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MONDO ENERGIA | 150 ARTICOLI

Resilienza e Innovazione: le leve strategiche di Hera per lo sviluppo e la crescita dei territori

Il tema della resilienza è diventato più che mai attuale in questo frangente in cui il governo si accinge a varare il piano di spesa dei fondi che arrivano del Next Generation EU. Puntare su resilienza e innovazione è imprescindibile per poter centrare gli obiettivi di transizione energetica e rispetto dell’ambiente. E lo sa bene la multiutility Hera che su questi due concetti ha puntato molto nelle sue strategie. Ne abbiamo parlato con il Presidente Tomaso Tommasi di Vignano.

Draghi: una buona notizia per la transizione energetica?

Sfatiamo subito uno stereotipo largamente diffuso dopo le dimissioni del governo Conte bis. L’incarico dato a Draghi non sanziona affatto la sconfitta della politica, anzi, riafferma il primato di una Politica dove nei criteri di scelta del premier sono prioritari la competenza e la conoscenza dei problemi da affrontare, mentre a cedere il passo è una gestione della cosa pubblica da parte di maggioranze improvvisate e di compagini ministeriali al cui interno non tutti sono adeguati al ruolo ricoperto.

Automotive: rinnovare l’ecobonus, finanziare ricerca e innovazione

Il settore automotive ha subito lo shock della pandemia quando già si trovava ad attraversare una fase di cambiamento epocale, spinto dagli obiettivi di sostenibilità adottati a livello internazionale ed europeo, e da trend tecnologici dirompenti come quelli dell’elettrificazione e della digitalizzazione. Per comprendere meglio come il posizionamento del settore italiano dell’automotive in questa fase di congiuntura abbiamo intervistato il direttore di ANFIA, Gianmarco Giorda.

Danimarca e USA: la transizione tra narrazione e realtà

Natura e ambiente non sono la stessa cosa. Spesso utilizzati come sinonimi, hanno delle intersezioni, si abbracciano reciprocamente, ma rappresentano due oggetti diversi tra di loro. Da un lato c’è la natura, cruda, spietata e in conflitto con la crescente volontà di potenza umana; dall’altro c’è l’ambiente, che rappresenta il grado di convivenza, storicamente mutevole, tra lo sviluppo umano e la natura “matrigna”. Oggi, nella lotta al cambiamento climatico e nell’impegno per una giusta transizione energetica, la nostra generazione è chiamata a realizzare con urgenza un nuovo, inedito possibile equilibrio tra questi fattori, con razionalità, senza alcuna demagogia.

Transizione energetica sbagliato rinunciare a gas e CCS

Non c’è una conversazione oggigiorno che non cominci o finisca – o entrambi i casi – con il virus che ci ha messo sottosopra la vita. Recentemente l’argomento collegato è inevitabilmente quello dei vaccini. E a quel punto mi viene in mente sempre la stessa riflessione, che tengo rigorosamente personale: cioè che per produrre i vaccini serve energia, anzi ne serve tanta visto quanti ne dovranno essere distribuiti.

Se la transizione diventa una via Crucis: il caso di Ravenna

La difficile transizione del distretto Oil&Gas di Ravenna è l’emblema di un paese che ancora non è riuscito a disegnare una strategia energetica nazionale. Tra progetti rinnovabili in attesa di via libera e aziende locali che delocalizzano abbiamo chiesto al sindaco di Ravenna, Michele De Pascale, di aiutarci a capire meglio cosa sta succedendo. E cosa ci si aspetta per il futuro.

Transizione: depotenziare l’ideologia del NO investendo sul futuro

L'economia sarà ancora centrale nell'agenda politica globale e il piano NextGenerationEU sarà il punto di partenza per la costruzione dell’Europa nel nuovo sistema globale. Le risorse assegnate all’Italia per lo sviluppo delle infrastrutture e la crescita della digitalizzazione ammontano a 76,4 miliardi, pari ad un terzo delle risorse complessive.

Deposito nazionale di rifiuti radioattivi: tre motivi per pensare positivo

Solo tre settimane fa, il 30 dicembre scorso, i Ministeri competenti (Sviluppo Economico e Ambiente) hanno rilasciato a SOGIN, l’azienda di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, il nulla osta per la pubblicazione della CNAPI, la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee. La mappa indica le zone del territorio italiano che sono adeguate ad ospitare il “deposito nazionale”, vale a dire l’infrastruttura ingegneristica dedicata allo smaltimento controllato e definitivo dei rifiuti a bassa e media radioattività, in parte già prodotti e in parte ancora da produrre da qui al 2070.

L’ultimo dei gasdotti

Correva l’anno 2007. Poderoso appello di Camilleri cui dà palco Repubblica. Salviamo Noto dalle trivelle. Ci venne venduta l’idea che grazie a un titolo minerario qualcuno potesse a suo arbitrio far buchi davanti alla cattedrale; ed anche che il danno e l’impatto sul territorio del cercare e produrre idrocarburi sarebbe stato grave ed irreversibile. Vinsero naturalmente i buoni; ed il latifondista petrolifero fu cacciato dalla rivolta di braccianti ed intellettuali. Nel trionfo si dimenticarono però di un particolare. 

Eolico offshore e agrivoltaico: se anche le rinnovabili diventano scomode

Le avanguardie ambientaliste del secolo scorso si muovevano lungo una frattura allora molto profonda, quella che separava la tutela del lavoro da quella della salute (ambientale e dunque umana). Fortunatamente, l’avanzata del progresso tecnologico sta progressivamente limando i motivi di scontro su questo fronte. I problemi da superare restano, ma adesso gli strumenti per affrontarli ci sono. Si sta però diffondendo a macchia d’olio un nuovo tipo di conflitto, ben più subdolo: quello tra “sfiduciati” e “costruttori”. Su questo terreno, almeno in Italia, i nuovi ed illuminanti motivi di frizione sono l’eolico offshore e l’agrivoltaico.

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