per il tramite di una progettazione più efficace che ne favorisca la riparabilità) e grazie alla condivisione.
È noto come la spesa assicurativa sia una delle principali voci di costo per una società proprietaria di un impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile. Spesa che annualmente si cerca di rivedere ed ottimizzare al fine di abbattere gli OPEX (costi operativi e di gestione) dell’investimento in corso. Parliamo prevalentemente di prodotti assicurativi definiti Operational All Risks (OAR). Questa tipologia di assicurazioni garantisce la società proprietaria dell’impianto da eventuali danni diretti che dovessero colpire l’impianto, dai conseguenti danni indiretti per la mancata produzione di energia fino al ripristino, e dalle responsabilità civili verso terzi derivanti dalla proprietà e dalla conduzione dell’asset.
A livello globale sta aumentando la sensibilità degli investitori istituzionali alle tematiche ambientali e al cambiamento climatico. Come si sta muovendo il settore assicurativo?
In linea generale, la consapevolezza dei grandi gruppi assicurativi riguardo alle tematiche ambientali è in crescita. Tuttavia, occorre fare una distinzione e capire che le compagnie assicurative svolgono un doppio ruolo in tema di investimenti finanziari: un ruolo attivo, dal momento che rientrano a pieno titolo tra gli stessi investitori istituzionali; un ruolo passivo, se si considera che le stesse possono essere a loro volta oggetto di investimento.
Il futuro dell’energia è il futuro del pianeta. La green economy è la chiave con cui vogliamo costruire un territorio sostenibile, creare posti di lavoro e benessere. Per questo motivo, l’Emilia-Romagna ha partecipato in modo attivo all’Expo 2017 di Astana che ha avuto come tema l’Energia del Futuro. Nel corso della missione istituzionale e imprenditoriale, che si è svolta dal 3 al 5 settembre, ci siamo potuti confrontare a tutto campo sulla direzione da intraprendere e siamo stati confortati nel verificare come il nostro territorio sia ben posizionato per tutti gli aspetti che riguardano la ricerca energetica.
I porti giocano un ruolo fondamentale nello sviluppo economico del territorio e il loro stato di salute ha importanti ricadute anche sull’economia nazionale. Il porto di Ravenna è uno dei principali motori di sviluppo socio-economico del territorio ravennate e regionale, essendo sia un porto industriale sia un luogo di aggregazione per lo svolgimento di molteplici attività con ricadute sociali. Da questi presupposti è nato il Ravenna Green Port, un progetto che coinvolge ricerca, istituzioni e industria per tracciare una rotta condivisa di azioni partendo da tre temi strategici: mobilità e sostenibilità energetica nell’area portuale, ecosistema porto-città.
La partecipazione al meeting di Astana, nell’ambito della missione organizzata dalla Regione Emilia Romagna guidata dall’assessore Palma Costi, ha rappresentato un’importante occasione per illustrare a personalità del governo del Kazakistan, ad associazioni imprenditoriali e gruppi aziendali come Ravenna operi nel settore offshore.