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MONDO ENERGIA | 40 ARTICOLI

Occupazione ed investimenti energetici: quale correlazione?

Le infrastrutture energetiche sono un elemento fondante e indispensabile per le economie di tutti i paesi, il cui sviluppo viene condizionato dagli investimenti necessari per la loro realizzazione. Allo stesso modo, questi investimenti esercitano un impatto importante sull’occupazione, anche se il legame risulta spesso complesso perché si fa riferimento a catene del valore molto lunghe e perché in diversi casi possono crearsi situazioni di trade-off. Recentemente, il tema investimenti/occupazione è stato oggetto di dibattito in quanto le politiche climatiche ed ambientali hanno sollevato preoccupazioni per le ricadute negative che potrebbero interessare l’occupazione nei settori correlati alle fonti fossili; per contro, alimentano aspettative sulla creazione di nuovi posti di lavoro nel comparto delle rinnovabili.

La Strategia Energetica Nazionale e la nuova mobilità. Quali investimenti e a quali condizioni?

Vorrei che questo intervento partisse da una base che, a mio parere, va tenuta sempre presente: la Strategia Energetica Nazionale (SEN). La SEN è il risultato di un lungo lavoro cui abbiamo contribuito in molti nel settore e delinea uno scenario che impone al Paese obiettivi più che ambiziosi “per dare un adeguato contributo al raggiungimento degli obiettivi 2030 in materia di efficienza, rinnovabili ed emissioni”. In particolare, questo documento affianca allo scenario di riferimento nazionale definito “BASE” – che descrive l’evoluzione del sistema energetico nazionale considerando esclusivamente le policy in vigore al 31 dicembre 2014

Servono conoscenza e ricerca per fare sostenibilità vera

Il messaggio conclusivo che emerge dopo aver ascoltato le diverse e interessanti presentazioni di questa giornata è che abbiamo bisogno di serietà: nel dibattito pubblico, nella definizione degli investimenti, nell’elaborazione di efficaci politiche industriali. In questo paese, fare le cose seriamente non è sempre stato facile, come dimostrano le scelte compiute riguardo importanti tematiche energetiche.

Gli effetti della digitalizzazione sul mondo Oil&Gas

Sono ormai decenni che le tecnologie digitali contribuiscono a migliorare i sistemi energetici e il mondo dell’energia è stato in diverse occasioni un precursore nel ricorso alla cosiddetta information technology (IT). Nonostante questa consolidata familiarità, il ritmo della digitalizzazione in questo ambito sta crescendo. Negli ultimi anni gli investimenti delle compagnie energetiche nelle tecnologie digitali hanno segnato un forte aumento: dal 2014, la spesa mondiale in software ed infrastrutture elettriche digitali è aumentata di oltre il 20% l’anno, raggiungendo i 47 miliardi di dollari nel 2016.

Blockchain, pietra filosofale o moda passeggera?

Tutti ne parlano, tutti la vogliono, ma in pochi sanno davvero come funziona. La blockchain, il circuito elettronico che registra gli scambi delle criptovalute, bitcoin incluso, è molto di moda in questo periodo. Come se fosse la pietra filosofale, in grado di risolvere molti dei problemi generati fin dalla notte dei tempi dai mercati. Nessuna frode possibile, quindi nessuna autorità che controlla e nessuno Stato a garantire il sistema di pagamento. Insomma, una sorta di paradiso liberista, dove la libera iniziativa e il libero scambio bastano a se stessi. 

Come la tecnologia blockchain impatta sul mondo dell'energia

I possibili utilizzi della tecnologia blockchain sono infiniti e, in larga parte, ancora da esplorare. È potenzialmente in grado di impattare ogni cosa: attività bancarie, ogni tipo di pagamento e transazione finanziaria, il sistema di votazione, l’educazione, il mondo assicurativo, i contratti commerciali, i documenti pubblici, i tracciati medici e le analisi cliniche e, naturalmente, il mondo dell’energia.

Enerchain: il trading elettrico punta tutto sulla blockchain

Ernesto Ciorra, direttore del settore innovazione di Enel, l’ha definita “probabilmente il progetto attualmente più innovativo nel mondo dell’energia”. Si tratta di Enerchain, un nuovo modo per vendere e acquistare energia. Un’iniziativa firmata PONTON Gmbh, azienda fornitrice di software e servizi IT per l’industria energetica europea con base ad Amburgo, in Germania. Una compagnia che, fin dalla sua fondazione nel 2001, si è focalizzata sul trading di energia e sulla gestione della rete, studiando ed approntando prodotti che favorissero l’integrazione tra tecnologia e modelli di business.

Blockchain ed energia: l’esperienza di IBM

La tecnologia blockchain, nata con il bitcoin come strumento alternativo di pagamento, sta mostrando importanti ambiti di applicazione in molti settori, grazie ai valori di fiducia, trasparenza, certificazione, collaborazione, ecosistema che sono insiti nella tecnologia stessa.

Blockchain è un paradigma rivoluzionario perché capace di rendere affidabili, rapidi, trasparenti e sicuri i processi che collegano gli attori di un ecosistema di business.

Il nucleare schiacciato da scetticismo e rinnovabili

Alla prova della storia, l’atteso grande sviluppo industriale del nucleare civile – che il Presidente americano Dwight D. Eisenhower aveva prospettato nel famoso discorso all’Assemblea delle Nazioni Unite “Atoms for Peace” l’8 dicembre 1953 – non si è mai avverato: rimanendo un fenomeno circoscritto in termini quantitativi, temporali, spaziali, anche se in nove delle dieci maggiori potenze mondiali la tecnologia nucleare diveniva componente più o meno essenziale del mix energetico.

Cosa dice il World Nuclear Industry Status Report?

Una fotografia di quanto avvenuto in tutto il mondo nell’anno 2017 sul fronte dell’energia nucleare è sintetizzato nel World Nuclear Industry Status Report: 4 avvii di reattori (12 in meno rispetto al previsto); 3 spegnimenti; 4 costruzioni di reattori avviate; 2 costruzioni di reattori abbandonate; la bancarotta di Westinghouse; il salvataggio e la chiusura di Areva; una notevole pressione finanziaria ed economica sugli operatori nucleari. Globalmente, operano 405 reattori (1 in meno di un anno fa), 52 in costruzione (3 in meno). Cinque nuovi reattori sono stati disattivati a lungo termine e 3 sono stati fatti ripartire.

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