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In mid-October the Paris-based International Energy Agency (IEA) published its flagship publication – World Energy Outlook (WEO). This annual report came at a perfect time, just a few weeks before the United Nations climate change conference (COP), to be held in Baku, Azerbaijan, 11-22 November and in the midst of two major wars, one in Ukraine and the other in the Middle East.
Atteso da stakeholder del settore, decisori sia pubblici che privati e analisti, il World Energy Outlook elaborato dall’Agenzia Internazionale di Parigi oltre a descrivere gli sviluppi energetici attesi, fornisce un’analisi critica dei principali eventi che caratterizzano il panorama energetico globale corrente. Considerato il punto di riferimento tra gli scenari energetici mondiali di medio-lungo periodo, il rapporto nel corso degli anni, pur mantenendo alcuni tratti distintivi, è stato adeguato ai cambiamenti che hanno interessato il mondo dell’energia
A metà ottobre, l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) ha pubblicato il suo più importante documento annuale, il World Energy Outlook (WEO). Questo rapporto è uscito in un momento perfetto, a poche settimane da COP29, organizzata dalle Nazioni Unite e che quest’anno si terrà a Baku, in Azerbaijan, dall’11 al 22 novembre.
Nel complesso scenario mediorientale, le tensioni fra Israele e Iran costituiscono un tratto strutturale sin dagli anni della rivoluzione che, nel 1979, ha portato alla caduta della monarchia Pahlavi e alla nascita della Repubblica islamica. Gli attacchi contro il ‘Piccolo Satana’ sono un topos ricorrente nella propaganda di Teheran.
Il 19 aprile, Israele ha risposto alla rappresaglia iraniana scatenata alcuni giorni prima con un attacco che ha colpito per la prima volta direttamente il suolo della Repubblica Islamica. Un’azione che nasceva come esigenza e risposta inequivocabile di Tel Aviv all’enorme attacco aereo subito con droni e missili sui propri cieli – seppur con danni limitati – lo scorso 13 aprile.
L’attacco con missili e droni lanciato dall’Iran contro Israele – risposta al bombardamento israeliano del consolato iraniano a Damasco – ha riacceso i timori di un conflitto su larga scala in Medio Oriente. La successiva risposta israeliana su territorio iraniano ed altri attacchi contro milizie filo-iraniane in Iraq stanno portando ad una nuova fase dello scontro tra i due Paesi, una in cui il conflitto è passato dall’ombra alla luce del sole con attacchi diretti – seppur circoscritti.
Periodicamente, l’intensificarsi dei conflitti e degli scontri armati in Medio Oriente solleva lo spettro di una chiusura al traffico marittimo dello stretto di Hormuz, attraverso il quale si accede al Golfo (Persico o Arabo, a seconda dei punti di vista) dall’Oceano Indiano.
A fine gennaio Palazzo Madama ha ospitato il vertice Italia-Africa. Un ponte per una crescita comune, fortemente voluto dalla presidente Giorgia Meloni per ufficializzare l’avvio del cosiddetto Piano Mattei, così chiamato in onore del fondatore dell’Ente nazionale idrocarburi (Eni).
Alla fine di mesi di indiscrezioni e polemiche relative alla presentazione del Piano Mattei, il governo italiano guidato dal Primo Ministro Giorgia Meloni ha moltiplicato le iniziative relative al nuovo corso intrapreso da Roma nei confronti del continente africano. Il decreto legislativo 161/2023 e, soprattutto, il vertice Italia-Africa tenutosi alla fine di gennaio 2024, hanno avuto il merito di dare maggiore visibilità al piano di investimenti per lo sviluppo ideato dall’esecutivo italiano.
25 aprile 2023, Pointe-Noire, Repubblica del Congo. Claudio Descalzi, AD di ENI, incontra il presidente Denis Sassou Nguesso. Sullo sfondo della città portuale congolese, Descalzi e Nguesso celebrano l’inaugurazione del primo progetto di liquefazione di gas naturale “Congo LNG”.