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MONDO ENERGIA | 99 ARTICOLI

Libia e Iran. Ovvero dell’essere strategici ed altre leggende

L’Iran è sotto embargo e quasi in guerra. In Libia è guerra civile. E siccome entrambi ci vengono tramandati come grandi produttori di petrolio, la nostra sicurezza (energetica) vacilla. O almeno questa è la narrazione corrente. Lasciamola ai media, che la realtà è un poco più articolata.

La crisi del downstream e chi fa finta di non vederla

Esiste ormai una sorta di unanimismo crescente intorno ad una visione acritica e superficiale di ambientalismo “nostrano”, che ritiene che una spruzzata di vernice dalle cento sfumature di verde sia la soluzione dei giganteschi problemi ambientali a livello mondiale. È il risultato della trasformazione dei movimenti ambientalisti in forme elitarie e spesso lobbistiche, che ha finito per staccarlo dal legame con gli obiettivi realistici del miglioramento dei processi produttivi sostenibili, per relegarlo in una sfera di aspirazioni autoreferenziali ed ideologiche, a volte, facilmente strumentalizzabili da forze economiche e politiche di parte.

Dal carbone alle rinnovabili: lo switch cinese è credibile?

La fotografia scattata dai dati del China’s National Bureau of Statistics, dell’Agenzia Internazionale dell’Energia e del BP Statistical Review 2019 offre una buona chiave di lettura di quello che sta avvenendo in Cina sul fronte dell’energia. Ne emerge un paese attraversato da grandi cambiamenti e che si affaccia a rivoluzioni che potrebbero essere epocali - specie se consideriamo che si sta parlando della nazione più popolosa al mondo - ma sul quale continuano a pesare dei meccanismi decennali difficili da scardinare.

Decommissioning: il cronoprogramma degli operatori

Lo scorso febbraio, il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni Culturali, ha diramato le linee guida per il decommissioning delle strutture offshore destinate alla coltivazione di idrocarburi. Una serie di incontri e seminari a più livelli istituzionali ha coinvolto, oltre agli operatori delle piattaforme, Enti locali, esponenti delle Regioni, associazioni ambientaliste, sindacati, esperti universitari e le principali associazioni di settore, tra cui Assomineraria.

The Sunset of an Industrial Plant and the Global Decommissioning Challenge

After many years of productive service, industrial plants reach the end of their useful life and must be dismantled. This complex and costly process, know as decommissioning (commissioning refers to the beginning of a plant useful life), is a confluence of economic, environmental, physical, and regulatory challenges.

Il fine vita degli impianti industriali: una sfida globale

Dopo molti anni di operatività, gli impianti industriali arrivano alla fine della loro vita utile e devono essere smantellati. Questo processo complesso e costoso, noto come decommissioning (al contrario il commissioning è l'inizio del ciclo di vita di un impianto), implica una serie di sfide di carattere economico, ambientale, fisico e normativo. Per decidere quando un impianto industriale diventa "idle iron" - definizione utilizzata nel Golfo del Messico (GoM) – sono necessarie dettagliate analisi in cui si tiene conto di molteplici fattori quali i prezzi delle materie prime, i costi operativi, le riserve residue e i relativi regimi regolatori.

La nuova vita delle piattaforme della California

Le perforazioni offshore di petrolio e gas costituiscono spesso motivo di dibattito presso le comunità locali che le ospitano, e la California non fa certo eccezione, specie dopo che, nel 1969, una piattaforma al largo di Santa Barbara riversò dagli 80.000 ai 100.000 barili di greggio in mare in seguito ad un guasto. Se per anni, però, il dibattito è ruotato intorno all’operatività degli impianti, oggi la questione riguarda quelle 27 piattaforme sparse lungo la costa che, giunte a fine vita, devono essere smantellate completamente o, al contrario, lasciate lì dove sono e convertite in barriere artificiali.

Verso una riforma “verde” della fiscalità ambientale

L’inquinamento atmosferico, delle acque e dei territori provocato dalle attività umane è causa di un notevole peggioramento della qualità della vita nei nostri centri urbani ed è al contempo uno dei principali fattori scatenanti del cambiamento climatico. Il Governo italiano, sin dal suo insediamento, ha considerato la tutela della qualità della vita come punto di riferimento imprescindibile per la programmazione delle politiche pubbliche. In questo contesto, la definizione di un’agenda chiara e concreta per la riconversione ecologica delle attività produttive e del consumo di energia a fini domestici riveste un ruolo centrale all’interno di un approccio integrato e multidisciplinare alla promozione del benessere.

Sussidi dannosi per l’ambiente: come cambia il catalogo

A breve saranno resi pubblici in via ufficiale i dati del 2° Catalogo dei Sussidi Ambientali per l’anno 2017, frutto di un notevole sforzo di approfondimento e sinergia tra il Ministero dell’Ambiente e gli altri Dicasteri nonché le autorità indipendenti, i portatori d’interesse ed il mondo accademico e della ricerca; un impegno comune ed imprescindibile per l’attuazione di politiche ambientali ed economiche all’altezza delle sfide globali lanciate con l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, con l’Agenda 2030 dell’ONU per uno sviluppo sostenibile, con il Piano d’azione di Addis Abeba, con i target della Convenzione sulla Biodiversità e con l’istituzione dell’Unione dell’Energia a livello europeo.

Sussidi al consumo di combustibili fossili: quali riforme su scala mondiale?

Secondo i nuovi dati dell'Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), l'aumento dei prezzi del petrolio nel 2018 (media annua) ha avuto come effetto la crescita dei sussidi globali al consumo di combustibili fossili che sono tornati ai livelli del 2014, evidenziando così l’inefficacia delle riforme intraprese negli ultimi anni.

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