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MONDO ENERGIA | 147 ARTICOLI

Decarbonizzare l’industria: cosa c’è oltre l'elettrificazione?

L’industria italiana si posiziona ai massimi livelli di efficienza energetica in Europa e nel mondo e proprio grazie all’ottimale utilizzo del gas nei propri processi produttivi contribuisce a rendere l’Italia uno dei paesi industrializzati a minore intensità energetica. È sulla base di tale considerazione che dobbiamo indirizzare il graduale processo di elettrificazione, oltre che sulla valutazione delle migliori tecnologie disponibili e della loro implementabilità nei cicli.

Investire sulla ricerca per arrivare alla decarbonizzazione

Si tende a parlare di decarbonizzazione solo in termini di elettrificazione degli usi finali. Ma come ha sottolineato anche il World Energy Outlook 2018 (WEO2018), senza l’adozione di misure aggiuntive, vi è il “rischio di un’elettrificazione che sposta semplicemente le emissioni di anidride carbonica da valle a monte, ossia dai settori finali alla generazione elettrica”. È d’accordo con questa visione?

Francamente, penso che quello di cui abbiamo bisogno sia non mettere in piedi una nuova “guerra di religione” sul tema “elettrificazione sì, elettrificazione no” con connesse scomuniche ed eretici.

Il mondo dell’energia al 2040: la visione dell’AIE

Puntuale come sempre, lo scorso 13 novembre è stato presentato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) il World Energy Outlook (WEO) che viene definito dalla stessa AIE la sua “nave ammiraglia”. In effetti il WEO presenta in modo dettagliato l’evoluzione in corso e le prospettive a lungo termine del mondo dell’energia viste dall’AIE, cioè da un organismo che raccoglie e analizza sistematicamente tutte le informazioni su quanto succede nel mondo dell’energia. Anche quest’anno l’ampio Rapporto (ben 661 pagine!) è diviso in tre parti.

Energia: formazione e occupazione. Intervista a Grazia Fimiani (ENI)

Energia: formazione e occupazione, un connubio sempre più stretto e di primaria importanza per le imprese. Abbiamo intervistato Grazia Fimiani, Direttore Risorse Umane e Organizzazione di Eni,che ci ha raccontato le molteplici iniziative avviate dalla major italiana.

Nel mondo dell’energia il tema del lavoro, inteso come risorse umane, ha storicamente visto l’affermazione di due cliché: una netta prevalenza maschile e un’età media tendenzialmente elevata nei ruoli apicali. Questa connotazione può oggi dirsi superata?

Da anni abbiamo intrapreso un percorso di forte mutamento, innovazione e di cambiamento culturale volto al superamento di questi clichè, avviando un programma di iniziative strutturali volte a produrre effetti nel lungo periodo.

Insegnare l’energia tra complessità e falsi miti

Oggigiorno le tematiche energetiche ricoprono un ruolo fondamentale nel campo della formazione e della ricerca universitaria: da qui muove la scelta di numerosi atenei di fondare Dipartimenti o Istituti dedicati a questo argomento. Anche l’Ateneo in cui sono docente ha recentemente avviato un Dipartimento di Energia, all’interno del quale si uniscono le competenze di numerosi professori e ricercatori focalizzati nell’energy sector.

Recent development in energy investment and its implications for jobs

Energy infrastructure is an indispensable foundation for all countries’ economies. Investment in the energy system can influence its development path. Thus, this investment has an important impact on employment, but the links are often complex, involving long value chains and requiring trade-offs. These days the topic is often raised in relation to environmental and climate-related policies; raising concerns about potential threats to fossil fuel jobs and hopes for job creation in the renewables sector. While the complexity of the supply chain makes it difficult to quantify net impacts and draw universal conclusions, our analysis indicates some interesting insights into direct and indirect job creation by energy investment.

Occupazione ed investimenti energetici: quale correlazione?

Le infrastrutture energetiche sono un elemento fondante e indispensabile per le economie di tutti i paesi, il cui sviluppo viene condizionato dagli investimenti necessari per la loro realizzazione. Allo stesso modo, questi investimenti esercitano un impatto importante sull’occupazione, anche se il legame risulta spesso complesso perché si fa riferimento a catene del valore molto lunghe e perché in diversi casi possono crearsi situazioni di trade-off. Recentemente, il tema investimenti/occupazione è stato oggetto di dibattito in quanto le politiche climatiche ed ambientali hanno sollevato preoccupazioni per le ricadute negative che potrebbero interessare l’occupazione nei settori correlati alle fonti fossili; per contro, alimentano aspettative sulla creazione di nuovi posti di lavoro nel comparto delle rinnovabili.

Intelligenza artificiale: le prospettive per green energy e efficienza energetica

L’Artificial Intelligence (AI) è considerata la tecnologia con maggior potenziale per il prossimo futuro in una molteplicità di settori, tra cui spiccano la robotica, il marketing, la sanità e la grande distribuzione. Ma in cosa consista esattamente questa tecnologia e quali siano le sue potenzialità in ambito energetico, sono questioni tutte da chiarire e da esplorare.

L’intelligenza artificiale è una scienza che studia il pensiero umano per costruire entità intelligenti finalizzate alla risoluzione di problemi complessi.

Bioeconomia e bioenergia, la crescita sostenibile è a portata di mano

A Isola della Scala in provincia di Verona, in un territorio noto soprattutto per la coltivazione del raffinatissimo riso Vialone Nano, c'è una società agricola che trasforma il letame dei propri animali in bioplastica. Si tratta di un progetto sperimentale, il primo di questo tipo in Italia, che nasce dalla collaborazione tra il centro zootecnico La Torre, 35 ettari di superficie e 8.000 capi bovini, e i dipartimenti di biotecnologie dell’Università di Verona e della Sapienza di Roma ed è finanziato dalla Commissione Europea.

Il delicato equilibrio tra forze economiche e geopolitiche

Le risorse di idrocarburi (petrolio, gas naturale e carbone) hanno due caratteristiche chiave correlate. Innanzitutto, non sono equamente distribuite a livello globale. Ad esempio, le riserve provate di petrolio sono localizzate per il 13,3% in Nord America, per il 19,5% in Centro America, per lo 0,5% in Europa, per l’8,5% nella Comunità degli Stati Indipendenti, per il 47,6% in Medio Oriente, per il 7,5% in Africa e per il 2,3% in Asia e nel Pacifico.

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